🇧🇷 Brasile

“Brasil, meu Brasil brasileiro…” canta una famosa canzone brasiliana. Ti ho sognato per anni, ben 17 anni, ma alla fine ce l’ho fatta! Praticando capoeira da tutto questo tempo, non potevo non mettere piede nella patria del ritmo, della samba, della capoeira e delle contraddizioni. Un viaggio lungo 3 settimane con ben 10 voli interni che ci ha consentito di toccare zone molto diverse e distanti tra loro. Un territorio così vasto e ricco di patrimoni UNESCO, di meraviglie del mondo moderno e naturale (ce ne sono ben 3), di città coloniali e di gente cortese. Dalle imponenti cascate di Iguaçu, alla vastità dell’Amazzonia, la musicalità di Salvador de Bahia, le spiagge bianche infinite ricolme di palme, i colori di Ouro Preto, Olinda e Penedo, le architetture di Brasilia e l’energia di Rio de Janeiro!

Indice

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 22 giorni 06/08/22 – 27/09/18
Persone 16 viaggiatori
Compagnia Internazionale: Latam Domestici: Latam
Valuta Real 1€ ≅ 5,10R$
Lingua Portoghese Inglese poco parlato
Religioni 89% cristianesimo 2% spiritismo 9% altre religioni (es. Candomblé)
Fuso orario +6hh ora legale in Italia +7hh nel Pantanal e a Manaus +7hh ora solare in Italia +8hh nel Pantanal e a Manaus
Visto NO
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità 220V C (frequente, senza adattatore) A, B, I (adattatore)
Internet SIM compagnia Claro Connettività non sempre stabile

Prima di partire: Sappiate che il Brasile è uno stato “chiuso”, nel senso che molte cose non potete farle se non siete brasiliani. Ad esempio acquistare voli e SIM card è consentito solo se hai a disposizione il codice CPF personale legato alla cittadinanza locale (una sorta di codice fiscale italiano). Difatti, delle diverse compagnie aeree locali, solo la Latam consente l’acquisto per gli stranieri, con la Azul o la Gool, potreste avere limitazioni all’acquisto. Stessa cosa per comprare una SIM card, l’unico modo è prendere una SIM prepagata (chip prepago) e chiedere al commesso o a un brasiliano di prestarvi questo codice CPF per l’attivazione.

Periodo e Clima: Non esiste un vero e proprio periodo migliore per visitare tutto il Brasile, data la vastità del territorio e l’ubicazione dentro e fuori dai tropici. La stagione si distingue sostanzialmente tra secca e piovosa. Le zone costiere centrali come Salvador sono spesso soleggiate e ci si può andare in qualsiasi periodo dell’anno, l’Amazzonia e il Pantanal sono prevalentemente secchi durante la nostra estate, a differenza di Rio de Janeiro, San Paolo e il sud che nello stesso periodo sono freschi e piovosi. Quindi, può benissimo capitare di trovare giorni di pioggia alternati a giorni di sole, così come le temperature a Rio, potrete trovare giorni caldi e soleggiati d’estate ma spesso pioggia, fresco e ventoso, in inverno invece non c’è problema, caldo sempre e tanta gente in spiaggia!

Popolazione e Sicurezza: Contrariamente a quel che pensavo, i brasiliani sono un popolo pacifico e gentile. In tutti i negozi e ristoranti siamo stati trattati bene, anche se in pochissimi parlano inglese, qualcuno capisce anche lo spagnolo, ma loro ti parlano in portoghese. Per quanto riguarda la sicurezza, devo dire che me la aspettavo più pericolosa. Le città che sapevo essere pericolose sono Salvador, Rio de Janeiro, Sao Paulo e Fortaleza. Le ultime due città citate non hanno niente di importante da visitare, quindi, avendole saltate, il problema non si è posto. Rio de Janeiro a mio avviso è abbastanza tranquilla, basta non andare in giro con oggetti di valore in bella mostra e magari non camminare per strade secondarie da soli. Queste sono le accortezze da prendere un po’ in tutta la nazione per stare tranquilli. Caso a parte è Salvador, dove abbiamo proprio sentito sensazioni di pericolo. Basti pensare che la sera dei giorni feriali, la città si svuota, è tutto chiuso, ma si popola di gente non molto affidabile e di poliziotti che ti scortano con una mano poggiata sempre sulla pistola… sembra ci sia il coprifuoco. Durante il venerdì sera e il weekend invece, sembra un altro posto, perché i locali si riempiono e c’è tanta getne per strada, il che ti fa sentire più sicuro.

