🇩🇿 Algeria

L’Algeria, lo stato più grande del continente africano con il magico deserto del Sahara. Un viaggio di due settimane alla scoperta del nord del paese con le sue colline lussureggianti, la capitale Algeri, la città dei ponti Constantine, le antiche vie della civiltà romana con le bellissime rovine delle maestose città di Tipaza, Djemila e Timgad patrimoni UNESCO. E poi visita nell’immenso sud del paese per lambire le sabbie del deserto, attraverso dune, antichi forti, pitture rupestri, grandi oasi e incantate città nel deserto ferme nel tempo. Infine Taghit la perla del Sahara, il deserto più grande al mondo! 

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 16 giorni 20/04/19 – 05/05/19
Compagnia Alitalia (internazionale) Air Algerie (interni)
Valuta Dinaro algerino (DZD) دج 1€ ≅ 180 DA
Lingua Arabo e berbero Francese diffuso
Religioni 99% Musulmani 1% Cristiani ed Ebrei
Fuso orario -1h con ora legale 0 con orario solare
Visto Obbligatorio e costa 85€: sito web In Algeria entri solo con un invito di un agenzia algerina e la guida è obbligatoria. Qui altre info
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità 230V C, F, (senza adattatore)
Internet WIFI gratis negli alberghi Ottima connettività 4G con SIM locale

Sicurezza: Nel periodo in cui siamo andati noi, si viaggiava sotto scorta. In via precauzionale, lo stato si vuole assicurare che i turisti siano al sicuro con una macchina della polizia sempre presente durante gli spostamenti. Questo per garantire la massima tranquillità sia ai turisti che allo stato stesso. Per questa ragione l’unico modo che ho trovato possibile per visitare l’Algeria in questo periodo è stato con agenzia italiana. Probabilmente è stata la scelta migliore. Spero che in futuro la situazione migliori in termini di tranquillità, così da poter viaggiare liberi e autonomi.
Il paese comunque ci è sembrato abbastanza sicuro, ma forse la nostra visione è offuscata dal fatto che ci sentivamo sempre tranquilli con la polizia vicina. 

Popolazione: Gli algerini sono freddi e distaccati rispetto ai loro cugini degli altri stati arabi. Sono cordiali verso il cliente anche se straniero, ma non eccedono nel manifestare gratitudine. L’inglese è poco parlato a differenza del francese, quindi per chi lo conosce è molto più facile farsi capire. L’Algeria si divide radicalmente in due parti: il nord più occidentalizzato (molte donne senza velo) rispetto al sud povero e legato alle tradizioni religiose. Quando si entra in una moschea ci si scalza ed è necessario coprire le spalle e le gambe se sono troppo scoperte. E’ possibile contrattare il prezzo nei mercati. 
A differenza degli altri paesi arabi, vengono utilizzati i numeri occidentali nel prezzare cose e alimenti.

Costi: I costi sono assolutamente bassi quasi dappertutto. Basti pensare che per un pasto completo si spende in media 4€. Una baguette costa 0,05€! Gli alloggi invece costano di più e variano molto. Per un albergo dignitoso si può spendere sui 60€ per camera doppia. Quelli meno costosi si aggirano sui 35€ e hanno spesso colazione internazionale a buffet inclusa. 
Infine, gli ingressi ai luoghi di interesse non costano veramente niente, da 0,30€ a un massimo di 1€! E parliamo di ingressi come la città di Timgad!

Clima: Noi siamo stati a cavallo tra aprile e maggio, periodo in cui il nord del paese ha lo stesso clima mediterraneo dell’Italia, quindi primavera con qualche pioggia. Man mano che ci siamo spostati a sud, il caldo era già  secco e gradevole intorno ai 30 gradi e sole. D’inverno fa freddo, piove e capita anche che nevichi. I mesi ideali secondo me sono le mezze stagioni in particolare maggio e settembre. 

