🇹🇼 Taiwan 🇭🇰 Hong Kong 🇲🇴 Macao

Un viaggio in una meta insolita: Taiwan, conosciuta anche come la Repubblica di Cina o come l’Isola di Formosa, nome attribuitogli dai portoghesi nel XVI secolo. In questi 17 giorni di febbraio, abbiamo approfittato del periodo per passare il capodanno cinese in questa inconsueta isola e poi qualche giorno speso nelle due piccole realtà della Cina: Hong Kong e Macao, le regioni amministrative speciali cinesi. La prima con i suoi imponenti grattacieli, la caoticità del traffico, la vita frenetica e la guida all’inglese; la seconda una piccola Las Vegas dove è ancora presente l’influenza e le tracce della lingua portoghese mischiate con la modernità dei casinò e del gioco d’azzardo.

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 17 giorni 08/02/13 – 24/02/13
Costo 2.000€ Inclusi: voli, hotel, mezzi, attrazioni, auto, benzina
Compagnia Cathay Pacific Dragonair e Air Macau
Valute – Dollaro Taiwanese (TWD) 1€ ≅ 35 NT$
– Dollaro Hong Hong (HKD) 1€ ≅ 10 HK$
– Pataca di Macao (MOP) 1€ ≅ 10 MOP$
I bancomat accettano le carte estere.
Lingue Taiwan: mandarino e taiwanese
Hong Kong: cantonese
Macao: cantonese e portoghese
A Taiwan parlano poco inglese, a Hong Kong e Macao lo parlano un po’ di più (3%)
Religioni Taiwan: 35% Buddhisti, 33% Taoisti, 14% Non religiosi Hong Kong: 70% Non religiosi
Macao: 55% Non religiosi, 30% Sette popolari
Fuso orario +8hh con ora legale italiana +7hh con ora solare italiana
Visto NO a Taiwan NO a Macao e Hong Kong se non si esce dai confini
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità Taiwan: 110 V
Prese: A, B – adattatore necessario
Hong Kong e Macao: 220 V
Prese: G – adattatore necessario
Internet WiFi gratis negli alberghi WiFi spesso presenti nei locali

Clima: Andare a Taiwan per il capodanno cinese potrebbe essere la migliore soluzione, perché è un’isola che non offre molto, quindi viverla durante le festività del loro capodanno vi permetterà di scoprire usanze e feste tipiche che altrimenti non vedreste. Gennaio e febbraio sono considerati mesi invernali per loro, ma la temperatura è fresca al nord e calda/mite al sud, dato che il tropico del Cancro divide quasi a metà l’isola. Io stavo a maniche corte e mi portavo dietro il giubbotto, vi sembrerà buffo vedere che quasi tutti gli scooter hanno i guantoni caldi attaccati al manubrio per proteggersi dal freddo… Hong Kong e Macao si trovano alla stessa latitudine subtropicale di Kaohsiung e il clima è mite in inverno.

Popolazione: I taiwanesi non sono abituati al turismo, vivono isolati dal mondo nel vero senso della parola, poco interessati a quello che accade al di fuori della loro nazione, nonostante non siano un paese sottosviluppato. In pochissimi parlano inglese e quando tenti di chiedere qualcosa ti guardano come se stessi provenendo da un altro pianeta. L’eccezione è Taipei, dove si respira un’aria di modernità concreta e palpabile, dove la vita scorre su ritmi diversi e più frenetici. Ho notato che è una popolazione giovane e molti di loro usano tingersi i capelli color nocciola. Taiwan vi sembrerà inoltre la patria degli scooter, poiché le strade ne sono invase. Ho odiato fin da subito 2 cose: 1. il tofu fritto che ha un odore nauseabondo e lo vendono ad ogni isolato; 2. la gente che mastica il betel, che rende i denti neri, la saliva rossastra e aumenta il rischio di carcinoma alla bocca!
Hong Kong è in pratica come una città americana: grattacieli, gente sempre di corsa e traffico. La gente non ti guarda neanche in faccia perché hanno sempre una gran fretta. A Macao invece si respira l’aria del gioco d’azzardo, è pieno zeppo di casinò (alcuni dal gusto discutibile) e si trovano le stesse tipologie di persone che praticano il gioco d’azzardo in qualunque altra parte del mondo. Abbiamo scoperto che alcuni vivono solo di gioco vincendo e perdendo ripetutamente ogni giorno.

