🇱🇧 Libano

Viaggio fai da te di 6 giorni in Libano. Siamo in Medio-Oriente in questo piccolo lembo di terra, che conserva alcuni patrimoni UNESCO eccezionali, un misto di religioni, un’ottima cucina e un paesaggio vario. Dal mare alle montagne, dai caratteristici suq alla caotica Beirut, dalla immensità di Baalbek alla calma dei Cedri di Dio. Partiamo in 3 persone cercando di risparmiare il più possibile nello stato arabo tra i più costi. Troviamo un clima perfetto a giugno, temperature miti/calde con zero precipitazioni.

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 6 giorni 08/06/17 – 13/06/17
Costo 590€ Inclusi: voli, hotel, mezzi, attrazioni, assicurazione, cibo
Compagnia Alitalia
Valuta Lira Libanese (LBP) 1€ ≅ 1640L£ I bancomat accettano le carte estere.
Lingua Arabo 45 % Francese 30% Inglese
Religioni 40% Cristiani 60% Musulmani
Fuso orario +1hh con ora legale italiana 0hh con ora solare italiana
Visto NO
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità 110/200 V  A, B, C, D, G – adattatore non necessario
Internet WiFi gratis negli alberghi Pochi WiFi nei ristoranti

Prima di partire: Contrariamente a quello che i media, internet e la Farnesina dicono, il Libano è più sicuro di quello che si possa pensare. Il periodo del nostro soggiorno è stato totalmente tranquillo. Le zone come la Valle del Beqà e Tripoli sono ingiustificatamente contrassegnate come a rischio e le assicurazioni non coprono nulla se succede qualcosa in queste zone. L’aria che si respira a Tripoli è tranquilla, ovviamente meglio rimanere nel centro e nel suq. Per la valle del Beqà idem, eravamo pochi turisti e la guida locale ci ha detto che si può venire senza timori. Ad ogni modo sia a Beirut che a Tripoli che in tutte le città del Libano, ci sono militari che sorvegliano le strade e gli edifici. Abbiamo chiesto più volte ai locali se le zone fossero sicure e ci hanno sempre consigliato di andare senza pensarci due volte, e così abbiamo fatto.

Per il vestiario potete seguire quello occidentale in quanto abbiamo visto che, chi non è musulmano, veste anche con canotte o magliette e pantaloncini. Infine i numeri arabi sono molto simili a quelli persiani, ma pronunciati in maniera differente; sarebbe utile riconoscerli durante il vostro soggiorno:

۰ ۱ ۲ ۳ ٤ ۵ ٦ ۷ ۸ ۹
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
sifr waahid eeth-nayn thalaatha arba’a khamsa sitta sab’a thamaaneeya tis’a

Potete esercitatevi leggendo le targhe delle auto 🙂 e ricordatevi che a differenza della scrittura, i numeri si leggono come da noi, da sinistra verso destra.

Popolazione: I libanesi sono un popolo molto vario, considerate che qui musulmani e cristiani (di diverse correnti e rami religiosi di appartenenza) vivono mescolati nelle stesse città. Il Libano infatti è l’unico stato arabo al mondo ad essere “bi-religioso”, ci sono inoltre ben 18 confessioni religiose tra maroniti, ortodossi, sunniti, sciiti, drusi e altre minoranze.
La capitale è totalmente moderna, non sembra proprio una città araba, i cittadini sono scontrosi e la vita è frenetica. Ben diversa la situazione nelle altre città, persone gentili e disposte ad aiutarti, ospitali e tranquille. La maggior parte della popolazione parla inglese o francese, quindi sarà facile farsi capire.

Costi: Il Libano dicono essere la Svizzera del Medio-Oriente. Per certi aspetti è vero, bisogna saper cercare per risparmiare. Ad esempio nel centro di Beirut, il quartiere Hamra è quasi intoccabile. Dimenticatevi dei suq arabi ed economici, le strade sono tappezzate di ristoranti lussuosi e di negozi di marca, oltre che a tutte le catene di cibo che ben conosciamo. Noi abbiamo preso una camera tripla (23€ a notte a testa) in un albergo datato ma, poiché aveva un’ottima colazione inclusa, ci ha fatto risparmiare sul cibo e sul tempo. La quasi totalità degli altri alberghi sono più costosi. Ricordatevi di contrattare i prezzi che vi propongono per i taxi e i souvenir.