Cibo: Il cibo è buono ma potrebbe risultare ripetitivo. Per fortuna l’influenza francese ha lasciato come tradizione la baguette e alcuni dolci francesi tra cui l’eclair, da provare anche il Makroudh. Humus non ne abbiamo trovato molto, ma qualche volta si potevano ordinare i Falafel, polpette di ceci tritati, prezzemolo, aglio, coriandolo e cipolla fritte nell’olio. 
Tra le zuppe, oltre quella di lenticchie, ci sono spesso la Chorba: con pomodoro e agnello; e la Harira: composta da agnello cotto a fuoco lento con verdure, spezie ed erbe aromatiche. Quasi sempre si trovano spiedini di carne che vi consiglio di accompagnare con la Harissa, la tipica salsa leggermente speziata.
Tra i piatti forti abbiamo il Bourek: involtini di pasta sfoglia fritti con dentro carne. La Chakhchoukha: piccoli pezzi di pane sottile con salsa di pomodoro e verdure ed accompagnato da carne di pollo o manzo. Davvero ottimo! La Shakshouka: un piatto unico misto composto da cipolle saltate, pomodori, peperoni e varie spezie condite con poche uova. Il Couscous: che non ha bisogno di spiegazioni e che può essere di carne o di verdure. Infine il Berkoukes o Mardoud (di Ouargla) composto da couscous più grosso e accompagnato da una salsa piccante con carne di montone e verdure fresche e secche.
Infine il alla menta e il caffè sono bevuti ovunque e sono davvero buoni. Difficile sbagliare.

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi e i punti di interesse. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, quelle gialle gli alberghi, quelle arancio dove abbiamo mangiato, mentre le icone verdi sono le attrazioni viste:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
Roma – Algeri Volo St Hotel 4,5/5 – Bello, buona colazione, wifi ok
Algeri – Tipasa Bus pvt.
Algeri – Constantina – Setif Volo + Bus pvt. el-Rabie Hotel 4/5 – Ottima posizione, colazione ok. Camere scarne
Setif – Batna Bus pvt. el-Hazem Hotel 4/5 – Qualità del sonno buona, colazione ok 
Batna – Timgad – Biskra Bus pvt. Sidi Yahia Hotel 3,2/5 – Bell’albergo, spazioso, ma l’acqua era fortemente sulfurea
Biskra – Touggourt Bus pvt. Tedjani Hotel 3,8/5 – Nella norma, piccolo, colazione buona
Touggourt – Ghardaia Bus pvt. el-Djanoub Hotel 3,8/5 – Con piscina, stanze piccole e scarne. Colazione così così
Ghardaia Bus pvt.
Ghardaia – Brezina 4×4 Casa Tipica
10° Brezina – Boussemghoun 4×4 Casa Tipica
11° Boussemghoun – Taghit 4×4 Saoura Hotel 5/5 – Piscina con vista dune. Confortevole e ottima posizione
12° Taghit 4×4
13° Taghit – Ain Sefra 4×4 Mekhter Hotel 2/5 – Fatiscente e colazione pessima. Ottima posizione e struttura particolare
14° Ain Sefra – Aflou 4×4 Afnan Hotel 3,5/5 – Qualità del sonno media, albergo semplice, colazione così così
15° Aflou – Algeri 4×4 + Volo St Hotel
16° Algeri – Roma Aereo