Costi: Il Brasile ha due volti. Dormire non costa molto, per una sistemazione in camera doppia si possono pagare dai 13 ai 28 euro a testa a notte. Eccezione fatta per il Pantanal dove tutto costa tanto! Per il mangiare non spenderete molto, anche perché oltre ai ristoranti, si trova spesso a buon mercato cibo di strada, tra pannocchie, spiedini di formaggio e carne, frutta tropicale dolcissima, pastel e così via. Invece, spostarsi tra i vari stati del Brasile è costoso, perché le distanze sono considerevoli e spesso dovrete prendere l’aereo se non vorrete perdere troppo tempo.

Trasporti: Essendo un viaggio complesso in termini di spostamenti, il mezzo preso maggiormente è stato l’aereo, con tutti i voli interni della Latam. Purtroppo non si è rivelata una compagnia ottimale, perché, a parte la puntualità, per il resto va spesso in overbooking e non sanno gestire i bagagli a bordo, oltre ad essere spesso fiscali invano. Altri mezzi locali non ne abbiamo presi, perché nelle tratte su strada abbiamo sempre usato dei mini-van da una 20 posti. Uber funziona molto bene e si rivela un’ottima soluzione sicura, economica e veloce per spostarsi nelle città.

Cibo: Parola d’ordine: Churrasco! Se siete amanti della carne, non potete non provare almeno una volta la churrascaria brasiliana. Sono ristoranti spesso a menù fisso, dove offrono un buffet misto e poi i camerieri passano per i tavoli con le spade di carne (grandi spiedi con vari tagli di carne) uno più buono dell’altro. Il taglio più prelibato e saporito è sicuramente la picanha!
La carne è buonissima in Brasile, ma non c’è solo quella. Anche i piatti di pesce sono svariati, soprattutto sulla costa e lungo i fiumi. Difatti, molto gustosa è la moqueca, a base di pesce e/o crostacei, olio dendê, pepe di caienna, coriandolo e latte di cocco.
Un altro piatto gustoso è la feijoada, letteralmente “fagiolata”, che consiste in una zuppa semi densa di fagioli neri, cucinati spesso con pezzi di salsiccia e a volte pezzi di arancia. Viene sempre accompagnata con riso bianco e farofa, farina di manioca cucinata con vari ingredienti, quello più comune è la pancetta saltata.
I fritti sono all’ordine del giorno, difatti, oltre ai tocchetti di polenta fritta, trovate molto spesso i pastel, decisamente gustosi. Sono dei calzoni medio-piccoli con all’interno, carne o verdure o crostacei.
Ciò che non potrete non perdervi è la frutta tropicale (dolcissima) e i fantastichi succhi. Infine, tra i dolci, spiccano molto quelli al cocco, tipo la coquada.
PS: le colazioni in Brasile sono quasi sempre eccezionali! Soprattutto nelle pousada.

Cosa vedere e visitare: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi e i punti di interesse. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, quelle gialle gli alberghi, quelle arancio dove abbiamo mangiato, mentre le icone verdi sono le attrazioni visitate:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
1°-2° Milano -> San Paolo -> Iguaçu Aerei Pausada Caroline 3,8/5
Iguazu -> San Paolo -> Cuiabá Voli Hotel Express Aeroporto 3/5
4°-5° Pantanal Safari Pousada Porto Jofré 3,8/5
6°-8° Pantanal -> Brasilia -> Salvador + Cachoeira Voli + Bus Pousada Terra Nossa 4,5/5
9°-10° Salvador -> Mangue Seco Bus pvt Pousada Ara Branca 4/5
11° Mangue Seco -> Penedo -> Maceió Bus pvt Veleiro Praia Hotel 3,6/5
12° Maceió -> Olinda Bus pvt Pousada São Pedro 4,2/5
13° Olinda -> Fortaleza -> Manaus Voli Hotel Colors 3,5/5
14°-15° Amazzonia Barca pvt Amaca in barca
16° Manaus -> San Paolo -> Belo Horizonte Voli Ouro Hotel Airport 3/5
17° Belo Horizonte -> Congonhas -> Ouro Preto Bus pvt Hotel Nossa Senhora Aparecida 3,8/5
18°-20° Ouro Preto -> Rio de Janeiro Bus pvt Hotel Ibis Copacabana 3,5/5
21°-22° Rio de Janeiro -> San Paolo -> Milano Voli

Giorni 1-2
Iguaçu (lato brasiliano)