Riepilogo costi
Voli 233€
Assicurazione 18€
Alberghi 142€
Ingressi attrazioni 28€
Trasporti 100€
Alimenti e altro ~70€
TOTALE 590€

Trasporti: In Libano dimenticatevi dei classici mezzi pubblici. Rete ferroviaria inesistente, idem per tram e metro. A Beirut ci si sposta con dei piccoli bus condivisi, ma individuare o indovinare dove siano le fermate è quasi impossibile. Quando si sale su questi bus, si conosce solo il capolinea di arrivo e se non si sa il tragitto che percorre, si potrebbe perdere molto tempo a scendere e salire dai bus. Capita addirittura di discutere con gli autisti che, pur di farti spendere nella corsa del loro bus, ti fanno salire anche se voi gli avete chiesto chiaramente se il bus portasse a tutt’altra destinazione. Noi abbiamo preso spesso il taxi per raggiungere le mete più distanti dal centro, come le stazioni bus di Cola (a sud) e di Daoura (a nord). I taxi vanno sempre contrattati e se chiedono più di 12.000L£ da Hamra a Cola, calate o rifiutate, tanto ce ne sono a bizzeffe e vi strombazzano per strada per chiedervi se volete salire.

Dalle stazioni di Cola e Daoura partono i bus collettivi per raggiungere rispettivamente il sud o il nord del paese. Non immaginatevi le classiche stazioni all’europea con le paline indicanti la destinazione o una struttura dove c’è il capolinea dei bus e una biglietteria. La stazione Daoura ad esempio non è altro che una rotonda congestionata di auto dove spesso passano questi piccoli bus condivisi che prendono “al volo” i passeggeri. Una volta comunicata la destinazione, di solito l’autista o i passeggeri stessi vi ricordano dove dovete scendere, ma state comunque attenti a rendervi conto dove siete. Le fermate per le città di solito sono sulla superstrada, in periferia quindi, ma sono così vicine al centro che potrete andare a piedi una volta lasciato il bus. I biglietti non esistono, si paga la corsa in contanti direttamente al conducente prima di scendere. I prezzi sono decisamente convenienti, ad esempio una corsa Beirut-Biblo o Sidone-Tiro costa di solito 2.000L£ a persona.

Se invece volete noleggiare un’auto, a vostro rischio e pericolo… Gli arabi guidano molto male, non guardano la strada prima di immettersi, strombazzano spesso e rischiate tamponamenti. Questo succede maggiormente nelle città, per le strade principali e lungo le valli in realtà la situazione è più calma.

Per il tour nella Valle del Beqà e per i transfer Aeroporto-Hotel ci siamo affidati alla compagnia libanese LebanonTours che ha ottimi feedback e prezzi medio-bassi. Gli autisti che hanno guidato con noi sono stati abbastanza prudenti alla guida (considerando la media bassa degli autisti libanesi) e parlano tutti inglese e qualcuno francese. Ci siamo trovati bene. Potete scegliere l’agenzia che vi ispira di più sull’elenco di TripAdvisor che fornisce svariate recensioni.

Cibo: Personalmente parlando, la cucina libanese mi piace molto anche se leggermente ripetitiva. Assomiglia molto a tutta la cucina medio-orientale, fatta di kebab e verdure, ma cucinano molto bene anche il pesce. Non potete non provare l’Hummus, la famosa salsa di pasta di ceci e sesamo, io la trovo pazzesca. Tra le varie salse da assaggiare provate anche quella di melanzane e di aglio. Il piatto più tipico e sostanzioso è il Shawarma che è l’equivalente del kebab turco. Può essere di manzo, agnello o pollo ed è servito all’interno della piadina o tagliuzzato al piatto e spesso accompagnato dalle salse, verdure e patatine. Nelle città minori troverete anche panifici e forni (di quelli veri come una volta) che producono pane caldo e i buonissimi Manāqīsh, impasti di pane con all’interno formaggio fuso o carne, sfiziosissimi… Dulcis in fundo troviamo spesso i Baklava (famosi anche in Turchia e nei Balcani), dessert a sfoglia con kaymak (panna di bufala), miele e pistacchio.