Costi: La vita a Taiwan non è costosa, ma dipende da come si spende. Gli alberghi seguono la media italiana, noi questa volta abbiamo preferito alberghi comodi quindi abbiamo speso un po’ di più. E’ anche vero che a Hualien non c’era molta scelta. Si mangia con poco, soprattutto per strada, mentre nei ristoranti si può mangiare con 10€ se scegliete cucina locale. Andare da Pizza Hut et simila vi costerà un patrimonio e mangerete una pizza con l’ananas. Per fare un giro completo dell’isola abbiamo noleggiato un’auto spendendo in tutto 180€ a testa.

Riepilogo costi
Voli 952€ (Roma-Taiwan) +
250€ (Taiwan-Macao)
Assicurazione
Alberghi 540€
Ingressi attrazioni 52€
Trasporti (520$ metro + 331$ ferry) = 24€ +
(360/2 noleggio auto) = 180€
Alimenti  n.p.
TOTALE ~2000€

Trasporti: Il bello di Taiwan sono i mezzi pubblici nelle città, in quanto sono efficientissimi, pulitissimi, comodi e sicuri. All’interno della metro ci sono inservienti che puliscono ovunque: spazzano a terra e passano lo straccio sui corrimano praticamente SEMPRE! Inoltre ci sono addetti all’ordine che aiutano la gente a entrare e uscire dai vagoni secondo un certo ordine prestabilito con apposita segnaletica sul pavimento. Noi abbiamo noleggiato un’auto, ma è possibile viaggiare con il treno. Sul sito railway.gov.tw è possibile reperire informazioni su prezzi/tratte/costi. Ci sono anche i treni ad alta velocità, maggiori info dal sito thsrc.com.tw.
La metro di Kaohsiung si chiama KRTC ed è composta da due linee. Non c’è il prezzo per corsa, ma si paga in base al tratto percorso. La tariffa minima costa 20$, fino ad arrivare a 60$. Raggiungere il centro della città dall’aeroporto è molto semplice dato che la fermata metro è all’interno dell’aeroporto stesso.
A Taipei la metro si chiama MRT ed è composta da 5 linee (in continua espansione) più una che porta direttamente ai terminal dell’aeroporto internazionale. Dovendo soggiornare per 3 giorni ci siamo fatti un travel pass (maggiori info qui).
Entrambe le metro utilizzano al posto dei classici biglietti cartacei per singola corsa, dei gettoni blu in plastica ed è necessario passarli sui sensori dei tornelli, sia all’ingresso che all’uscita della metro. Quindi occhio a non perderli!
A Kaohsiung abbiamo anche fatto un giro in città in bicicletta. Il Comune fornisce un ottimo e comodo servizio a noleggio dove è possibile pagare con carta di credito una volta che hai terminato la tua corsa. Le bici sono parcheggiate in aree sparse per la città e il pagamento avviene direttamente sulle torrette digitali nei pressi delle aree di sosta delle biciclette. Potete visitare il sito c-bike fatto molto bene.

Macao e Hong Kong si girano a piedi. Per raggiungere la Cina partendo da Taiwan, abbiamo preso un volo a/r per Macao. Dall’aeroporto di Macao il servizio di autobus Express Bus collega in breve tempo l’aeroporto e il terminal traghetti. Per raggiungere poi Hong Kong, abbiamo preso uno scafo chiamato TurboJET, molto veloce e comodo poiché ci sono partenze ogni 15 minuti. Recatevi un po’ prima per trovare posto, sul sito c’è la tabella con gli orari.