Dopo il volo intercontinentale, atterriamo a San Paolo, cambiamo terminal, rifacciamo i controlli e scappiamo a prendere la coincidenza per Foz do Iguaçu, da dove il giorno dopo inizierà la nostra avventura per il Brasile. Dormiamo quel che riusciamo e il giorno dopo, con il bus privato (70R a testa), visitiamo il lato brasiliano del Parco Nazionale di Iguaçu (115R |🕔8.30-17), patrimonio UNESCO. Devo dire che come prima visita si inizia proprio col botto; queste cascate sono anche una delle 7 meraviglie del mondo naturale! Qui si percepisce già la vastità, l’estensione e la potenza di getto, che emozione! Inutile dire che è bene percorrere il parco in lungo e in largo, seguendo i vari percorsi e ammirando il panorama dai vari salti delle cascate, fino ad arrivare al Mirante da Garganta do Diabo, dove c’è una torre con il belvedere. In quest’area si possono vedere parecchie scimmiette cappuccino e se si è fortunati, anche i tucani. Le cascate sono ben 275 tra il lato argentino e brasiliano, ma ovviamente è impossibile vederle tutte!

Giorno 3
Iguazú (lato argentino)

Dedichiamo l’intera giornata alle cascate di Iguazú dal lato argentino. Sempre con il nostro pulmino privato (90R a testa), passiamo la frontiera, entriamo in Argentina ed infine accediamo nel parco Las Cataratas del Iguazú (120R |🕔8.30-17). Qui abbiamo bisogno di una guida obbligatoria (20R a testa) che ci guida nei vari punti di interessa del parco.
La prima esperienza da fare assolutamente, è salire sul motoscafo che ti porta sotto le cascate… Docce a secchiate garantite! Sembra una cavolata, ma è una esperienza molto divertente, capisci quanto sia prorompente il getto di una cascata (ovviamente si va sotto un salto più piccolo). L’esperienza costa 330 real e ci si bagna totalmente, quindi vi consiglio di andarci in costume da bagno e portare un sacco immondizia o impermeabile per conservare zaini e vestiti così da rimanere (almeno loro) asciutti.

Proseguendo il percorso troverete vari punti in cui le cascate danno il meglio di se e, se siete fortunati, vedrete anche alcuni arcobaleni, tantissime farfalle coloratissime e i coati. Il punto più importante e bello delle cascate è sicuramente La Garganta del Diablo, che in argentina si vede particolarmente bene e che la rende il lato migliore e più scenografico dove ammirare le cascate più grandi del mondo. Questa si raggiunge col trenino, prosegunedo poi con un percorso a piedi lungo un ponte pedonale sul fiume. Arrivati al punto panoramico, capirete perché è l’angolo più spettacolare dato il suo getto impetuoso. E’ impossibile da spiegare, si rimane solo a bocca aperta dalla forza e bellezza della natura! Indimenticabili!

In serata torniamo in aeroporto per prendere un volo che ci porti, previo scalo a San Paolo, a Cuiabá, dove il giorno dopo inizierà il giro per il Pantanal.

Giorni 4-5
Pantanal

Da Cuiabá raggiungiamo la piccola città di Poconé, nella regione del Mato Grosso (grande foresta). Siamo pronti per percorrere la Transpantaneira del Pantanal, una regione che vanta la più alta concentrazione di fauna al mondo! Ed è da qui che inizia il nostro safari a bordo si un camion da safari (si, proprio come quelli africani). Visitare questa regione, che si trova nel pieno centro dell’America Latina, è possibile sono nella stagione secca (ovvero nel nostro periodo estivo), altrimenti le strade sono completamente allagate. Nonostante la stagione secca, siamo sfortunati perché il primo giorno becchiamo un temporale fuori stagione e un abbassamento inaspettato della temperatura. Tuttavia questo non ci impedisce di vedere molti uccelli, una famiglia di capibara e tantissimi caimani. Per gli amanti del birdwatching, questa è il paradiso perché ci sono davvero moltissime specie. Tenete presente che è una meta costosissima, difatti il pacchetto nel Pantanal, comprensivo di 2 giorni, safari, trasporti e pasti è costato 400€ a testa!

Il giorno seguente, per fortuna splende il sole. Dopo aver ammirato l’alba sul fiume Cuiaba, saliamo su un motoscafo per fare un safari lungo il fiume. Il tour in barca si fa soprattutto per avvistare l’animale simbolo dell’America Latina, il giaguaro! Qui siamo veramente fortunati perché ne avvistiamo in totale ben 5! Tre femmine in momenti diversi tutte intente a cacciare e 2 fratelli che riposano sotto un albero.
La giornata risulterà indimenticabile anche e soprattutto per questo motivo, oltre al fatto che si ammira un bellissimo paesaggio fluviale e che si naviga alla ricerca di tanti altri animali che vivono in questo incredibile ambiente paludoso. Per darvi un’idea, vi elenco solo alcuni degli animali visti: Capibara, Poiana, Iguana, Lontra, Anaconda, Giaguaro, Caimano, Scimmie, Jabiru, Martin Pescatore, Caracara, Aironi, Cormorani, ecc.

