🇪🇨 Ecuador e Isole Galápagos

Un viaggio stupendo di 17 giorni tra le Ande dell’Ecuador e le isole Galapagos dove Darwin elaborò la teoria dell’evoluzione. Dalla bella e coloniale Quito a 2.800mt di altitudine, passeggiamo sulla linea dell’equatore, la Mitad del Mundo. Proseguiamo per il sud del paese attraversando le imponenti vette delle Ande e dei vulcani verdeggianti e visitiamo il sito archeologico di Ingapirca e la città coloniale di Cuenca, fino ad arrivare al caldo a Guayaquil. Da qui volo per le Isole Galápagos, un posto unico al mondo, il paradiso dei biologi dove trovare specie di animali endemiche che vivono libere nel loro ambiente naturale. Isole vulcaniche, rigogliose e fantastiche ove è possibile avvicinarsi incredibilmente a un metro di distanza dagli animali che non hanno timore della presenza dell’uomo.

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 17 giorni 12/01/18 – 28/01/18
Costo 2.100€ Inclusi: voli, hotel, mezzi, attrazioni, cibo, assicurazione, day-tour
Compagnia American Airlines LATAM
Valute Dollaro Statunitense (USD)
1€ ≅ 1,20$
I bancomat accettano le carte estere.
Lingue Spagnolo e Quechua Inglese parlato sulle isole
Religioni 91,5% Cristiani 7,5% Atei, 1% Altro
Fuso orario Ecuador: -6hh
Galápagos: -7hh

Senza ora legale italiana

Ecuador: -7hh
Galápagos: -8hh

Con ora legale italiana

Visto NO
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità 120-127 V Prese: A, B – adattatore necessario
Internet WiFi gratis negli alberghi e presenti i molti locali Copertura LTE per le SIM card locali

Popolazione: Gli ecuadoregni sono un popolo molto ospitale e tranquillo. Nei negozi e ristoranti vi accoglieranno sempre con gentilezza e se si chiedono informazioni per strada saranno ben disposti ad aiutarvi. C’è però una netta distinzione tra la gente che vive nel continente e quella che vive sulle isole, perché in queste ultime spesso può accedere che i locali non siano così gentili, causa sicuramente la presenza massiva dei turisti.
In base alle mete in cui ho fatto tappa, mi sento di dire che il discorso sicurezza si limita al calar della notte nelle città di Quito e maggiormente a Guayaquil, anche se ci sono molti poliziotti che vigilano a piedi e in moto. Durante il giorno non ho mai avvertito sensazioni di pericolo, invece è sconsigliato girare durante la notte per le città grandi per non incombere in scippi o in aggressioni a mano armata. Le isole invece sono totalmente sicure a qualsiasi ora.

Costi: L’Ecuador continentale non è una meta costosa una volta trovato un volo economico. La storia cambia se si vogliono visitare anche (o solo) le isole Galápagos in quanto si devono aggiungere: voli interni, tasse, ferry boat e day tour o crociere (vedi i dettagli sui costi delle Galápagos sotto). In tutto il paese, per gli alberghi si possono trovare ottimi compromessi qualità/prezzo, difatti una stanza doppia tre stelle può costare dai 10$ ai 22$ a testa. Stesso discorso per il cibo, soprattutto se si mangiano un paio di empanadas a pranzo (0,50$/2$ cad.) e una merienda a cena (5$). Le colazioni sono varie e sostanziose (uova, toast, succo) e vanno dai 4$ ai 7$. I trasporti sono alla portata di tutti, difatti una tratta di bus urbano a Quito costa 0,25$ mentre per esempio l’autobus Quito-El Tambo 10$.

Riepilogo costi
Voli 596€ (per l’Ecuador) +
307€ (per le Galápagos)
Assicurazione + SIMcard 40€ + 13€
Alberghi 86€ (in Ecuador) +
128€ (alle Galápagos)
Ingressi attrazioni 14€
Trasporti 51€ (Bus + Taxi)
Alimenti ~200€
Spese per le Galapagos 665€ (DayTour + Tasse + Barche)
TOTALE ~2100€

Trasporti: Viaggiare con i mezzi locali è decisamente il modo migliore per risparmiare in Ecuador. Oltre a essere economici, i bus extraurbani sono anche comodi, sicuri e affrontano poco traffico nelle strade extraurbane. Hanno inoltre una buona frequenza, quindi vi permetteranno di organizzare al meglio il vostro tour del paese. A Quito i bus costano 0,25€ a tratta, mentre a Guayquil abbiamo usato una scheda trasporti fornitaci dall’albergo dove ogni tratta costava 0,20$. Alle Galápagos invece, se si sceglie di dormire in albergo e non in barca, ci si sposta maggiormente a piedi e con i ferry-boat tra le isole principali che costano 30$ a tratta. I taxi in queste cittadine dell’arcipelago, hanno una spesa fissa di 1,50$ a corsa, mentre le barche-taxi (che accompagnano i passeggeri dal molo ai ferry boat) costano 0,50$/1$ a testa.