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, le gialle e arancio alberghi e ristoranti. Le icone verdi sono le attrazioni visitate. Quelli grigi sono i punti di interesse che non siamo riusciti a visitare:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
Roma – Beirut Aereo + Taxi + A piedi The Mayflower Hotel 4/5 – Camera e bagno ampi, albergo datato, ma ottima colazione inclusa. Buona posizione
Baalbek – Aanjar – Beiteddine Auto
Biblo – Batroun Taxi + Bus condivisi
Sidone – Tiro Taxi + Bus condiviso
Valle Qadisha – Tripoli Taxi + Auto
Beirut – Roma Taxi + Aereo

Giorno 1: Partenza la sera del giorno prima con volo diretto per Beirut e atterraggio il 1° giugno alle 2.00, ci viene a prendere il taxi che avevamo prenotato da internet e ci porta velocemente in albergo.

Giorno 2: La prima giornata è interamente dedicata a Beirut. Questa caotica e ormai “occidentale” capitale, dopo la ricostruzione dovuta dalla guerra civile, ha perso quasi totalmente il fascino delle città arabe. Il quartiere centrale Hamra è pieno di locali lussuosi e la città è un continuo cantiere in costruzione. I terreni costano caro, quindi la città si sviluppa in altezza e i palazzi sono inevitabilmente imponenti e coprono spesso la visuale a quelli limitrofi. Tuttavia ci sono parecchie attrazioni da vedere. Dal nostro albergo prendiamo un taxi (a 10.000L£) per farci portare nel quartiere cristiano di Achrafieh e iniziare la visita del Museo Nazionale (10.000L£ | 9-17 chiuso lunedì) molto ben fatto. Al piano terra si trovano statue, mezzi busti e basso rilievi dell’età romana, quasi tutti reperiti nella zona archeologica di Tiro. Scendendo le scale non perdetevi le mummie di due bambini e una donna incredibilmente conservate in maniera naturale. Usciamo dal museo e percorriamo Via Damasco per raggiungere il Museo Beit Berut denominata anche la Yellow House che è ancora in costruzione, ma è interessante vederne gli esterni. Ci spostiamo a piedi nel lato est della città ed entriamo nel quartiere di Gemmayzeh dove c’è la scalinata di St. Nicholas che in estate si popola di gente per lo svolgimento di svariati eventi all’aperto, ma soprattutto andiamo al Museo Sursock (gratis | 10-18 chiuso martedì) che raccoglie svariate opere di pittori libanesi. La struttura è interessane perché è una bella villa divenuta museo. Se avete tempo potete proseguire su via Armenia per passeggiare nel quartiere Mar Mikhael dove ci sono parecchi locali per passare la serata e scalini colorati da street artist.
Ci dirigiamo verso la zona downtown di Beirut. Qui troveremo tutti i maggiori luoghi di culto dei vari ordini religiosi, uno accanto all’altro. Entriamo in primis nella moderna Moschea Mohammed Al-Amin, molto bella con le sue alte volte a cupola decorate. Praticamente adiacente, troviamo la Cattedrale maronita di S. Giorgio. Questa chiesa confina con alcune rovine romane osservabili solo esternamente. Girando l’angolo invece si percorre un’area chiusa al traffico, dove le strade confluiscono alla torre dell’orologio. Vicino a questa, troviamo la Cattedrale greco-ortodossa di S. Giorgio. E’ molto interessante quanto atipico che gli interni di una chiesa abbiano le scritte in arabo. Alle spalle di questa cattedrale c’è un cortile con una piccola cappella molto carina che merita una visita. Infine, diamo una occhiata esternamente alla Moschea Al Omari ubicata di fronte al Municipio. Gironzolando per il centro, incontriamo il suq moderno che non ha assolutamente nulla di arabo e per quel che mi riguarda potreste benissimo saltarlo a priori. Sempre in zona, incontrerete la Sinagoga Maghen Abraham, il palazzo del Parlamento e del Governo (Grand Serail) blindatissimo e i resti dei Bagni Romani.
Torniamo in albergo per una breve pausa e una volta usciti, ci dirigiamo sul lungomare (denominato la “corniche”) per ammirare il tramonto sul mare. Passeggiando vediamo i faraglioni di Beirut, denominati Pigeon Rocks. Dopo il tramonto ceniamo e rincasiamo.