Cibo: Gli ingredienti che si incontrano più frequentemente nella cucina taiwanese sono la carne di maiale e di pollo, il pesce, riso e spaghetti di soia. La carne bovina invece non è molto diffusa soprattutto per l’influenza religiosa. Una specialità nazionale è il Danzai noodle una specie di zuppa con spaghetti di soia, verdure e gamberi. I Kèzǎi Miànxiàn sono una brodaglia di vermicelli con ostriche e qualche verdura; esiste anche la variante con omelette. I Gongwan sono polpette di maiale in brodo. I cibi di strada vanno per la maggiore e sono soprattutto fritti, i più famosi sono i Popiah, una specie di involtini primavera. Altro cibo da strada l’ho evitato con piacere perché l’aspetto e l’odore non era affatto invitante! Per fortuna c’era la frutta tropicale che era dolcissima, ho potuto assaggiare il più buono frutto  del drago di sempre.

La cucina di Hong Kong è praticamente uguale a quella cinese a base di riso e noodle. Quella di Macao ha subito una influenza portoghese ed è composta, oltre che dalla cucina cinese, anche da ricette come la zuppa Lacassà, composta da vermicelli con gamberi ed erba cipollina; il Minchi, patate a cubetti, carne tritata, riso e uovo fritto; Baccalà d’orato, il baccalà con latte di cocco (molto usato) e riso.

Cosa ho visitato: Prima di partire consultate il sito guidetotaipei.com che vi consentirà di fare un giro virtuale di Taiwan, anche per capire cosa è meglio visitare, cosa saltare e per scoprire qualche luogo nascosto che vale la pena di vedere.
Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, quelle gialle gli alberghi, mentre le icone viola sono le attrazioni visitate:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
1°8 Roma – Hong Kong Aereo
2°9 Hong Kong – Kaohsiung  Aereo – Metro Ospite in casa
3°10 Kaohsiung Metro
4°11 Kaohsiung – Macao Aereo – A piedi Hotel Royal Macau 4/5 – Cucina internazionale. Posizione buona.
5°12 Macao – Hong Kong TurboJet – Metro – A piedi Rosedale Hotel Kowloon 4/5 – Ottima posizione vicino metro. Lenti all’accoglienza
6°13 Hong Kong Metro – tram – a piedi
7°14 Hong Kong Metro – Funivia
8°15 Hong Kong – Macao – Kaohsiung TurboJet – Aereo – Metro Ospite in casa
9°16 Kaohsiung – Taitung Auto Travel J Hotel 3/5 – Nella media, buona posizione
10°17 Taitung – Hualien Auto Byeyer Hotel 4/5 – Ottimo hotel per posizione e camere. Cucina internazionale
11°18 Hualien – Taroko – Hualien Auto
12°19 Hualien – Pingxi – Taipei Auto FX Hotel Taipei Nanjing 5/5 – Hotel lussuoso. Ottima posizione vicino metro e parcheggio pv gratis
13°20 Taipei Metro – A piedi
14°21 Taipei Metro – A piedi
15°22 Taipei – Miaoli – Kaohsiung Auto Ospite in casa
16°23 Kaohsiung – Hong Kong Metro – Aereo
17°24 Hong Kong – Roma Aereo

Giorni 1-2: Sono in partenza, e per la prima volta intraprendo un volo intercontinentale da solo. Dopo un breve scalo a Hong Kong, prendo la coincidenza per Kaohsiung, la seconda città per importanza di Taiwan. Ed eccomi qui nel mio primo stato asiatico, mai mi sarei aspettato di iniziare proprio da qui. E’ giorno e la temperatura è calda/mite, perfetta direi dato che siamo a febbraio e in Italia è freddo. Ad aspettarmi all’aeroporto c’è un mio amico che mi ospiterà per il soggiorno sull’isola.
Arrivati a casa comodamente in metro, mi riposo un’oretta e poi passeggiamo per la città per scoprire questo nuovo mondo. Devo ammettere che l’impatto iniziale è particolare, perché mi stupisce vedere tutte queste persone con gli occhi a mandorla, nonostante fosse cosa ovvia. Camminiamo senza una meta precisa per scoprire la città, il mercato, e qualche tempio. In serata facciamo visita prima al parco Heart of Love River e successivamente al tempio buddista di Fudingjin Baoan con una bellissima entrata in stile tipico cinese e una pagoda rossa che la fiancheggia.