Cibo: La cucina equadoregna è molto varia grazie alla presenza della costa, delle isole e delle montagne. Nei piatti principali assomiglia alla cucina che si trova in tutto il Sudamerica a base di riso, pollo, legumi e verdura. Un piatto tipico è appunto il seco de chivo/pollo (stufato di carne accompagnato da riso, verdure e platano). Si aggiungono però ottimi piatti di pesce come il ceviche (piatto di pesce e/o frutti di mare crudi marinati con limone e spezie) e pescado a la plancha (pesce alla griglia). Come antipasti e piatti sfiziosi troviamo: humita (poltiglia di mais, uova, cipolla e spezie avvolta da una foglia di pannocchia), locro (zuppa di patate, avocado e formaggio), empanada (rustici al formaggio/carne/pollo fritti o al forno). Nota: in Ecuador usano tantissimo il coriandolo, quindi se non lo volete ricordate al cameriere di non farlo mettere (personalmente non mi rovina le pietanze).
Un capitolo a parte merita la frutta tropicale! Dolcissima, buonissima e ricca di vitamine: naranjilla, guava, papaya, carambola, mora, tomate de arbol, fragola, bebitas e così via. Con molta di questa frutta preparano fantastici succhi di frutta (jugo) e batidos. Inoltre provate le bevande dense come il morocho e la colada morada.

Organizzare un viaggio alle Galápagos: tasse, costi, animali, periodi

Preparare un viaggio alle Isole Galápagos è meno complicato di quello che si pensi. E’ possibile risparmiare godendo appieno delle bellezze che l’arcipelago offre. Ci sono varie modalità di prenotazione con relativi costi in base ai giorni, ai periodi di alta/bassa stagione e a quello che si vuole fare. La scelta alla fine spetta a voi a seconda di come vorrete vivere le isole e alle vostre esigenze, ma vi assicuro che qualsiasi sarà la modalità scelta, gli animali si vedono un po’ tutti.

    1. Prenotare una crociera da casa:E’ di gran lunga la modalità più costosa. In media i prezzi per una cabina doppia standard sono questi:4gg: 2.300€   —   5gg: 2.800€   —   8gg: 4.000€   —   14gg: 5.000€/8.000€I prezzi sono indicativi e non tutte le agenzie offrono gli stessi servizi. Alcune volte non sono inclusi: sovrapprezzi per l’alta stagione (a cavallo tra Natale e Epifania), tasse di ingresso al parco ed escursioni facoltative. Ad ogni modo i prezzi variano anche in base a quali e quante isole si visitano.
    2. Prenotare una crociera last-minute dalle isole:I costi a persona mediamente sono questi:3gg: 900$   —   7/8gg: 1.500$/1.800$   —   10gg: dai 2.500$ in suAnche qui il prezzo varia in base alle isole che la crociera toccherà per le escursioni. Il vantaggio è che i last minute sono a prezzi più abbordabili, ma bisogna prendere quello che c’è. I prezzi in genere hanno la formula tutto compreso (pernottamento in barca, pasti, attrezzatura, guida, escursioni a terra, ecc), le barche sono di solito da 16 posti e viaggiano di notte cosicché la mattina si è già sul posto per visitare.
    3. Prenotare i day-tour dalle isole:Qui i prezzi variano molto a seconda dell’isola che visiterete e in media vanno dai 100$ ai 160$ e sono inclusi sempre la guida, il pranzo, gli spostamenti dall’hotel e/o dal molo alla barca. Alcuni tour non includono la muta da snorkeling che dovrete pagare separatamente (se ce ne è bisogno). Si parte sempre la mattina presto e per le 16.00/17.00 si è di nuovo al porto.

Per i day-tour c’è qualcosa in più da sapere. Poiché i collegamenti tra le isole non sono frequenti, dovrete dormire necessariamente sull’isola dalla quale partirà la vostra gita in barca. Prenotate magari via internet da casa per non perdere tempo nel cercare alberghi una volta lì. Per spostarsi tra le isole si usano dunque i ferry-boat o l’aereo. Questi traghetti impiegano circa 2:30 ore e viaggiano solamente tra le tre isole maggiori, ovvero da Santa Cruz verso San Cristobal e Isla Isabela e ritorno; tutte le altre isole si raggiungono con tour privati (compresa Floreana anche se abitata). Il costo per ogni tratta è di 30$ e i biglietti è meglio comprarli direttamente in agenzia perché non solo potrete contrattare il prezzo, ma vi assicura il posto. A dire il vero non so se c’è una biglietteria al porto o al molo, noi non ne abbiamo viste, ma i traghetti erano sempre pieni, quindi meglio prenotarli in anticipo tramite agenzia. Di seguito gli orari dei ferry-boat:

Da A Partenza Arrivo
Santa Cruz San Cristobal 07:00 09:15
Santa Cruz San Cristobal 14:00 16:30
Santa Cruz Isabela 07:00 09:30
Santa Cruz Isabela 14:00 16:15-30
Isabela Santa Cruz 06:00 08:00
Isabela Santa Cruz 15:00 17:15
San Cristobal Santa Cruz 07:00 09:30
San Cristobal Santa Cruz 15:00 17:30

La prenotazione sulle isole è molto facile, basta recarsi nel centro della città dove vi trovate (di solito Puerto Ayora) ed entrare in una agenzia viaggi per chiedere che disponibilità, tour e prezzi hanno. Noi siamo entrati in 3 agenzie e più o meno i prezzi erano simili. Abbiamo scelto poi la prima agenzia dove eravamo andati (Agencia Vermilion Flycatcher Tours in vìa Islas Plaza | Risultati immagini per icon whatsapp: +593 99 087 4968) e, avendo optato per i day-tour, abbiamo comprato tutto da loro, ferry-boat compresi.