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Giorno 3: Partenza alle 8:00 per avete tempo e calma sufficienti per godere dei siti più belli della nazione ubicati nella Valle del Beqa e anche per evitare il traffico mattutino. In realtà abbiamo incontrato il periodo del ramadan quindi il traffico è minore rispetto al solito a detta dell’autista. Ai nostri occhi sembra tutto congestionato sia per uscire che per entrare a Beirut. Tuttavia, lasciata la città, percorriamo 60km (⌛1:30) per raggiungere la prima meta, Anjar (6.000L£ | 8-19), patrimonio Unesco. Questa città, di 1300 anni, è appartenuta alla dinastia araba degli omayyadi ed è il sito archeologico islamico meglio conservato al mondo. E’ incredibile, siamo solo noi 3 e altri 4 turisti, sembra che abbiano aperto per noi, ed inoltre siamo a poco meno di 2km dalla Syria!! Lungo le vie principali di Aanjar, tra il cardo e il decumano, si estendevano bagni, palazzi, moschee, negozi e case. Nel tour che avevamo prenotato, era inclusa anche una guida che è stata veramente brava, un uomo armeno molto preparato con un ottimo inglese.
Lasciamo questa meraviglia per andare a visitarne un’altra. In poco meno di un’ora arriviamo già a Baalbek (15.000L£ | 8.30-19); inutile dire che è patrimonio Unesco. Conosciuta anche con il nome di Heliopolis, la città del sole, ha le rovine tra le più impressionanti del Libano e sono quelle meglio conservate del Medio Oriente. Sono i templi romani più grandi che abbia mai visto e la vastità dell’area archeologica è sconfinata. Il Tempio di Bacco, finito nel 150 DC, e alto 18m, ha colonne e mura ancora incredibilmente in piedi ed un bellissimo portico con i soffitti intarsiasi. Il Tempio di Giove, del 60 DC, è ben 3 volte quello di Bacco, largo 90m e alto 30! Le sue colonne romane sono le più larghe del mondo. Ne sono rimaste in piedi poche, ma ti fanno capire nell’insieme che immensità aveva raggiunto la sua costruzione. Ci sentiamo veramente estasiati. Uscendo dal sito infine, si incontra il Tempio di Venere, a forma circolare che, durante il periodo cristiano, fu trasformato in basilica.
Dopo una rapida sosta per mangiare un shawarma, proseguiamo per Beiteddine (⌛1:45). In questa località l’unica sosta veramente degna di nota è il Palazzo Beiteddine (10.000L£ | 9-17 | chiuso lunedì) costruito nel XIX° secolo. Venne chiamato anche “La casa della fede” dai vecchi drusi che originariamente occuparono il sito. Nonostante fu concepito da architetti italiani, il palazzo sfoggia diversi dettagli in stile arabo ed è caratterizzato da un bellissimo hammam e da mosaici perfettamente conservati.
Sulla strada del ritorno passiamo velocemente dal paesino limitrofo Deir El Qamar che ha parecchi edifici graziosi.