Giorni 1-2 
Il primo giorno atterriamo ad Algeri alle 23.00, andiamo in albergo e riposiamo. Il giorno seguente il nostro bus privato ci accompagna nella zona di Tipasa.
Prima tappa al bellissimo Mausoleo reale di Mauretania (80D|🕔 9-17), patrimonio UNESCO insieme a Tipasa. E’ a base cilindrica circondato da colonne e culmina con un cono sempre in pietra. L’ingresso è nascosto e dall’entrata si percorre un corridoio a spirale che porta alla tomba centrale. Un vero peccato non potervi entrare. 
Successivamente ci spostiamo pochi km a ovest per visitare l’antica città romana di Tipasa (100D|🕔9-19 apr-set, 9-17 ott-mar). La caratteristica principale sono le rovine che si affacciano direttamente sulle sponde del Mediterraneo. Era una città di commercio dove approdavano antichi viaggiatori tra cui i fenici.
Nel pomeriggio visitiamo una parte di Algeri (la seconda metà la visiteremo l’ultimo giorno). Con una bravissima guida, entriamo nella Qasba (patrimonio UNESCO) un genere unico di medina in quanto fortificato. Ci sono i resti della cittadella e antiche moschee. Visitiamo anche una casa tipica su più livelli, una piccola falegnameria, il Museo di Arti e Tradizioni Popolari (🕔 sab-gio 8.30-16.15) e i palazzi di Dar Aziza e Dar Mustapha Pacha (🕔 sab-gio 9-17) in stile moresco.

Giorno 3
Il mattino seguente volo per Constantine, l’antica Cirta, fu ricostruita dall’imperatore Costantino che la ribattezzò col proprio nome. È la città dei ponti, tutti a strapiombo su gole altissime scavate dai fiumi. Una bella vista della città dall’alto è fruibile dal Monumento ai Caduti che fa capire come sia stata costruita sui due versanti della roccia spaccata dal fiume. Da non perdere i ponti Sidi M’cid e Mellah Slimane, quest’ultimo pedonale ed oscillante! 
Merita una visita il Palazzo Ahmed Bey (100D|🕔9-16 sab-gio) del 1828. Il più bel palazzo ottomano d’Algeria ricco di cortili e rivestito da mattonelle e piastrelle francesi e tunisine, per non parlare delle porte moresche tutte diverse tra loro.

Di nuovo in bus, ci dirigiamo fuori Constantine a nord dove visitiamo le rovine di una piccola città romana, Tiddis (100D|🕔8-19 mag-set, 8-17 ott-apr), ubicata in mezzo alle colline verdissime del nord algerino appollaiata tra due gole. La città fu fondata dai Berberi e poi ampliata dai Romani nel III secolo dc.
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Setif dove dormiremo.

Giorno 4
Setif è una piccola cittadina a 1.095 mt di altitudine. Qui abbiamo visitato il Museo Archeologico (200D|🕔9-16.30 sab-gio) che custodisce due mosaici formidabili del V sec., il Trionfo di Venere e il Trionfo di Dioniso circondato da animali esotici. Nel centro città inoltre è presente la Aïn Fouara, una statua di una giovane donna nuda, unico caso al mondo di nudità tra le statue islamiche. Si dice che aiuti le donne single a trovar marito.

Nel primo pomeriggio siamo nelle incredibili rovine romane di Djemila (100D|🕔8-20 apr-set, 8-17 ott-mar)! L’antica Curculum costruita da Nerva intorno al 98 d.C., dichiarata patrimonio UNESCO. La città significa “Bella” ed è immensa, qui vi vivevano 12.000 persone e alcuni resti sono ancora ben conservati, come le terme, il mercato, l’arco di Caracalla, il tempio dei Severi, il teatro e il battistero. Per non parlare dei mosaici intatti e perfettamente custoditi nell’adiacente Museo dei Mosaici (80D) da non perdere. La caratteristica principale è che è stata costruita in discesa sulle colline lussureggianti del nord algerino.

Prima di arrivare a Batna, dove dormiremo, ci fermiamo per visitare il Mausoleo di Medracen (80D|🕔9-18 apr-set, 9-17 ott-mar), un bellissimo sepolcro reale Numida del IV° sec a.C. di 18 mt di altezza e di 59 mt di diametro a pianta circolare conica, simile per certi versi a quello visto a Tipasa.