Tasse: per entrare nel Parco Nazionale delle Galápagos ci sono delle tasse fisse da sostenere:

  1. Tassa di registrazione del bagaglio: 20$ – Da Guayaquil si paga all’ingresso dell’aeroporto agli arrivi accanto al banco 37. L’orario degli sportelli è 7-13 e nei periodi di alta stagione c’è una fila molto lunga. Se arrivate a Guayaquil il giorno prima, vi consiglio di pagare questa tassa in quel giorno o comunque di recarvi molto presto la mattina.
  2. Tassa di ingresso al Parco Nazionale delle isole: 100$ – Da pagare una volta arrivati all’aeroporto di Baltra.
  3. Tassa di ingresso a Isla Isabela: 10$ – Da pagare al porto di Villamil solo se vi recherete in questa isola.

Periodi: le stagioni sulle isole sono due con pro e contro per entrambe. La stagione fresca da giugno a novembre e la stagione calda da dicembre a maggio. La prima è più secca, ma ha quasi sempre una coltre di nubi che non fanno splendere spesso il sole, il mare inoltre è più freddo ed è necessaria la muta, ma il fondale è molto più ricco di pesci per via della corrente di Humboldt che porta plancton e sostanze nutritive per pesci e uccelli. La stagione calda invece è il periodo più piovoso, ma è in contemporanea il più soleggiato, in quanto i rovesci sono solo momentanei e spesso nell’entroterra delle isole. Il mare e le temperature sono più calde e i pesci sono un po’ meno.

Animali: Gli animali più rari da vedere sono il pinguino, la manta ray, l’albatro e lo squalo martello. I pinguini si trovano sull’isola Isabela e di Bartolomè. Le mante e gli squali martello li potrete vedere bene con uno snorkeling o immersioni nel mare più profondo, difficilmente in superficie. Infine se volete vedere gli albatro, questi si trovano solo sull’isola Española e da maggio a novembre.

La nostra scelta: Noi avevamo 7 giorni da sfruttare sulle isole e poiché volevamo risparmiare il più possibile, ma allo stesso tempo goderci questo paradiso, abbiamo optato per i day-tour. Avevamo anche pensato di fare una crociera last-minute, ma le varie proposte che ci dissero non si incastravano bene con i giorni a nostra disposizione in quanto partivano o troppo tardi o duravano più giorni rispetto alla nostra partenza. Prima di partire abbiamo prenotato da casa alberghi senza pagamento anticipato e con cancellazione libera, così se avessimo poi scelto la crociera li avremmo potuti cancellare/modificare senza pensieri. Con le gite giornaliere ci siamo trovati veramente molto bene e siamo riusciti a vedere tutti gli animali tranne gli albatro (che non era periodo), inoltre ci siamo goduti a pieno anche le isole, le abbiamo vissute passeggiando e visitando anche i luoghi gratuiti raggiungibili a terra. Non abbiamo visto i vulcani di Isabela per scelta, 1. perché i vulcani si vedono un po’ ovunque e 2. perché con la stagione delle piogge le nubi e la pioggia si concentravano tutte sui picchi delle isole. Riassumendo i nostri tour e spese dei traghetti abbiamo speso quanto segue:

 D-T: North Seymour (da Santa Cruz)  145$
Ferry: Santa Cruz – S. Cristobal  30$
 D-T: San Cristobal 360°  150$
 Ferry: S. Cristobal – Santa Cruz  30$
 Ferry: Santa Cruz – Isabela  25$
 D-T: Los Tuneles (da Isabela)  110$
 Ferry: Isabela – Santa Cruz  25$
 D-T: Isla Pinzon (da Santa Cruz)  100$
 TOT a testa  615$

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati. Le icone blu rappresentano i mezzi con le fermate dei trasporti (bus, molo, aereoporti), quelle gialle gli alberghi e le arancio dove ho mangiato. Le icone viola sono gli animali visti, mentre quelle verdi i punti di interesse visitati e le attività svolte:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
Roma – Philadelphia Aereo 2 Miles to PHL Int’l Airport 2,5/5 – Sporco, prezzo basso e buona posizione
Philadelphia – Miami – Quito Aereo Hotel Yumbo Imperial 3,5/5 – Rumoroso, buona posizione
Quito Bus – Taxi
Quito – Otavalo Bus
Quito – Ingapirca Bus Hospedaje El Castillo 5/5 – Accogliente, ottimo ristorante, di fronte le rovine
Ingapirca – Cuenca Bus Hostal America Inn 4/5 – Bello, ampio e buona posizione
Cuenca – Guayaquil Bus DC Suites Aeropuerto 4,5/5 – A piedi per l’aeroporto, silezioso, pulito
Guayaquil – S. Cruz Aereo – Taxi Galapagos Dove 4/5 – Camere grandi, pulito, con cucina pvt
S. Cruz Day Tour
10° S. Cruz – S. Cristobal Ferry – A piedi Casa de Jeimy 5/5 – Camere belle, accogliente, cucine disponibili
11° S. Cristobal Day Tour
12° S. Cristobal – S. Cruz – Isabela Ferry – A piedi Hostal Punta Arena 3,5/5 – distante, pulito, cucina disponibile
13° Isabela – S. Cruz Day Tour – Ferry
14° S. Cruz Day Tour
15° S. Cruz – Guayaquil Bus – Aereo DC Suites Aeropuerto
16° Guayaquil – Miami – Madrid Aerei
17° Madrid – Roma Aereo

ECUADOR CONTINENTALE

Giorni 1-2: Volo per Philadelphia con visita della città e pernottamento. Scalo per Miami e arrivo a Quito.