Giorno 6
Brasilia

Lasciamo la nostra struttura del Pantanal, per tornare nel mondo industrializzato. Prendiamo appunto un volo per Salvador, previo scalo a Brasilia, la capitale del Brasile dal 1960. Avevamo scelto appositamente di fare un lungo scalo tra un volo e l’altro per poter avere un’intera giornata a disposizione per Brasilia, perché ci incuriosiva davvero molto. Una meta snobbata da molti, ma che io ho trovato affascinante per come è nata e per le architetture recenti. Una città pianificata che fu costruita in soli 3 anni da zero e pronta nel 1960! È davvero un posto unico e una delle meraviglie architettoniche del XX° secolo, tanto che nel 1987 è stata aggiunta all’elenco dei siti UNESCO, come esempio perfetto delle vette raggiunte dall’architettura e dall’urbanistica! La maggior parte delle strutture sono state progettate e realizzate dall’architetto Oscar Niemeyer.

Se vi piace l’architettura, vi consiglio di passare un giorno qui. Noi l’abbiamo visitata con un city tour con bus privato e guida al costo di 112R a testa. Abbiamo visto veramente molte cose, ubicate principalmente in centro:
Santuário São João Bosco
Cattedrale di Brasilia
Congresso nazionale del Brasile
Praça dos Tres Poderes
Palácio Itamaraty
Feira da Torre de TV
Memorial JK
Museu Nacional da República
Concha Acústica do Exército

Giorno 7
Salvador

Da Brasilia, ci siamo spostati verso la prima capitale del Brasile (dal 1549 al 1763), la bellissima Salvador de Bahia! Il Pelourinho, ovvero il centro storico di Salvador, è stato dichiarato patrimonio UNESCO ed è caratterizzato dagli edifici in tipico stile coloniale color pastello. C’è una evidente miscela culturale, dovuta probabilmente al fatto che fu la prima città brasiliana in cui si svolgeva il mercato di schiavi africani che furono qui deportati per le coltivazioni di canna da zucchero. Di giorno è un’esplosione di colori e musicalità, un’atmosfera incredibile e difficile da spiegare, ma che è da vivere camminando per le strade acciottolate dove troverete sempre percussionisti, gruppi di capoeira e donne bahiane con vestiti tipici. Nel Pelourinho potete anche visitare la Casa do Carnaval da Bahia (mar-dom: 10-18), il Museu Afro-Brasileiro (lun-ven 10-17) e il Mercado Modelo, dove oltre al mercato, trovere bar-ristoranti, bancarelle e la famosa roda de capoeira, ovvero dove ogni giorno lottatori di capoeira esprimono la loro arte per strada a suono di musiche e canti. La sera, durante i giorni feriali, è meno raccomandabile girare da soli per Salvador, ma nel weekend, questi problemi non sussistono fino a quando c’è gente per strada e per i locali. Questi ultimi soprattutto il venerdì sera e il sabato sera suonano samba reggae e samba de roda dal vivo no stop, ed è un peccato non buttarsi a ballare con loro! E’ molto divertente!

Le cose da vedere non sono solo nel Pelourinho, andando a sud di Salvador, potete fare un bagno presso una delle spiagge del quartiere Barra, vicino al Faro da Barra, oppure spostarvi a nord nel quartiere Monte Serrat per visitare la Basílica do Senhor do Bonfim e degustare una moqueca vicino al Forte de Nossa Senhora de Monte Serrat.

Se vi capita, se vi va e se siete fortunati, a Salvador si può assistere ad uno dei riti della religione del Candomblé (la più ortodossa delle religioni importate dall’Africa dalle popolazioni nago, yoruba e jeje), che ha qualcosa di unico! Premetto che non è un rito dedicato ai turisti, ma è un vero e proprio momento religioso al quale, se una persona vuole, può assistervi. In questi riti, i praticanti cantano e suonano, altri cadono in trance e ballano anche sui carboni ardenti impersonificando una divinità. Al rito si partecipa vestiti di bianco e ha luogo in case private. Se volete anche voi assistere al Candomblé scrivetemi in pritavo che vi passo i contatti.