Giorno 3: In questa giornata visitiamo alcuni luoghi di maggior interesse di Kaohsiung. Stanotte c’è il capodanno cinese quindi ci aspettiamo tanta gente in giro. Questo che si conclude è l’anno del serpente secondo il calendario cinese e in giro si trovano tanti gadget, disegni e festoni con il simbolo del serpente. Con la metro raggiungiamo l’Aozidi Forest Park, un grande parco fiorito ben curato ove è possibile prendere una bicicletta in affitto pagando con carta di credito direttamente sul totem dedicato. Un servizio molto comodo e che decidiamo di usufruire per girare la città in bicicletta. Arriviamo fino al Lotus Lake a nord della città e intorno al quale è presente il lungo-lago pieno di gente, bancarelle, street food, templi e pagode. Ci soffermiamo innanzitutto per visitare le Pagode del Dragone e della Tigre. L’accesso è gratuito e per entrare è indispensabile percorrere il ponte realizzato a zig-zag in quanto le pagode sono collocate in acqua. Continuiamo la nostra passeggiata per mischiarci nella folla di gente che percorre il lungo-lago per mangiucchiare qualcosa tra le innumerevoli bancarelle. Tutto intorno al lago ci sono svariati templi e pagode, alcuni di questi sono nuovi e coloratissimi… certamente di dubbio gusto, ma comunque caratteristici. Facendo il giro del lago incontrerete il tempio buddista di Qǐmíng táng e l’adiacente Padiglione dell’Autunno e della Primavera. Il padiglione non è nulla di eccezionale, ma non ve lo consiglieri se non fosse per la piccola Pagoda Wuliting che si trova in mezzo al lago. Per raggiungerla, una volta entrati nel padiglione, dovrete percorrere la lunga passerella di lanterne gialle e rosse che vi condurrà alla bellissima pagoda.

Giorno 4: Il nostro itinerario prevede di lasciare temporaneamente Taiwan per andare in Cina, o per meglio dire in una delle due regioni amministrative speciali autonome della Cina: Macao. Questa cittadina che affaccia sul mare Cinese meridionale è una piccola Las Vegas, con qualche grattacielo e tantissimi casinò dalle forme più strane, alcuni eleganti altri decisamente pacchiani. E’ stata una ex colonia portoghese dal 1550 fino al 1999 e in cinese viene chiamata Àomén. L’influenza lusitana è rimasta tanto che i cartelli stradali sono scritti in due lingue, la moneta ha un nome che ricorda la lingua portoghese (pataca) e ci sono alcune chiese cattoliche per il territorio.
Una volta in centro, decidiamo di salire sulla Macao Tower (145 MOP | 10-21, we: 9-21 | sito) situata sulla costa. In cima si gode di un bel panorama con lo skyline della città e se guardate in basso c’è anche qualche pannello di vetro messo come pavimento che vi farà rabbrividire alla vista del precipizio. Macao è piccola ma offre alcune attrattive interessanti; potete consultare infatti il sito dei musei di Macao per scegliere quale visitare. Noi siamo andati al Museo Marítimo (Lun-Sab: 10 MOP, Dom: 5 MOP | 10-18 | sito) che dispone di una collezione interessante di modellini di navi d’epoca e qualche reperto archeologico. Accanto al museo potete visitare il Tempio buddista di A-Mà con caratteristici coni di incenso che i fedeli usano durante i loro riti. Sia il museo che il tempio affacciano sulla Piazza Barra che si collega all’omonima Rua da Barra, la via più caratteristica di Macao. Ha uno stile tipico portoghese con una bella pavimentazione, grandi alberi ombrosi, palazzi coloniali e lanterne usate come festoni. Qui troverete bancarelle per mangiare qualcosa di tipico e tanta gente che passeggia. Tra un tempio e una chiesa, tra una stradina e un casinò, si fa sera. Ne approfittiamo per girare i vari casinò, ma, siccome non siamo assolutamente patiti di gioco d’azzardo e visto che la puntata minima era molto alta, decidiamo di fare solo un giro per vedere gli edifici e studiare i giocatori d’azzardo. Alcuni casinò sono molto originali ed eleganti, come l’Oceanus, il Sands e il Wynn. Quello che svetta sopra tutti gli altri è il Casinò Grand Lisboa, a forma di fiore di loto (simbolo della bandiera di Macao).