Giorno 3: Il primo giorno di visita della città cade di domenica, giorno di riposo per molti negozi e locali, ma il lato positivo è che c’è tranquillità e poche auto per strada. Quito è a un’altitudine di 2.850 metri ed è ubicata a stretto tra due catene montuose che la fanno estendere in lunghezza. Il nome deriva dalla civiltà preincaica chiamata Quitu che significa “centro del mondo”. I colori pastello, le chiese barocche e i volti tipici la rendono una bellissima città in stile coloniale. L’albergo è a un isolato dalla chiesa di S. Domingo che affaccia sull’omonima piazza in pietra che approfittiamo per visitare. Successivamente, ricca colazione (con tanto di succo alla mora, tostada de queso e huevo) nella Plaza de la Independensia, composta da aiuole e piante ben curate. Intorno alla piazza si possono trovare ancora i banchini dei lustrascarpe. Le chiese nel centro storico sono tutte molto vicine, difatti a pochi isolati troviamo la chiesa di S. Francisco, adiacente all’omonima piazza, e la chiesa de la Merced. Tutte le chiese sono in perfetto stile coloniale e internamente si alternano decori dorati ad affreschi color pastello. L’unica chiesa diversa dalle altre è la Basilica del Sagrado Voto Nacional (2$) in stile neogotico (la più grande chiesa neogotica d’America) e merita decisamente una visita più duratura. Una delle particolarità sono i gargoyle a forma di animali del posto e delle isole Galapagos. Divertitevi a riconoscere gli animali che poi ritroverete una volta atterrati sulle isole. Un altro consiglio è quello di salire fin sopra alla torre centrale più alta perché si gode di una vista eccellente su tutta la città vecchia e su parte di quella nuova. Una volta scesi, continuiamo a passeggiare verso nord per raggiungere il Museo Nazionale, ma scopriamo che è chiuso per ristrutturazione (fino a marzo 2018). Amareggiati, decidiamo di ripiegare per la Fundacion Guayasamin (8$ | 10-17 | sito web) che avevamo inizialmente escluso per mancanza di tempo. In realtà si è rivelata una piacevolissima scoperta in quanto le sue opere sono molto particolari e consiglio a tutti di andarci. Il museo si suddivide in due strutture adiacenti: la Capilla del Hombre e la casa-museo dove viveva. Nel prezzo del biglietto è inclusa la guida che spiega molto dettagliatamente l’artista, le sue opere e a cosa si ispirava. Non sapevo che Guayasamin fosse così famoso in Sud-america.

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Poiché abbiamo poco tempo, decidiamo di prendere un taxi per arrivare alla fermata bus di “La Ofelia” che ci consentirà poi di raggiungere la Ciudad Mitad del Mundo (3,50$ | Lun-Ven: 9-18, WE e Festivi: 9-19) con un bus veramente economico (0,75$ a/r | ⌛1h). Come forse alcuni hanno letto su internet, il museo della Mitad del Mundo non è il punto esatto dove passa l’equatore, in quanto in passato sbagliarono nel calcolarlo. Noi abbiamo deciso di saltare questa visita (che consiste solo in un grosso monumento ove indicati i punti cardinali e la linea dell’equatore errata) preferendo il Museo Intiñan (4$ | 9.30-17 | sito web) che è molto più interessante. Difatti, una guida preparata spiega  alcune curiosità scientifiche su cosa accade a latitudine 00°00’00”. Sembrerà una stupidaggine, ma per me questo è un momento magico e tanto atteso, caspita sono sulla linea dell’Equatore! Qui è possibile osservare e/o dilettarsi in alcuni esperimenti divertenti e scientifici, come ad esempio cercare di mantenere un uovo in piedi su di un chiodo e vedere come l’acqua scoli senza vortici sulla linea dell’equatore e come scoli in senso orario e antiorario a soli 5 metri di distanza a nord e a sud dalla linea.

Giorno 4: Se si parte dal centro storico come abbiamo fatto noi, il Mercato di Otavalo si raggiunge in 3 ore. Si prendono prima un paio di trolebus fino ad arrivare alla stazione di Carcelen (trolebus C-5). Da qui partono ogni 20 minuti (dalle 5.10 alle 21) bus della compagnia Los Lagos che portano alla cittadina di Otavalo (⌛1h). Se potete, recatevi al mercato di sabato perché è molto più vasto e affollato di indigeni kichwa che vendono le loro cose, il ché lo rendono più caratteristico. In questo mercato si possono trovare molte coperte, sciarpe e cappelli di alpaca molto belli, oltre ai classici souvenir. La peculiarità sono in realtà i volti e i costumi della gente locale. Se non siete grandi appassionati di shopping, finirete presto la visita; vi consiglio quindi di visitare anche il grande Mercato Municipal 24 De Mayo che non è per i turisti, ma più per la gente del posto in quanto troverete stand di ogni genere. Per tornare a Quito, dovrete recarvi dove siete scesi e prendere un bus che parte ogni 20 minuti dalle 3:20 alle 19.