Mausoleo Medracen

Giorno 5
Lasciamo Batna e dopo pochi chilometri arriviamo a a Lambesis (60D|🕔9-18 apr-set, 9-17 ott-mar), ex capitale della Numidia dell’81 d.C e sito militare pretoriano di guardia alla maestosa città di Timgad. Oggi vi nidificano le cicogne.
Non molto distante da Lambesis troviamo un gioiello: l’immensa Timgad (100D|🕔9-18 apr-set, 9-17 ott-mar)… Un’intera città romana patrimonio UNESCO. Espressione della potenza romana in Africa. Il suo nome originario era Colonia Marciana Traiana Thamugadi, dato che era utilizzata come colonia militare e ospitava più di 15.000 abitanti in 80 ettari di rovine sulle quali attualmente svetta il Teatro e l’Arco di Traiano. All’ingresso del sito non perdetevi un altro fantastico Museo dei Mosaici (80D) di Timgad.

Salutiamo Timgad ancora esterrefatti dalle sue bellezze e ci spingiamo sempre più a sud, il paesaggio sta cambiando, siamo alle porte del deserto del Sahara oramai. Lungo il tragitto ci fermiamo in un paesino abbandonato nel canyon della oasi di Ghoufi. Scendiamo fino in fondo alla gola e raggiungiamo il ruscello, lungo le pareti si vedono una moschea in rovina, un ex albergo arroccato nella roccia e poi tante palme.

Giorno 6
In mattinata raggiungiamo il primo paesino di argilla nel deserto, Sidi Okba con le rovine dello Ksar e l’antica moschea con il minareto storto e il mausoleo all’interno. Sempre in compagnia del nostro bus torniamo in strada, finalmente si iniziano a vedere i primi cartelli di “pericolo attraversamento dromedari” e difatti da ora in poi li incontreremo spesso. Arriviamo ad El Oued, la “città delle 1000 cupole”. In realtà la città ne ha perse tante e non è più così irresistibile come magari lo è stato in passato. Ad ogni modo è stato interessante imparare che la struttura a cupola aiuta a mantenere freschi gli ambienti, caratteristica da non sottovalutare visto che El Oued è una delle città più calde del Sahara.
Nel pomeriggio giungiamo al villaggio di argilla di Temacine distrutto dalle violenti raffiche di pioggia degli anni passati. La visita è molto interessante, in quanto alcune strutture sono ancora visitabili, l’unica cosa rimasta in piedi è il minareto in pietra. Dopo essere stato abbandonato, i residenti costruirono un insediamento vicino e la coloratissima moschea Zaouia Tidjania che, anche se dai colori forti, merita una visita.

Giorno 7
Lungo la strada per Ouargla avvistiamo finalmente le prime dune di sabbia e ovviamente ci fermiamo per scalarle. Un primo assaggio della bellezza del grande Sahara: un mare di sabbia le cui dimensioni sono pari a quelle di intere nazioni europee. Un paesaggio mutevole e sinuoso scolpito dal vento… Che magia!

Nel primo pomeriggio arriviamo in quella che personalmente è stata una delle visite più belle del viaggio, la Valle dello M’zab, patrimonio UNESCO. Nella valle è rimasto intatto un habitat tradizionale umano, creato nel X secolo dagli Ibaditi attorno ai loro cinque ksour (città fortificate). Semplice, funzionale e perfettamente adattata all’ambiente, l’architettura Mzab è stata progettata per la vita in comunità. Qui sorgono la bellissima Ghardaïa e le altre 4 cittadine della pentapoli. Tutti i nuclei fortificati sono visitabili con una guida locale obbligatoria.
Prima visita alla città più conservatrice, Beni Isguen di corrente islamica ibadita (una “setta” dell’islamismo). Il popolo mozabita veste ancora tradizionale: gli uomini con una tunica bianca, le donne invece sono totalmente avvolte e coperte da un abito bianco simile a un lenzuolo. Quelle nubili possono portare il volto scoperto, quelle sposate devono scoprire un solo occhio! Attenzione perché non è possibile fotografare le persone!