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Giorno 4: Questa giornata è stata forse la meno interessante del viaggio, probabilmente ci eravamo create troppe aspettative per Biblo e Batroun. Tuttavia è stata una piacevole esperienza, in quanto per la prima volta ci siamo spostati per il paese come fanno molti locali, ovvero con i bus condivisi. Prendendo un taxi da Hamra a Daoura, ci facciamo lasciare alla rotonda dove partono tutti i bus direzione nord. Alla modica cifra di 2.000L£ percorriamo la tratta Beirut-Batroun (⌛~2:00 variabile per il traffico). In realtà ci facciamo lasciare poco dopo Batroun, esattamente all’altezza della strada che porta al piccolo Castello di Msayla per una rapida occhiata. Tornando sulla strada principale, ci posizioniamo sul lato opposto della carreggiata per fermare un bus condiviso che torni in direzione di Batroun. Questa città è molto piccola e, a parte il suo modesto centro storico sprovvisto di suq, il resto delle abitazioni sono tutte nuove o rifatte. Fu fondata dai fenici e l’unica traccia che ve ne rimane sono i resti delle Mura Fenice collocati sulla scogliera. Ad ogni modo non perdeteci più di un’oretta.
Con i bus condivisi si viaggia che è una meraviglia. Percorriamo la strada a ritroso e scendiamo alle porte di Biblo, conosciuta anche come Byblos o Jbeil e patrimonio Unesco. I primi insediamenti di questa città risalgono a 7000 anni fa e diventò un importante porto e centro culturale e religioso. All’epoca si chiamava Jbeil, ma dopo l’insediamento dei greci, fu rinominata Byblos. L’attrazione di maggiore interesse è senza dubbio il Castello Crociato (8.000L£ 9-17 | chiuso domenica) che abbiamo visitato gratuitamente in quanto quel giorno era gratis. E’ del XII° secolo ed è stato restaurato. Offre una bellissima vista sul mare e sulle adiacenti rovine romane, greche, calcolitiche e neolitiche. Troverete i resti di numerosi templi, sarcofagi romani e un piccolo anfiteatro che affaccia sul mare. Il resto della città offre poco, presenta sicuramente un centro molto moderno con tantissimi ristoranti costosi e un bel porto, ma è molto poco araba. Difatti sia Biblo che Batroun sono a maggioranza cristiana. Prima di rientrare troviamo casualmente un forno dove una gentilissima signora panettiera ci fa accomodare. Purtroppo non ricordo bene dove fosse, ma vi consiglio di cercarlo perché, a modici prezzi, la signora vi delizierà con le sue specialità dolce e salate, il tutto fatto in casa con gli strumenti di una volta. Particolarità di questa modesta signora è che parla ben 7 lingue, alcune delle quali non le ha neanche studiate! Mitica!

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Giorno 5: Il quinto giorno prendiamo un bus condiviso dalla stazione di Cola che ci porta verso il sud del Libano, dove la maggior parte della popolazione segue la religione islamica. Prima fermata nella stupenda Sidone(⌛~0:45) detta anche Saida, una vera città araba con il suq labirintico e trafficato con tanti artigiani, panettieri, macellai, donne velate, spezie e odori di ogni genere e tanto altro. I fornai ci fermano per strada perché sono contenti di farti assaggiare i propri dolciumi. Nel lato sud-ovest del suq troverete la Grande Moschea Omari del XIII° secolo molto interessante in quanto ex chiesa bombardata dagli israeliani (non è possibile fotografare all’interno). Tra le stradine del suq incontrerete il Caravanserraglio El-Franj (8-22) del XVII° secolo con il porticato ad archi e un grande cortile centrale. Se siete fortunati potrete trovare aperto il Palazzo Dadane (9-18), un edificio aristocratico con decorazioni mamelucche del 1721 in stile ottomano. Purtroppo noi lo abbiamo trovato chiuso, le guide scrivevano che il giorno di chiusura era il venerdì ma noi siamo andati di domenica… Infine, appena fuori il suq, sul lungomare si incrocia la piccola Fortezza sul mare (6.000L£ | 9-19) dove però noi non siamo entrati. E’ molto carina esternamente data l’ubicazione, ma è piccola e non ha molto più da offrire.

Lasciata questa bellissima città, ci dirigiamo a Tiro, detta anche Tyre o Sour, patrimonio Unesco. Fu fondata nel 2750 avanti Cristo. La città si estende su una piccola penisola che si riversa nel Mediterraneo. Ci sono due importanti siti da visitare. Iniziamo con il Sito Archeologico Al-Bass (3.000L£ | 8.30-19) con le vie monumentali ad archi romani e con l’ippodromo più grande e meglio conservato al mondo (ci sono anche gli parte di spalti ancora in piedi). In seguito ci rechiamo al Sito Archeologico Al-Mina (3.000L£ | 8.30-19) che conserva tantissimi resti delle colonne a capitello dorico che affacciano sul mare, uno scenario davvero suggestivo.
Il mare ci sembra veramente bello qui, difatti ci facciamo prendere e decidiamo di spendere tutto il pomeriggio nella bellissima spiaggia Al Khiyam. Il mare è cristallino e la sabbia fine e pulita, sembra di stare nel Salento. Ci sono anche tante strutture in legno economiche che cucinano un ottimo pesce alla griglia. Notiamo la differenza tra le donne islamiche velate della limitrofa città e le donne cristiane in bikini sulla spiaggia. Poiché è periodo di ramadan, tutti gli islamici sono a casa che si preparano per la cena e quindi non vediamo donne islamiche con il burkini, altrimenti avremmo visto cristiani e islamici nella stessa spiaggia che si fanno il bagno senza problemi.