Giorno 5: Nel pomeriggio abbiamo il traghetto per Hong Kong, quindi abbiamo la mattina ancora per visitare Macao. Non molto distante dall’albergo abbiamo una delle attrattive più importanti della città, ovvero le Ruinas de São Paulo. Le rovine sono in realtà la ex chiesa della Madre di Dio e dell’adiacente collegio di San Paolo della quale è rimasta solo l’imponente facciata di granito ubicata sopra una lunga scalinata di pietra fiorita. La facciata è molto suggestiva dato che dietro non vi è nulla e le rovine sono considerate patrimonio UNESCO. Accanto alle rovine visitiamo anche il Forte.
Subito dopo pranzo visitiamo anche la Casa del Bonsai, un edificio molto interessante con svariati tipi di piante in miniatura e alberi di mandarino cinese all’esterno, mentre internamente gli arredi tipici giapponesi.

Nel pomeriggio infine ci rechiamo al terminal dei traghetti di Macao per imbarcarci e raggiungere finalmente Hong Kong. Il centro della città è suddiviso in due parti: l’isola di Hong Kong e la penisola di Kowloon dove si trova anche il nostro albergo. E’ già buio e quindi decidiamo di prendere un taxi che ci porti in albergo. Ci rendiamo subito conto che i grattacieli sono molto prossimi l’uno all’altro, difatti, la nostra camera d’albergo è a un piano molto alto, e nonostante ciò, dalla finestra si vedono abbastanza vicini altri edifici altissimi che coprono la visuale.

Giorno 6: Prendiamo la metro di prima mattina e scendiamo alla fermata Central. Ci troviamo già circondati dagli edifici più alti della città. Ci dirigiamo direttamente verso il Victoria Peak, la vetta più alta di Hong Kong, il posto migliore per avere una vista aerea del Victoria Harbor con il suo suggestivo skyline di grattacieli. Per raggiungere la vetta abbiamo preso il Victoria Tram (40$ a/r | 07-00 | sito) dal capolinea Peak Tram che porta in breve tempo alla Peak Tower. L’edificio molto singolare nella sua forma di “wok” è diventato l’icona della città.
Dopo aver gironzolato nel parco del Victoria Peak scendiamo e continuiamo la visita tra le strade della città. Devo ammettere che i grattaceli hanno una architettura molto varia ed elegante. I più particolari che suggerisco sono il Two International Finance Centre (sulla sponda opposta), HSBC Bank, il grattacielo Lippo a forma di koala, il Bank of China Tower e il Jardin House. Abbiamo chiesto se fosse stato possibile salire all’ultimo piano di uno di questi, ma non era consentito. Per le strade si notano ogni tanto alcuni tram stretti a due piani molto caratteristici e tantissimi filippini che si rilassano e fanno pic-nic tra loro nei posti più disparati tra giardinetti, aiuole, marciapiedi. In pratica il mercoledì hanno un giorno di riposo e lo passano tutti assieme per strada. In serata rimaniamo in centro per vedere le luci della notte.

Giorno 7: Il secondo giorno a Hong Kong ci allontaniamo dal centro per andare sull’isola Lantau e più precisamente a Ngong Ping per visitare Tian Tan Buddha o The Big Buddha, una delle statue di Buddha seduto più grandi al mondo. Per arrivare sino a qui, dovrete prendere prima la metropolitana fino al capolinea Tung Chung Station. Da qui ci sono due modi (oltre al taxi) per raggiungere la statua: prendere la suggestiva funivia (costi e prenotazione sul sito) o salire sul bus 23 o 11 (⌛0:50mm | 20/30$ | sito).
L’imponente statua di bronzo del Grande Buddha, alta 34 mt e pesante 250 tonnellate, si trova su un colle e si raggiunge percorrendo un’alta scalinata. Tutt’intorno alla statua sono collocate statue di Bodhisattva in posizioni e azioni differenti. Vicino ai piedi della scalinata c’è anche il Monastero Po Lin (10-17:45) da visitare.
In serata torniamo in centro e saliamo sulle Mid-Levels Escalator ovvero la mobile più lunga del mondo. In realtà è una scala mobile suddivisa in più tranches di scale in sequenza intervallate in alcuni tratti e alcune di queste sono tapis roulant. La caratteristica di questa scala mobile è che dalle 6 alle 10 funziona in discesa e dalle 10 alle 24 va in salita. E’ molto utile soprattutto per i locali dato che ci sono molti dislivelli, difatti serve per collegare il porto ai quartieri più alti della città. I residenti la percorrono di corsa mentre i turisti si lasciano trasportare.