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In città, l’ultima chiesa degna di nota da visitare è la Iglesia de la Compañia de Jesus (5$ | Dom: 12.30-16, Lun-Sab: 9.30-18.30). La facciata è lavorata in pietra vulcanica e rappresenta una delle migliori espressioni di architettura barocca del continente, mentre gli ornamenti interni sono coperti di lamine d’oro. Verso le 19 ne approfittiamo per fare un giro nel centro storico di sera così da ammirare le illuminazioni gli edifici coloniali. Prima di cena passeggiamo lungo Calle de la Ronda, la strada principale della zona storica, piena di locali dove ci fermiamo per mangiare.

Giorno 5: Giornata di transito per raggiungere il meridione del paese. Dalla piazza Santo Domingo prendiamo un trolebus urbano direzione sud fino al capolinea Quitumbe (⌛1h). Da qui partono frequenti bus privati ed economici che collegano Quito al sud dell’Ecuador. Con la compagnia Turismo Oriente paghiamo 10$ per la tratta Quito-El Tambo (⌛8hh). I bus sono comodi, ma preparatevi a sorbirvi 8 ore di musica Sudamericana no stop. Ad ogni modo si percorre un tratto della Panamericana incontrando paesaggi sempre nuovi. Nebbia e nuvole nascondono le vette andine innevate dei vulcani e dei monti alti più di 5.000mt. È curioso comunque vedere quanta vegetazione sia presente a questa altitudine. Se siete fortunati inoltre, potrete ammirare ciò che vi circonda anche se in questo periodo i vulcani come il Cotopaxi e il Chimborazo possiamo solo immaginarceli visto che sono avvolti dalle nubi. E’ anche per questo che abbiamo preferito non fare trekking in queste condizioni perché non avremmo visto un granché. Una volta arrivati a El Tambo, basta attraversare la strada per trovare il bus che porta a Ingapirca (⌛00:15 | 1,25$). La piccola traversata è stupenda perché nel bus ci siamo solo noi e la gente del posto, ovvero gli indios cañari con i loro vestiti tipici. Scendiamo dal bus e a 500mt si vedono già le rovine. Il nostro alberghetto è di fronte al sito, ma decidiamo di vederlo l’indomani con calma per via della nebbia fitta.

Giorno 6: Il Sito di Ingapirca (2$ | 9-17.30) è il più importante dell’Ecuador. Si visita obbligatoriamente con guida (inclusa nel prezzo) e il tour dura 45 minuti. Le rovine sono molto belle anche perché ubicate su un monte circondato da altre catene verdissime. È affascinante vedere come le rovine comprendono sia i resti degli indios cañari che degli inca che si sono succeduti ai primi. Le pietre che compongono il Castillo sono finemente tagliate così da combaciare perfettamente. Dopo aver visitato il Castillo, è possibile percorrere a piedi un sentiero con delle rocce di varie forme: tartaruga, sole, volto di un inca. Molte volte ci sono anche i lama che gironzolano per il sito a brucare l’erba!

Lasciamo questo piccolo paesino per andare più a sud a Cuenca. Prendiamo prima un bus dalla fermata di Ingapirca e scendiamo a Cañar (⌛00:20 | 1,50$) al terminal terrestre dove si trovano varie coincidenze di bus diretti a Cuenca (⌛1:45 | 2$).
Arrivati in mattinata inoltrata, facciamo un bel giro a piedi della terza città dell’Ecuador, considerata patrimonio UNESCO per lo stato di conservazione dei suoi palazzi coloniali. Cuenca ci è piaciuta tantissimo come stile architetturale, peccato solo che non abbia una sola strada pedonale che la rendere un gioiello, oltre che più vivibile per residenti e turisti. Non ci sono strutture in particolare a cui far visita, quindi perdetevi nel centro storico e guardate gli edifici. Date uno sguardo alle chiese di Santo Domingodel Carmen de la Asuncion passando per il parco Calderòn e finendo sul ponte rotto sul fiume Tomebamba.

Giorno 7: Di mattina presto prendiamo un taxi per il terminal terrestre di Cuenca, da dove partono bus per Guayaquil ogni 25 minuti al costo di 8$ (⌛4hh). Il paesaggio è molto bello, con vegetazione e vette molto alte. Si sale fino a 4.100mt di altitudine per poi scendere al livello del mare una volta giunti a Guayaquil. Appena lasciate le Ande, le nubi si diradano gradualmente e la vegetazione cambia lasciando il posto a palme, piante tropicali a coltivazioni di banane. La temperatura e l’umidità sono aumentate.
Il nostro albergo è molto vicino all’aeroporto che si trova a nord rispetto al centro della città. Per poter usare i mezzi il nostro albergatore ci presta una tessera ricaricabile dei mezzi. I bus urbani a Guayaquil costano 0,30$ a corsa, quindi ricarichiamo il dovuto per 2 persone e andiamo in centro. Guayaquil è la città più grande dell’Ecuador, ma ha veramente poco da offrire. Vi elenco cosa vale la pena vedere. Partiamo dalla metà a sud del malecón per farci una passeggiata verso nord su tutto il lungofiume fino ad arrivare al Museo Archeologico e Arte Contemporanea (gratuito). All’entrata del museo non abbiamo trovato nessuno, neanche inservienti o persone della biglietteria. Un po’ titubanti entriamo e visitiamo il museo, alla fine qualcuno c’era e devo dire che il museo si lascia guardare, soprattutto la parte archeologica.