Giorno 8
Cachoeira

A 120 km da Salvador c’è Cachoeira, un bellissimo paesino coloniale coloratissimo che si estende sul fiume Paraguaçu. È da questa città che sono iniziate le lotte per l’indipendenza dal Portogallo. Raggiungiamo Cachoeira con un van privato a 15€ a testa. Qui abbiamo avuto la fortuna di capitare il giorno della festa patronale chiamata Nossa Senhora da Boa Morte (Nostra Signora della Buona Morte), una delle celebrazioni religiose più importanti e interessanti di Bahia che si svolge ogni anno dal 13 al 17 agosto a Cachoeira. Il corteo che percorre le vie cittadine, con donne vestite di bianco e con in mano le candele, è così grandioso, che attira l’attenzione di turisti locali e storici di tutto il mondo.
La festa popolare di Boa Morte è quella che meglio rappresenta l’incredibile sincretismo religioso che ha preso vita in Brasile, tra le religioni di orgine africana (candomblé) e il cattolicesimo. La commemorazione è famosa per i suoi rituali pieni di mistero e simbolismi, che si esprimono negli abiti, negli ornamenti, nel cibo preparato per l’occasione, nelle danze e nelle esecuzioni musicali che seguono le messe e le processioni; in queste giornate la città si anima sotto cascate di fuochi d’artificio e al ritmo della samba de roda nella piazza principale.

Giorni 9-10
Mangue Seco

Lasciata Salvador, l’anima pulsante del Brasile, abbiamo percorso in vari giorni e con un bus privato (105€ a testa), la costa nord di Bahia fino ad arrivare nella regione del Pernambuco, con vari stop lungo la tratta. Il primo è stato Mangue Seco, l’ultima località di mare della regione di Bahia. E’ sicuramente un posto paradisiaco mezzo sperduto del Brasile: qualche pousada, una ventina di case, spiagge chilometriche, dune di sabbia, palme e pochi chioschetti di legno che vendono acqua di cocco, caipirinha e pastel di gamberi o granchi.
Essendo una zona molto “wild”, non è raro incontrare alcuni animali come colibrì, avvoltoi e uistitì (scimmiette sud americane). Passare due giorni qui è veramente rilassante, poi ci sono anche i buggy e i quad, per fare attività più adrenaliniche, anche se io non li amo perché rovinano le dune permanentemente.

Giorno 11
Penedo – Maceió

Torniamo sul nostro bus per spostarci più a nord. Ci fermiamo nel paesino coloniale di Penedo che si estende sul Rio Sao Francisco. Fu un importantissimo porto fluviale ed è veramente ricco di chiese barocche-coloniali e di case colorate.
La seconda tappa doveva essere Pontal do Peba per fare un altro po’ di mare vicino all’omonima spiaggia o alle Dune Dorate di Piaçabuçu, ma pioveva quindi era inutile fermarsi.

Tiriamo dritto quindi per Maceió che non ha nulla di interessante da visitare, anche se devo dire che sembra una piccola Rio de Janeiro, dove la vita più movimentata di svolge principalmente in spiaggia. Maceió, difatti, conserva un bel lungomare ricco di chioschetti, spiagge bianche, palme, piste ciclabili e zone per allenarsi.

Giorno 12
Praia dos Carneiros – Olinda

L’ultima tratta in bus, ci porterà nella regione del Pernambuco. Anche in questa giornata, facciamo prima una tappa al mare, in una delle spiagge più belle visitate in questa vacanza, ovvero Praia dos Carneiros. Oltre ad avere una fine sabbia bianca, è circondata da tantissime palme. Qui ci sono molti venditori ambulanti e chioschetti. Si possono mangiare spiedini di formaggio, di carne, di pesce, frutta, fritti, di tutto di più. Sono presenti anche delle piscine naturali, ovvero degli scogli affioranti dove si deposita l’acqua e ci puoi fare il bagno dentro a mo’ di piscina.
Inoltre, c’è anche una particolarità, ovvero una chiesetta coloniale bianche e verde che è stata costruita sulla spiaggia e affaccia quindi sul mare, circondata da palme. Molto “fotogenica” e anche molto affollata, non di certo per pregare ehehe. Si chiama Capela de São Benedito o Igrejinha dos Carneiros. Insomma, questa spiaggia è stata la più bella del viaggio.

In serata arriviamo ad Olinda dove ne approfittiamo per visitarla di notte. Molto bella, tranquilla e sicura, merita veramente una passeggiata notturna.

Giorno 13
Olinda -> Manaus

Olinda è una città vivace patrimonio UNESCO con quartieri bohémien, gallerie d’arte, musei e musica nelle strade. Il bel centro storico si trova su una collina che domina Recife e l’Oceano Atlantico. È una delle città coloniali più grandi e meglio conservate del Brasile, con vecchie case colorate lungo le strade intricate e una serie infinita di chiese.
Pur essendo una classica meta turistica, non delude in quanto è rimasta una città affascinante, allegra e accogliente. Molti dei suoi edifici furono costruiti nel corso del XVI secolo, ma nel 1631 gli olandesi appiccarono un grande incendio che distrusse quasi ogni cosa. Pertanto tutto ciò che si vede oggi è stato ricostruito in epoca successiva.
Olinda è visitabile a piedi, poiché il centro storico ha dimensioni contenute. Poteta partire dalla Basilica e Monastero di São Bento e raggiungere il quartiere Alto da Sé.