Giorno 8:  La giornata la passiamo in giro per mercati e grattacieli e arriviamo fino al Centro Congressi e all’adiacente Centro Convegni ed Esibizioni. A Kowloon troviamo anche un interessante teatro composto interamente di bamboo.
Nel pomeriggio torniamo a Macao con il traghetto e poi ci rechiamo all’aeroporto per rientrare a Kaohsiung. Una volta atterrati, noleggiamo un’auto che ci servirà dal giorno dopo per il nostro 360 di Taiwan.

Giorno 9: Prima tappa della giornata nel Parco Nazionale del Kenting (sito), la zona più a sud dell’isola. Il parco è ben curato ed offre la possibilità di passare una giornata rilassante attraverso sentieri e passerelle immersi nel verde. Presenta una natura incontaminata e alcune spiagge molto belle con sabbia bianca. Una di queste è protetta (Shadao beach) e non è possibile neanche calpestare la sabbia. Ci sono però altre baie dove fare il bagno, noi siamo andati alla Little Bay Beach. Si possono fare anche altre attività come le immersioni e dei piccoli trekking. Dopo la spiaggia, torniamo in auto e giungiamo fino al faro, la punta sud di Taiwan. Qui c’è una bella vegetazione, alcune piccole grotte con pipistrelli e volendo si assiste al tramonto sul mare. La giornata si conclude arrivando in serata sulla costa est e precisamente a Taitung dove dormiremo.

Giorno 10: Il viaggio prosegue verso nord e, poco dopo aver lasciato Taitung, ci fermiamo lungo la costa per via di alcune conformazioni rocciose particolari, le Xiao Ye Liu Rocks. Solo in questa zona dell’isola, alcune rocce hanno subito una erosione inusuale da parte del vento e della pioggia. Alcune di queste hanno una forma a nido d’ape, piene di fori su tutta la superficie, altre sembrano composte da piccole dune sabbiose.
Ci rimettiamo in auto e dopo qualche chilometro sostiamo per vedere un antico ponte caratteristico ormai dismesso a beneficio di uno più grande e moderno che gli sta accanto. Parliamo dell’Old Donghe Bridge. Purtroppo il clima oggi non è dei migliori perciò il panorama si vede poco, quindi decidiamo di rimetterci in cammino per raggiungere il ponte più degno di nota, il Sasiantai Bridge. E’ un ponte pedonale molto particolare perché è composto da tanti archi e da lontano sembra essere la coda di un drago. Ci divertiamo a percorrerlo tutto in quanto è composto da tanti scalini che salgono e che scendono seguendo le gobbe degli archi. Il ponte funge da collegamento ad un isolotto dove è ubicato un faro raggiungibile dopo una breve camminata lungo una passerella e dopo diversi gradini in salita per arrivare in cima.
Tornati in macchina, ci fermiamo brevemente per fotografare il cartello che indica che stiamo attraversando la linea del Tropico del Cancro. In realtà da qualche anno hanno costruito anche un obelisco bianco, quindi sarà più facile individuare il punto esatto. Dall’altro lato della costa, a Chiayi, potrete anche visitare il Tropic of Cancer Solar Exploration Center. La giornata si conclude arrivando in serata fino a Hualien.