Poco distante dal museo, si vede un colle coperto da fitte case colorate, si tratta de Las Peñas, il vero centro della città. E’ in pratica la parte vecchia e luogo di nascita di Guayaquil, difatti sono le case più vecchie della città tutte in stile coloniale. A dispetto di alcune case, tutto il resto è ben curato ed è sotto costante controllo delle forze dell’ordine, cosicché sia tranquillo passeggiare anche per i turisti. Tra le strade labirintiche, troverete dei bambini e ragazzini giocare, alberi di frutta e qualche umile negozietto. Si salgono pian piano i 400 e passa gradini che portano alla vetta del colle dove ci sono un faro bianco e blu (come i colori della città), una chiesa e un panorama molto bello.
La città non ci da la sensazione di tutta questa sicurezza, quindi decidiamo di cenare in albergo e di prepararci al meglio per il volo dell’indomani… direzione Galapagos!!!

ISOLE GALAPAGOS

Giorno 8: Dall’oblò dell’aereo si iniziano a scrutare le isole ed è già incanto nel vedere questo arcipelago col mare azzurro. Una volta atterrati, si esce dal piccolo aeroporto e si prende il bus-navetta gratuito che porta i passeggeri al molo. Si lascia così l’isola di Baltra prendendo uno scafo al prezzo di 1$ e si approda sull’isola più popolata, Santa Cruz. Da qui è possibile prendere un taxi (20/25$) fino a Puerto Ayora, oppure risparmiare con il pullman pubblico (⌛00:40 | 2$). Noi contrattiamo un taxi e in 4 dividiamo la spesa per arrivare in città. Per non perdere tempo, ci facciamo lasciare direttamente nella strada dove sono ubicate il maggior numero di agenzie di viaggio. Dopo averne consultate 3, scegliamo la prima dove eravamo entrati e paghiamo i day-tour scelti per i giorni a seguire. Una volta in albergo, siamo già in fermento perché non vediamo l’ora di scoprire i primi punti di interesse dell’isola. Prendiamo un taxi per farci lasciare all’ingresso del sentiero che porta alla prima tappa libera: Tortuga Bay. All’entrata c’è un gabbiotto dove è necessario registrare la propria entrata e uscita. La camminata a piedi porterà via una trentina di minuti ed è particolare in quanto tutt’attorno c’è una foresta di cactus e flora equatoriale. Una volta arrivati in spiaggia si rimane piacevolmente stupidi per la sabbia bianchissima e fine. E’ una delle migliori spiagge dell’arcipelago e merita una visita. Spingendosi oltre, troverete granchi Sally lightfoot sulle rocce con i loro colori rosso, giallo e celeste e tantissime iguane marine crogiolarsi al sole sparpagliate tra gli scogli vulcanici o ammucchiate sulla spiaggia. Se siete fortunati potrete vedere anche un paio di aironi (di solito si nascondono sotto i cespugli alti), pellicani e qualche fringuello di Darwin. Il mare ispira un bel bagnetto, proviamo a fare snorkeling ma la visibilità è scarsa e non si vede niente. In compenso in superficie le mangrovie e gli alti cactus sono bellissimi da osservare e fotografare. Prima di andar via vediamo in mare uno squalo nuotare velocemente verso la costa accompagnato dalla spinta dell’onda… Siamo solo da poche ore qui ed è già effetto WOW!

Giorno 9: Il primo day-tour che abbiamo scelto riguarda l’isola di Saymour Norte. La gita è stata la migliore per quanto riguarda il “birdwatching”, difatti è un’isola piccola e bassa dove la particolarità è riuscire a vedere a solo un metro di distanza gli uccelli che la colonizzano e i rispettivi nidi con prole. Abbiamo visto le stupende sule dalle zampe azzurre e un bellissimo rito di accoppiamento mentre il maschio danza sulle sue zampe color pastello per conquistare una femmina. Ci sono inoltre tantissime fregate, i maschi sono facili da individuare anche in volo perché hanno una sacca rossa sul petto che gonfi ano per attrarre le femmine. Queste ultime sono nere, bianche e marroni e se ne trovano tantissime che covano le uova. Vicino alla costa c’è la possibilità di trovare i gabbiani coda di rondine, uccelli gridi e bianchi con l’occhio cerchiato di rosso che li contraddistingue. Nel centro dell’isola, e soprattutto vicino ai cactus, si vedono alcune iguane terrestri. I maschi difendono il territorio che di solito comprende qualche cactus e sono molto più colorati e grandi delle femmine.

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Sulle rocce infine è facile vedere ed avvicinarsi ad alcuni, leoni marini e granchi Sally lightfoot. Durante la traversata abbiamo visto un piccolo squalo martello e una manta “volare” emergendo dall’acqua per rituffarsi inevitabilmente in mare, operazione che fanno ogni qualvolta si vogliono liberare dai parassiti attaccati sul loro corpo.
Da Saymour Norte, la gita prosegue sulla spiaggia bianca Black turtle cove a nord di Santa Cruz. Oggi il mare è sfortunatamente un po’ mosso, quindi non riusciamo a fare snorkeling, ma fortunatamente scattiamo bellissime foto a quei 4/5 pellicani che sono di vedetta sugli scogli e sulla sabbia per pescare. Infine fa capolino tra i cespugli un elegante airone. Il tour di oggi volge al termine e devo dire che è stato eccezionale per la quantità e vicinanza di uccelli che abbiamo visto e scoperto.