Dopo la visita al mattino presto, ci rechiamo in aeroporto per prendere un volo per Manaus, dopo uno scalo a Fortaleza. La città è nata in mezzo alla foresta e si è decisamente espansa in maniera spropositata. Le uniche cose interessanti da vedere qui sono il mercato e il Teatro Amazonas. Quest’ultimo fu progettato all’apice del boom della gomma in un eclettico stile neoclassico da ingegneri di Lisbona e da un gruppo di arredatori di interni. Inaugurato nel 1896, il teatro è l’emblema dell’opulenza che caratterizzava Manaus a quei tempi. Fu costruito con materiali provenienti in gran parte dall’Europa!

Giorno 14
Amazzonia

Dal porto di Manaus, partono tantissime imbarcazioni per fare un giro nella famigerata Foresta Amazzonica! Prima di salpare dal Rio Negro, facciamo una capatina al Mercato Municipal Adolpho Lisboa, con tanti piranha in vendita! Il mercato è veramente colorito e la quantità di frutta e soprattutto di pesci fluviali in vendita è impressionante. C’è anche il famoso pesce gigante dell’Amazzonia, il pirarucù gigante!

Una volta salpati sulla nostra barca privata (200€ a testa per due notti, cibo compreso), affrontiamo la prima esperienza amazzone, ovvero nuotare con i delfini rosa, fighissimo! Si chiamano “inia” o “bonto” e sono delfini d’acqua dolce, vengono attirati dal pesce che gli viene lanciato e si avvicinano all’uomo tanto da poterli toccare! Arrivano ad essere lunghi fino a 3 metri e sono caratterizzati da un colore roseo e una pinna dorsale molto corta.

Ci spostiamo poco distanti da dove ci troviamo, e raggiungiamo uno dei punti del mondo che ho sempre voluto vedere è dove si “genera” il grande Rio delle Amazzoni. Nasce dalla lenta mescolanza del Rio Negro e il Rio Solimões, due fiumi che per la loro densità, velocità e temperatura sembrano non mescolarsi mai. Il Rio delle Amazzoni è probabilmente il fiume più lungo al mondo, seguito dal Nilo. Il bacino è così grande che sembra di stare in mare aperto.

Riprendendo la navigazione, ci portano a vedere alcuni animali: un bradipo, una anaconda e alcune scimmiette. Purtroppo solo queste ultime le incontriamo ne loro habitat naturale, mentre il bradipo e l’anaconda sono “curati” da una famiglia locale. Spero solo che siano curati bene, anche se mi sembravano in salute.

Di solito si assistono a bellissimi tramonti e albe, ma noi abbiamo beccato cattivo tempo e non si sono visti. La notte la passiamo in barca ed in amaca. Per chi ha problemi di posizione come me, ve la sconsiglio, perché l’amaca non offre la migliore posizione per dormire. Senza considerare chi russa, perché le amache sono tutte uno accanto all’altra.

Giorno 15
Amazzonia

Il giorno seguente lo passiamo sempre in Amazzonia, facendo delle escursioni con piccoli scafi guidati dai locali. Dopo aver assistito all’alba, come prima attività, ci portano in una zona più paludosa dove loro sanno esserci un’alta concentrazione e probabilità di trovare dei piranha. Difatti parte la pesca dei piranha, che viene attuata con pezzi di carne attaccati all’amo di una semplice canna. E’ abbastanza facile prenderli, peccato che poi se li siano mangiati loro della barca!

Successivamente ci portano a fare un giro a piedi in una zona più addentrata della foresta, ma si rileva una mezza delusione perché non si avvista quasi niente, se non alcuni bruchi colorati, una tarantola e delle piante curative. Purtroppo o per fortuna, gli animali che si vedono nell’Amazzonia sono veramente pochi perché la maggior parte è ben nascosta nella fitta vegetazione, non sta di certo nella vegetazione vicino le città amazzoni.

In seguito, il motoscafo si ferma in una casa tipica di indigeni amazzoni. Vivono spesso in palafitte su isole di terra del Rio delle Amazzoni. Si sono molto modernizzati, hanno corrente e vestiti comuni, pur mantenendo le loro tradizioni. Ad esempio, nella casa dove siamo stati noi, la signora preparava farina di manioca e, una volta ricava la farina, produceva delle specie di arepa al forno vuote molto semplici.