Giorno 11: Questa mattina siamo in visita ad una delle mete naturali più interessanti della nazione, il Parco Nazionale del Taroko. E’ un’area protetta verdissima composta da varie gole dalle quali passano i fiumi Shakadang e Liwu che si intrecciano tra le rocce a strapiombo. Dalla strada principale che fiancheggia i fiumi, si diramano sentieri per trekking di vari livelli di difficoltà. Parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo nel sentiero di Changchun che porta alle Eternal Spring Shrine, un edificio religioso dal quale sgorga una cascata d’acqua, molto bello. Da questo edificio il sentiero conduce a un grande tempio buddista e alla torre Changuang Temple Bell Tower. I canyon si allargano e ristringono di continuo, il che rende il paesaggio molto vario, ricco di scorci e ponti, come quello moderno rosso fuoco denominato Ponte dei 100 leoni. Un sentiero suggestivo è quello che porta alla Swallow Grotto, che sembra inizialmente una grotta comune, ma che addentrandosi svela la sua curiosità, ovvero che i gradini sono attraversati da un corso d’acqua che conduce ad un’uscita posteriore della stessa.
Tornai in macchina, ci spingiamo ancora più al centro del parco e ci fermiamo nei pressi della Tien Feng Tower, una torre/tempio davvero molto bella perché si staglia dalla vegetazione con le sue tegole dorate e le innumerevoli porte rosse. Qui vicino c’è anche il Ponte sospeso di Zhuilu, che sembra letteralmente librare in aria poiché è molto lungo e stretto ed è collegato solamente dalle sue estremità alle rocce. Tra un tempio, una diga e una cascata, terminiamo il giro del parco e torniamo a Hualien per ristorare.

Giorno 12: Il mattino seguente partiamo con calma per percorrere l’ultima parte della costa est. Ci fermiamo ogni qualvolta vediamo qualcosa di interessante, liberi di girare senza una meta precisa. Tra un tempio e l’altro, tra uno scorcio naturale e un paesino rurale, giungiamo nel tardo pomeriggio nel distretto di Pingxi. Questo piccolo paese è famoso in tutta Taiwan per la tradizione dello Sky Lantern Festival, che cade sempre nel periodo del nuovo anno cinese. In realtà non assistiamo al vero e proprio festival, perché le nostre date non coincidevano, ma se potete cercate di organizzarvi per assistere a questo evento perché è molto  suggestivo. Ad ogni modo nel centro del paese ci sono tanti negozi dove si possono comprare delle lanterne di carta colorate giganti. Su di esse si scrivono pensieri, disegni, desideri e poi ci si sposta per strada o in qualche piazza per accendere la parte infiammabile e farle volare in aria. Noi abbiamo fatto altrettanto e nella sua semplicità è stato un “rito” divertente.
E’ ormai buio, quindi ci rimettiamo in marcia fino alla capitale.

Giorno 13: Oggi e domani siamo a Taipei, una città decisamente moderna, tecnologica, frenetica e più fredda e piovosa rispetto al sud dell’isola. Nonostante il nostro albergo si trovi nel centro della città, i punti di interesse sono tutti lontani, ma grazie all’efficiente metropolitana, sono facili da raggiungere. Iniziamo la nostra visita con il Tempio Longshan, il più importante tempio della religione tradizionale cinese della città, costruito nel 1738 in onore di Guanyin. Sempre in metro ci spostiamo in centro per raggiungere la Piazza della Libertà, dove è ubicato l’importante Edificio alla memoria di Chiang Kai-shek, il primo presidente della Repubblica di Cina. All’interno c’è la sua statua, mentre esternamente il tetto blu è composto da 8 punte, numero importante per la Cina che indica prosperità e fortuna. La piazza ha un imponente Gate realizzato con gli stessi colori e materiali del Memorial Hall ed ha 5 archi particolari tondeggianti. Ai lati della piazza invece ci sono due strutture: il Teatro Nazionale a destra e la Sala Concerti a sinistra, quasi identici.
Nel pomeriggio infine decidiamo di andare al Museo del Palazzo Nazionale (350$ | 8.30-18.39 | sito). Questo posto è abbastanza distante dal centro e si trova a nord di Taipei su di un’altura, per arrivarci però è facile perché si può prendere la linea metro rossa e il bus 255 oppure la linea marrone e il bus 957. Il museo contiene più di 600 mila opere d’arte che vanno dal neolitico fino alla dinastia Qing ed è il più grande di tutta l’Asia. Ha 3 livelli, ognuno espone oggetti diversi come la calligrafia cinese, vasi, avorio, statuine, lacche, dipinti, oggetti antichi, statue, bronzi, armi, paioli, giada, oggetti di ceramica, Budda e libri rari.