Giorno 8
La mattina visitiamo la capitale della pentapoli, la stupenda Ghardaïa, con i suoi colori del deserto, le case che sembrano castelli di sabbia, i minareti a forma piramidale che svettano in cielo e il bellissimo mercato di tappeti. Sempre con una guida facciamo un bel giro tra le strette vie del mercato, vediamo una tipica moschea al suo interno e un modesto museo adiacente a un pozzo che usavano in passato. La piazza principale è imperdibile, tappeti coloratissimi ovunque. Da qui si diramano le vie del mercato ortofrutticolo e quello di vestiti, ceste, sciarpe e utensili.

La visita prosegue per tutta la giornata e si conclude con le ultime tre città della pentapoli una più bella dell’altra: El Ateuf, Melika e Bounoura. Ci portano a vedere anche un cimitero tipico, qui i morti vengono seppelliti sottoterra, fasciati e messi in diagonale per orientare il viso verso la Mecca. Vengono poste delle pietre più grandi sopra la testa e sopra i piedi. Per le donne in cinta anche sopra il ventre.
Che dire, ksar, minareti piramidali, case tipiche, antiche moschee, torri di controllo e mausolei non mancano… Indimenticabile M’zab!

Giorno 9
Dopo due giornate spese nella pentapoli, cambiamo mezzo, lasciamo il bus a favore delle 4×4 visto che le strade diventeranno più dissestate e faremo dei tratti fuori strada. Al mattino quindi raggiungiamo la piccola Brezina, con un’oasi e un palmento enormi.
Prima visita al ksar abbandonato di Bent El Khess, molto carino con il contrasto del cielo azzurro. Qui dentro faremo una pausa pranzo al sacco e riprenderemo il tragitto per arrivare alla gola panoramica di El Ghor, una piccola Monument Valley. Imponenti rocce sembrano essere emerse verticalmente dal suolo così da formare delle montagne di fango perfettamente piatte. Una di queste è facilmente scalabile e riusciamo a raggiungere la vetta piatta da dove apprezzare un ottimo panorama sulla valle. Il deserto del Sahara è molto mutevole, siamo passati dalle dune alle rocce e alla polvere.
Nel pomeriggio ci portano a vedere dei petroglifi e delle orme di dinosauro ancora ben conservate. Infine un bel tramonto sul lago di Brezina.

Giorno 10
In questa giornata, la prima visita la dedichiamo allo ksar abbandonato di Arbaouat, per il quale spendiamo una mezz’oretta perdendoci tra le sue vie e vicoli cechi. Dopo un bello sterrato ci portano a vedere lo straordinario petroglifo dello Scorpione Gigante a Garet et Taleb. La forma è bizzarra ma sarà lungo 7 metri!
Nel pomeriggio arriviamo a Boussemghoun un microscopico paesino con un piccolo ksar. La notte la passiamo ospiti in una casa privata. 

Giorno 11
L’11 giorno arriveremo nel punto più a sud del nostro viaggio. Durante il tragitto ci fermiamo ad ‘Aïn Ouarka all’interno del parco nazionale del Djbel Aissa dove ci aspetta un panorama incredibile e diverso dal solito deserto. Il Sahara che non ti aspetti: le rocce dinnanzi a noi hanno i colori più disparati con sfumature color pastello, sembrano le Raimbow Mountains, ma nel bel mezzo del deserto. 

Dopo diverse ore di tragitto e poco oltre Bechar, superiamo quella che è stata l’ultima collina rocciosa. Di colpo ci siamo trovati dinnanzi a Taghit, una piccola cittadina collocata in una stretta oasi ai piedi delle imponenti dune del deserto del Sahara! Siamo rimasti a bocca aperta! Il maestoso sfondo sabbioso è uno dei paesaggi più spettacolari del Grande Erg Occidentale.
Subito dopo pranzo ci aspetta un bel giro tra le dune del deserto a bordo delle 4×4, veramente divertente. Scendo dall’auto e decido di scalare una paio di dune altissime. Raggiunta la vetta della duna più alta arriva un altro spettacolo: l’infinito Erg che si stende a perdita d’occhio e sembra non avere una fine. Sabbia, sabbia e solo sabbia!