Nell’ultima attività, ci portano a vedere le scimmiette Saimiri e i caimani. Le scimmiette sono facili da attrarre a se, perché basta portargli delle banane tagliuzzate a tocchetti. Loro non hanno problemi a salire sulla barca o a salirti in testa. Per fortuna sono innoque ed è divertente riprenderle. I caimani invece decidiamo di non vederli perché ne abbiamo avvistati veramente tanti al Pantanal. Si può anche fare il bagno nel fiume, ma solo dove lo dicono loro. L’acqua è tiepida, il fondale può essere melmoso.

Giorni 16-17
Congonhas – Ouro Preto

Cambiamo di nuovo stato, volo per Belo Horizonte e poi in bus privato in giro per le cittadine del Minas Gerais (Miniere Generali). Da qui fino a Rio de Janeiro, saremo accompagnati da un altro van al prezzo di 420R a testa.
Prima città che visitiamo Congonhas, famosa per la Basilica do Bom Jesus de Matosinhos e le bellissime statue dei Profeti dell’antico testamento, un’opera magnifica e imponente dell’artista Aleijadinho (vi consiglio di andarvi a leggere chi era Aleijadinho e come ha fatto a realizzare queste opere!). La basilica è ubicata in cima ad un colle, preceduta da una strada in salita circondata da 6 cappelle. Sia le cappelle che le statue in legno al loro interno, furono progettate e scolpite da Aleijadinho che volle rappresentare i vari momenti della Passione di Cristo.

Seconda tappa Ouro Prêto, è sicuramente la gemma più preziosa tra le innumerevoli meraviglie dello stato di Minas Gerais. Costruita alle pendici della remota Serra do Espinhaço, la città coloniale è attraversata da burroni e si inerpica con le sue stradine strette e tortuose sulle colline circostanti dalla forma irregolare. E’ la città più in alto che visitiamo, difatti la sera fa freschino. Le strade sconnesse sono coronate dallo splendido panorama e dalle 23 chiese che si affacciano sul lastricato. Vale la pena perdersi per le vie e ammirare i tanti edifici colorati e le chiese come Igreja de Nossa Senhora do Carmo e la bellissima Chiesa di San Francesco D’Assisi.

La leggenda narra che un mulatto in servizio presso la spedizione di un bandeirante, si diresse un giorno verso un torrente per dissetarsi e si mise in tasca alcuni pezzetti di uno strano metallo nero che aveva trovato sul fondo del fiume, vicino all’odierna Ouro Prêto (tradotto ‘Oro Nero’). In seguito, si scoprì che il metallo era oro ma, nel corso del lungo viaggio verso la costa, si era persa la memoria dell’esatta ubicazione del luogo in cui era stato trovato. Nel 1698 Antônio Dias de Oliveira riscoprì questa regione e si convinse di aver trovato il favoloso El Dorado. Ben presto si diffuse la notizia che le miniere del luogo custodivano i più vasti giacimenti d’oro dell’emisfero occidentale e altrettanto velocemente prese il via la corsa all’oro. Ancora oggi si raccontano storie di uomini riusciti ad ammassare immense ricchezze da un giorno all’altro.
Vi consiglio di vederla anche di notte perché è stupenda e decisamente sicura.

Giorno 18:
Rio de Janeiro

Arrivati verso le 13 a Rio de Janeiro, il tempo è variabile e fresco, sui 21°. Considerando che il sole ad agosto tramonta presto, ne approfittiamo del fatto che il nostro albergo sia a Copacabana per percorrere la famosa spiaggia da sud a nord. Inutile dire che è bellissima, piena di vita, gente che fa sport, campi da beach volley, beach tennis, calcetto e footvolley, ovunque e soprattutto gratis, messi a disposizione di tutti. Chioschetti, bar e pub che vengono caipirinha, alcolici e cibo, musica dal vivo, piste ciclabili. Insomma una bella atmosfera.

Passeggiando per la spiaggia, sentiamo un venditore propone “Maracanã match?”. La risposta nostra come spesso accade con i ventidori ambulanti è “no, no. grazie”. Poi ci giriamo e in coro diciamo “Maracanããã?!”. In pratica era un venditore ufficiale che vendeva biglietti per la semifinale di Copa do Brasil! Accettiamo subito e ci prenotiamo per la partita dell’indomani. Almeno una volta nella vita bisognava farlo!

Giorno 19:
Rio de Janeiro

Il mattino seguente avevamo prenotato una visita guidata alla favelas (60R) pù grande del Sud America, se non del mondo: Rocinha.

Noi ci siamo affidati ad una associazione culturale di una signora italiana (Barbara) che vive in Brasile da tanto tempo ed è sposata con un brasiliano. Potete visitare il loro sito e leggere cosa fanno qui: ilsorrisodeimieibimbi.org dove ci sono anche i contatti.