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Giorno 6: In questa giornata riusciamo a incontrare un nostro amico libanese che ha vissuto 11 anni a Roma. Molto gentilmente ci porta con la sua auto a fare il giro mancante del Libano, facendoci da Cicerone. Per raggiungere la località di Bsharre servono all’incirca 2:00/2:30 di auto. Ci troviamo nella splendida Valle della Qadisha, l’ultimo patrimonio Unesco del Libano da vedere. Iniziamo la visita dai vari monasteri rupestri arroccati che troviamo lungo il tragitto. Ci fermiamo prima al Patriarcato Maronita di Dimane dove è presente una chiesa moderna che dal giardino permette di godere di una incantevole vista sulla valle. Avvicinandosi a Bsharre invece, visitiamo l’Antico Monastero Mar Licha (9-19), uno dei più importanti e suggestivi visto il modo in cui è arroccato. A 10 minuti da Bsharre, giungiamo alla Foresta dei Cedri di Dio. Il cedro è l’albero secolare simbolo della bandiera libanese e la sua particolarità è di avere i rami che puntano verso il basso e le pigne che vanno verso l’alto. Per entrare basta una offerta. Sinceramente mi aspettavo una foresta più ampia e ricca di vegetazione, in realtà i cedri rimasti sono purtroppo pochi. Tuttavia sono veramente incantevoli e meritano la visita.

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Sulla strada del ritorno facciamo una breve sosta nel paesino di Bsharre per rifocillarci. Per gli amanti della poesia, potrete visitare la casa natale del poeta Khalil Gibran (vicino la Chiesa Nostra Signora) e il vicino Museo Gibran (chiuso il lunedì).
Lasciata la valle torniamo sul mare per visitare la seconda città più grande del Libano, Tripoli, conosciuta anche come Trablous. E’ una vera città araba islamica con un interessante suq, due hammam importanti, moschee, panettieri, venditori di succhi d’arancia e il caravanserraglio con i venditori di sapone. Il punto di interesse da non perdere è il Castello di Tripoli (7500L£ | 8-20) nel quale siamo entrati gratuitamente e dove è possibile godere di una ottima vista sulla città vecchia. Per completare il giro della città, assistiamo brevemente all’ora della preghiera all’interno della Grande Moschea Al-Mansouri.
Dato che ci è avanzato ancora del tempo, sulla via del ritorno, deviamo per il promontorio e saliamo fino al Santuario di Harissa dove è ubicata la statua di Nostra Signora del Libano, il più importante luogo di pellegrinaggio cristiano maronita.

Giorno 7: Nell’ultimo giorno abbiamo tempo per un ultimo giro nella capitale. Lo spendiamo all’interno della AUB, l’Università Americana di Beirut, all’interno della quale si estende un campus universitario straordinario tutto ben curato e pulito con parecchie strutture moderne e all’avanguardia. C’è anche una piscina, campi da basket e da tennis per gli studenti, nonché una spiaggia privata lungo la corniche. Per entrare è necessario lasciare il passaporto e far ispezionare gli zaini. Entrando dal cancello principale, a 200 metri sulla destra si trova il Museo Archeologico gratuito, il terzo museo più vecchio del Vicino Oriente, fondato nel 1868 dopo una serie di donazioni di reperti ciprioti.
Tornando in albergo prendiamo una pizza tipica libanese per pranzo e poi aspettiamo il taxi che ci porta all’aeroporto. La vacanza è finita, chi doveva dirlo, ho visto anche il Libano! Shukran Liban!

Conclusioni: Il Libano è stata una meta interessante che ci ha regalato molte emozioni. Nonostante la sua modesta dimensione, offre 5 patrimoni Unesco uno più bello e importante dell’altro. E’ visitabile in pochi giorni ed è oramai una meta sicura. Per chi ha la fortuna di poter spendere qualche giorno in più, è possibile visitare le Grotte di Jeita e le rovine romane di Faqra o restare rilassati un paio di giorni al mare, nel sud del paese.


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