Giorno 10: Questa giornata non prevede tour, ma lo spostamento col ferry-boat verso l’isola di San Cristóbal, fino al Puerto Baquerizo Moreno, il capoluogo amministrativo delle Galapagos. Sistemati in albergo, andiamo in autonomia a esplorare le vicine zone di interesse che ci eravamo segnati. Verso nord, ai confini della cittadina, entriamo nel Centro de Interpretaciones, dove all’interno è mostrata la storia naturale e umana delle Galápagos attraverso un percorso interpretativo e le procedure e le idee di salvaguardia delle isole. Continuando il percorso pedonale, si sale sul Mirador Cerro Tijeretas per godere di un bel panorama e successivamente si può scendere sul piccolo Molo Tijeretas per fare uno snorkeling libero. Costeggiando la roccia, si vedono nuotare alcuni pesci pelagici e leoni marini (qualcuno si è avvicinato a un metro da noi, sono velocissimi); invece arrivando dall’altro lato del molo è possibile avvistare tartarughe. Il mare è leggermente mosso, quindi la visibilità è migliore vicino la costa. Lasciato il molo, raggiungiamo la spiaggia Punta Carola, un grazioso lembo di sabbia bianca dove le leonesse marine si rilassano al sole e allattano i loro piccoli che giocano in acqua tra i massi affioranti. In questa spiaggia si può prendere tranquillamente il sole, andare al largo per fare surf o fare snorkeling. Questo punto è il migliore della zona in quanto è quasi sempre riparato, difatti, abbiamo visto molte tartarughe e pesci tropicali.
Nel pomeriggio ci incamminiamo verso il sud della città per andare a Playa Loberia, così chiamata proprio per la quantità non indifferente di leoni marini che dormono sulla spiaggia, giocano tra loro e cacciano cibo in acqua. E’ anche possibile vedere qualche maschio che si riconosce per le dimensioni più grandi e per l’aggressività più accentuata.

Giorno 11: Il quarto giorno abbiamo in programma un tour completo intorno a San Cristóbal con vari stop per fare snorkeling e esplorare la costa. La prima fermata è in una bellissima spiaggia a sud-est dell’isola, qui c’è una insenatura con l’acqua molto calma e riusciamo a vedere un paio di squali punta bianca, una razza e 3/4 tartarughe. L’equipaggio ci lascia rilassare una mezz’oretta in questa spiaggia stupenda con la sabbia finissima e qualche mangrovia a fare da sfondo al paesaggio. Tornati in barca, raggiungiamo Punta Pitt dove sostiamo un po’ per far pescare (invano) l’equipaggio. Qui si possono vedere in volo le sule dalle zampe rosse, dalle zampe blu e uccelli nazca.

Arrivati nel lato nord dell’isola, ci fermiamo per una pausa pranzo in un’altra spiaggia ove possibile vedere un paio di nidi delle sule dalle zampe azzurre e tantissimi granchi Sally lightfoot. Spostandosi verso ovest, si raggiunge prima il Cerro Brujo per scattare qualche foto (senza scendere dalla barca), successivamente ci si ferma per fare snorkeling all’isolotto roccioso Leon Dormido. Questa roccia è molto bella e da lontano sembra effettivamente un leone che riposa. Il fondale inoltre è molto profondo e le rocce sono a strapiombo sul mare. Ad ogni modo qui si vive il miglior snorkeling di San Cristobal. Non appena ci buttiamo in acqua, abbassiamo gli occhi e a 5 metri da noi c’è un branco di squali Galapagos che nuotano lenti quasi simultaneamente. Wow sono ipnotizzanti! Vediamo molte tartarughe e tantissimi pesci pelagici, diversi da quelli visti fin’ora. Tornati sulla barca, prima di tornare e terminare il tour, vediamo sulle rocce del Leon Dormido nidi di uccelli nazca.

Giorno 12: Anche in questa giornata non abbiamo usufruito di day-tour, ma l’abbiamo impiegata per spostarci prima a Santa Cruz e poi a Isla Isabela e per visitare a piedi ciò che le isole offrono. Il primo ferry ci ha riportati a Puerto Ayora e, dato che avevamo tutta la mattinata libera prima del traghetto successivo per Isla Isabela, siamo andati a visitare la Stazione di Ricerca Charles Darwin (7.30-12.30 e 14-17.30 | sito web). Qui nascono e vengono protette e successivamente liberate alcune specie a rischio di estinzione di tartarughe terrestri. Altre tartarughe di terra è possibile vederle di El Chato nel centro di Santa Cruz. All’interno del giardino della stazione scientifica, potete prendere la stradina posteriore alle spalle dell’entrata principale per andare alla spiaggetta La Ratonera dove potrete trovare tantissime iguane marine.

Un consiglio spassionato è quello che di passare dal Muelle del pescador, un piccolissimo mercato del pesce composto da due banconi che danno le spalle alle piccole barche dei pescatori. Qui assisterete a una scena bellissima: una dozzina di pellicani, e un paio di aironi e fregate che cercano di rubare qualche scarto di pesce. Un’altra scena imperdibile è quella che troverete al molo dove si prendono i ferry-boat perché spesso e volentieri ci saranno i leoni marini che dormono beati sulle panchine!! Che spettacolo!
Dal molo di Santa Cruz prendiamo poi il ferry per Isla Isabela. e attracchiamo al molo di Puerto Villamil. Lasciate le valigie in albergo, è ormai pomeriggio e quindi decidiamo di fare un giro per il piccolo paesello e per la spiaggia. Noi per mancanza di tempo non siamo riusciti a fare snorkeling a Las Tintoreras proprio vicino al molto dove si attracca. Consiglio di farlo perché l’acqua è limpida e già dalla barca si avvistavano svariate razze, tartarughe e 4 pinguini delle Galapagos!