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Giorno 14: Questa mattina ce la prendiamo con calma e decidiamo di andare a visitare il grattacielo Taipei 101 (600$ | Lun-Dom: 9-22 | sito). E’ stato per sei anni il grattacielo più alto del mondo fino a quando nel 2010 non è stato inaugurato il Burj Khalifa. E’ una struttura molto particolare e unica nel suo genere. E’ stato progettato a forma di bambù e ad ogni facciata c’è una grossa moneta simbolo di felicità. L’ascensore del grattacielo è uno dei più veloci al mondo. Spendiamo qui dentro due ore e più e vediamo anche il sistema a sfera di acciaio che funge da bilanciere antisismico e anti vento per i frequenti terremoti che si verificano sul paese. Sempre all’interno del Taipei 101, sono anche esposte sculture di coralli e giade molto belli e finemente intarsiati. Lasciato il palazzo, passeggiamo a zonzo per la città tra vie e piazze e ci imbattiamo in un centro affollato dove sono ubicate tantissime statue luminose. Sono state realizzate con fili di ferro che fungono da struttura e da tessuti colorati all’interno delle quali sono disposte delle lampadine cosicché di notte si illumino.

Giorno 15: Nel viaggio di ritorno lungo la zona ovest dell’isola, facciamo una sosta al parco divertimenti Window On China Theme Park (799$ | Lun-Ven: 9-16.30 | WE: 9.30-17 | sito) situato nella periferia della città di Taoyuan. Dato che per i tawanesi è inverno, molte attrazioni del parco sono chiuse, quindi paghiamo un prezzo ridotto. Del parco ci soffermiamo a vedere la zona della Cina in miniatura, dove sono rappresentate le ricostruzioni a scala ridotta delle più importanti architetture cinesi. Inoltre ci sono rappresentazioni altre strutture famose in tutte il mondo come la Sfinge, la Torre di Pisa, il Cremlino, ecc.
Nel pomeriggio ci fermiamo nella città di Miaoli, famosa per un evento particolare che non avevo mai visto ne sentito prima di allora: il Bombing the Dragon Festival! E’ un festival decisamente insolito che si svolge per le strade e piazze principali di Miaoli. Consiste inizialmente in una classica sfilata di dragoni cinesi dove i partecipanti sono nascosti al di sotto del drago di stoffa e cammino a serpentina per le strade e tra la folla. In serata invece succede un vero e proprio putiferio, perché i partecipanti iniziano letteralmente a bombardarsi di petardi! Alcuni hanno le cartucciere di petardi intorno al collo che vengono accese, lanciate per terra e, ai primi spari, si buttano in mezzo… E’ una specie di sfida di coraggio tra i gareggianti a chi passa in mezzo ai petardi che scoppiettano a più non posso. Gli spari sono veramente tanti e continui tant’è che a un certo punto tra rumori incessanti e puzza di polvere da sparo, decidiamo di andare via. Bello e caratteristico.. si, ma per i primi 20 minuti, poi basta. Tornati a Kaohsiung è arrivato il momento di fare le valigie per il viaggio di ritorno dell’indomani.

Giorni 16-17: Il viaggio volge al termine. Si torna in patria al freddo! Xièxiè Taiwan e Hong Kong! Obrigado Macao!

Conclusioni: Hong Kong mi è piaciuta tanto, sembra veramente una città americana con i grattacieli, ma in versione asiatica. Macao può lasciare insoddisfatti per chi non piace l’aria del gioco d’azzardo, ma si può apprezzare la flebile atmosfera portoghese che ne rimane e vedere come si alternano templi e chiese cristiane ai casinò. Taiwan è una meta insolita, fuori dai soliti giri, ma che conserva qualcosa di interessante e bello. Girare in auto è veramente facile, un po’ di difficoltà nel farsi capire perché in pochi parlano inglese. Tutto sommato una piacevole esperienza.


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