Per salire in cima alla favela, ci affidiamo a dei moto-taxi (10 Rial a testa), che ci lasciano in un punto specifico concordato dalla guida. Da qui inizia la nostra passeggiata nei meandri della favelas. Non si sa quanti abitanti ci siano qui, tanto che si dice che si aggirino tra i 150.000 e 200.000. Tra le strade strette e in salita ci sono case e negozietti. Ma anche angoli in cui non puoi fotografare, perché ci sono spacciatori e punti di “sorveglianza” in cui ragazzi con mitra vigiliano per controllare che non salga la polizia! E’ stata una esperienza davvero unica e che consiglio di provare.

Dopo pranzo ci riversiamo nell’altra spiaggia equivalentemente famosa: Ipanema! E’ poco più stretta di Copacabana, ma è vissuta alla stessa maniera dai brasiliani e turisti. Sul lato est della spiaggia, quando finisce la sabbia, compare la Pedra do Arpoador, un piccolo promontorio da dove ammirare il tramonto in uno dei luoghi più iconici di Ipanema, e così abbiamo fatto.

Nel pomeriggio abbiamo l’appuntamento per andare allo stadio del Maracanã! Una 50ina di euro ben spesi per avere il servizio di trasporto e ingresso tribuna nel “tempio del calcio”! Abbiamo avuto la fortuna di esserci trovati nel giorno della seminale di Copa do Brasil tra Fluminense (di Rio de Janeiro) contro Corinthians (di Sao Paolo). L’atmosfera è stata davvero unica, non ho mai visto un tifo così in cui tutto lo stadio partecipa ai cori. E’ stata proprio una bella esperienza. PS: la partita è finita 2-2, quindi ci sono stati tanti gol e modo di divertirsi.

Giorno 20:
Rio de Janeiro

Il mattino si sale fin su al picco del Corcovado per ammirare il Cristo Redentor (52 real). Ricordo che il Parco Naturale del Corcovado è dichiarato patrimonio UNESCO, mentre la imponente statua del Cristo è una delle 7 meraviglie del mondo! Il motivo per cui questo monte è patrimonio mondiale è facile intuirlo una volta che si sale in cima, perché la vista ha qualcosa di fenomenale. Forse Rio de Janeiro è la città con il panorama più scenografico al mondo! Da qui si vede tutta la baia, la città con i vari quartieri centrali, le spiagge, il Pan di Zucchero, l’oceano, tutto! Per non parlare della grande statua (30 mt) del Cristo Redentor a braccia distese come se volesse abbracciare l’intera città.

Tornati in città, raggiungiamo il quartiere del Centro, iniziando le visite dalla Escadaria Selaron, dove ci sono i gradini più colorati di Rio de Janeiro. Nata inizialmente per caso, ora è diventata di grande interesse e bellezza, nonostante la sua posizione all’ingresso della favelas del Centro.
A pochi isolati dalla scalinata, ci sono gli Archi di Lapa, la particolare Cattedrale di Rio e, soprattutto, il Gabinetto Reale Portoghese di Lettura, una chicca in pieno centro a Rio, fondato nel 1837 e conserva più di 350 mila volumi.

Come ultima visita prendiamo la funivia per salire in cima al Pão de Açúcar (130 real), ed anche qui la vista è qualcosa di eccezionale: Copacabana, Botafogo e Cristo Redentore tutti insieme! E’ il punto più scenografico della città ubicato a 396 mt di altezza!
Per concludere la giornata, abbiamo il tempo per un bagno a Copacabana e per assistere all’ultimo tramonto da Ipanema. La serata invece, la trascorriamo in un bellissimo locale tipico con samba e musica brasiliana dal vivo! Hoje vamos dançar samba!

Giorno 21-22:
Rio -> Italia

E’ arrivato il giorno della partenza: scalo per Sao Paolo e volo per Milano. Questa fantastica vacanza termina qui.
Muito obrigado Brasil!

Conclusioni

Il Brasile è così grande che è considerabile un continente a se. Visitare tutto il paese in un unico viaggio è molto difficile se non si ha a disposizione almeno un mese. Difatti alcuni posti non li abbiamo potuti raggiungere e per altri abbiamo dovuto accorciare i tempi. Tuttavia, uno dei posti da vedere sicuramente sono i Lençóis Maranhenses dello stato del Maranhão. Un deserto diverso dal solito e dal fascino indescrivibile. Un altro posto stupendo è l’arcipelago di Fernando de Noronha, ubicato a più di 300 chilometri dalla costa. Per finire una prossima esperienza da vivere in Brasile, è assistere e partecipare ai giorni del più famoso carnevale al mondo!


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