Giorno 13: Siamo approdati a Isla Isabela solo per fare il day-tour a Los Tuneles in quanto ovunque avevamo letto che era una meta immancabile… e così è stato! Durante la navigata, si passa rapidamente da Roca Union, una piccola roccia in mezzo al mare dove nidificano solo gli uccelli nazca. Non appena ci allontaniamo da questo isolotto, vediamo accanto alla barca un branco di una decina di razze dorate, bellissimo! Prima di raggiungere Los Tuneles, avvistiamo una macchia nera enorme… La barca riesce ad avvicinarsi e scopriamo essere una manta ray di 4 metri!!!
L’equipaggio si avvicina infine alla costa per vedere queste bellissime quanto particolari conformazioni laviche con tunnel e grotte immerse in un mare limpidissimo. In superficie affiorano archi neri con aggrappati cactus altissimi. Qui è possibile vedere qualche nido di sula dalle zampe azzurre e qualche iguana terrestre. Con la guida è possibile spostarsi di arco in arco per ammirare il paesaggio, ma non distogliete lo sguardo dall’acqua in quanto si possono vedere chiaramente tartarughe marine, squali, pesci tropicali e razze che compaiono e scompaiono tra i vari tunnel.

E’ proprio vicino a queste rocce labirintiche che la guida ci porta a fare snorkeling, forse uno dei migliori che abbiamo fatto in tutta la vacanza. L’acqua è calma e abbastanza limpida e riusciamo a nuotare liberamente con alcune tartarughe. La guida è molto brava e conosce i pertugi dove riposano gli squali pinna bianca e le razze, difatti riusciamo a vederne tantissimi adagiati sul fondale. Mentre nuotiamo i pesci coloratissimi nuotano non lontano da noi e improvvisamente avvistiamo anche un polpo muta-colore che, adagiandosi sullo scoglio, si mimetizza in un batter d’occhio. Il top della giornata lo raggiungiamo con due animali molto difficili da vedere. Il primo è il cavalluccio marino, aggrappato alla radice di una mangrovia, e il secondo è il famigerato pinguino delle Galapagos!!!, che era lì da solo sullo scoglio quasi a farsi vedere appositamente per noi e per regalarci questo indimenticabile momento. Devo dire che sia l’equipaggio che la guida sono stati molto bravi e noi decisamente fortunati.
Pienamente soddisfatti della giornata, torniamo al porto per prendere l’ultimo ferry-boat pubblico per tornare a Santa Cruz.

Giorno 14: Da Puerto Ayora parte l’ultimo nostro day-tour direzione Isla Pinzon. La barca si ferma in una zona riparata dove l’acqua è calma e si fa un buono snorkeling. Nel fondale si vedono anche alcune stelle marine di fantasia diversa. Vediamo così tanti pesci pelagici che riusciamo a nuotarvi in mezzo al branco. Poi fanno capolino le immancabili tartarughe e un paio di razze. Mentre ci avviciniamo alla costa, passa a 3 metri da noi lento e indisturbato uno squalo delle Galapagos! Sugli scogli ci sono anche diversi leonesse marine con i loro piccoli, riusciamo anche a vedere qualche maschio che nuota intorno a noi per controllare il territorio.
Lasciata Isla Pinzon, la gita prevede una capatina anche a una piccola spiaggia a sud di Santa Cruz, ovvero La Fè. Anche qui facciamo un discreto snorkeling con qualche razza in più. Poco prima di risalire per l’ultima volta in barca ecco una piccola manta aquila che nuota liberamente nel mare, sembra quasi che voli mentre ondeggia le sue pinne. La inseguiamo per 5 minuti e nuotiamo praticamente assieme a lei, infine la lasciamo andare e risaliamo sulla barca.. è l’ultima scena bellissima che mi ha regalato questo bellissimo posto.

Giorno 15: E’ arrivato il giorno di lasciare le amate Isole Galapagos. Facciamo l’ultima colazione alla nostra caffetteria preferita e poi bus e scafo per l’isola di Baltra. Infine volo per Guayaquil e pernottamento.

Giorni 16-17: Dopo lo scalo e visita di Miami, il viaggio volge al termine. Gracias Ecuador!

 

Conclusioni: Che dire, questo è stato uno dei più bei viaggi della mia vita. L’Ecuador mi ha stupito con l’equatore, gli indigeni kichwa e le sue vette vulcaniche altissime, ma avrei voluto vederle almeno un giorno con un po’ di nitidezza, magari un giorno tornerò in una stagione migliore per visitare meglio il continente, visto che ho dato preferenza alla stagione adatta per le Galapagos. Le Isole invece voto 10+, siamo riusciti a vedere tutti gli animali ad eccezione degli albatro e delfini (ma questi ultimi si trovano un po’ ovunque). Mi rimarranno per sempre in mente le tantissime esperienze vissute: l’incredibile possibilità di avvicinarsi agli animali che vivono liberi nel loro ambiente; nuotare con le tartarughe e gli squali, vedere i pinguini all’equatore, i pellicani al mercato del pesce, i leoni marini dormire sulle panchine, le zampe azzurre delle sule, la manta di 4 metri che sfiorava la superficie, il branco di razze dorate sotto di noi e tutto il fantastico mondo naturale delle isole.


8 risposte a "🇪🇨 Ecuador e Isole Galápagos"

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