Giorno 12
Sveglia alle 5.50, a soli 300 metri dall’albergo iniziano le dune di sabbia. Scaliamo la prima e dopo 20 minuti siamo già sulla vetta. Siamo al buio, ma il paesaggio muta gradualmente i suoi colori, ecco il cielo schiarirsi, ecco le prime luci del mattino, ecco che tutto si tinge di meraviglioso, ecco l’alba nel deserto più grande del mondo!

Ancora stupefatti, torniamo in albergo per fare colazione, dopo decidiamo di fare una escursione sulla collina di fronte a Taghit. Dalla vetta si vede un bel panorama che fa capire come è estesa la città lungo l’oasi e come le dune sovrastano le case. Scendendo dalla collinetta ci ritroviamo all’antico ksar che visitiamo brevemente.
Dopo un pranzo al volo per strada, decidiamo di salire su un’altra duna. L’Algeria è uno dei pochi paesi in cui l’immensità e l’infinita varietà del più grande deserto del mondo trova la sua piena espressione. Come scrive Marq de Villes: “…in Marocco potete avere un assaggio del deserto, ma in Algeria vi ci immergerete totalmente”. E mi trovo totalmente d’accordo con lo scrittore.

Giorno 13
Lasciamo questa meraviglia e ripercorriamo una parte della strada a ritroso fino ad arrivare a Aïn Sefra. Il clima non è dei migliori e fa anche fresco, ma la caratteristica principale di questo posto sono le dune rosse di sabbia che si trovano alle spalle del nostro albergo a 20 metri. Salendo facilmente una di queste, si scorgono le montagne e il paesaggio non è affatto male.

Giorno 14
In mattinata salutiamo gradualmente il deserto perché ormai saremo di ritorno verso il nord del paese.
Come prima visita andiamo a Tiout dove c’è un bel museo di arte e strumenti popolari antichi. Alle spalle del museo c’è anche un qanāt, ovvero una foggara, il sistema di trasporto idrico usato per fornire l’approvvigionamento d’acqua in molte città del deserto.
L’ultima visita della giornata è la piccola e graziosa moschea di El Abiodh Sidi Cheikh
, sembra quasi coloniale per le tonalità bianche e verdi sulle pareti interne ed esterne.

Giorni 15-16
Giunti ad Aflou, partiamo alla volta dell’aeroporto per tornare ad Algeri. Prima di prendere il volo, visitiamo le arti rupestri nel deserto, le più importanti tra quelle preistoriche, patrimonio UNESCO. C’è anche l’elefantessa che protegge il proprio piccolo dalla leonessa.

Giunti ad Algeri terminiamo la visita iniziata il primo giorno della vacanza. Algeri è detta “la bianca”, difatti tutti gli edifici devono essere obbligatoriamente tinteggiati di bianco. Partiamo dall’edificio della Grande Poste D’Alger vicino al quale c’è la movida locale, con negozi, locali e tanta gente. Dopo passiamo alla bella Basilica di Nostra Signora d’Africa dal quale si gode di un bel panorama del mediterraneo e della Qasba.
Come ultima tappa del viaggio ci portano al Monumento ai Caduti, molto bello in quanto a forma di 3 foglie di palma che svettano in cielo.
Il giorno dopo volo per l’Italia.

Conclusioni: E’ stato un bellissimo viaggio alla scoperta di diverse realtà dell’Algeria, un paese ancora poco conosciuto e poco battuto dal turismo internazionale. Le meraviglie ci sono come avete potuto constatare, speriamo che presto la situazioni migliori perché è una nazione che merita di essere visitata.
Essendo il paese più grande d’Africa, un prossimo viaggio potrebbe essere il magnifico Tassili n’Ajjer con ancora tanto Sahara. Shukraan Aljazayir!


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