🇿🇦 Sudafrica 🇱🇸 Lesotho 🇸🇿 Swaziland

Il Sudafrica, dicono essere “il mondo in un solo paese”, ed è proprio vero! Una nazione che offre una varietà di paesaggi straordinari tra deserti, montagne, canyon, savane e coste bagnate da due oceani. Uno stato in continua evoluzione dopo la sconfitta da parte dei neri dell’apartheid e la mescolanza con i bianchi. Un viaggio di 17 giorni on-the-road percorrendo 4.300 km. Da Città del Capo a Johannesburg, passando per due monarchie: il Lesotho denominato “il regno nel cielo” e lo Swaziland con le sue meraviglie. Safari e animali, tribù e villaggi, città e paesaggi stupendi ci hanno accompagnato per tutto il viaggio.

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 17 giorni 08/12/18 – 25/12/18
Costo 1.600€ Inclusi: voli, hotel, autonoleggio, benzina, ingressi, cibo, assicurazioni.
Compagnia Lufthansa (andata) Swiss (ritorno)
Valute – Rand (RAD) 1€ ≅ 15,80R
– Loti (LSL)
– Lilangeni (SZL)
I bancomat accettano le carte estere. Loti e Lilangeni sono parificati con il Rand.
Lingue – Sudafrica: inglese, afrikaans, zulu
– Lesotho: inglese, sotho del sud
– Swaziland: inglese, swati
Sudafrica 8 altre lingue: xhosa, ndebele del sud, sesotho del nord e del sud, swati, tsonga, tswana, venda
Religioni – Sudafrica: 85% cristiani
– Lesotho: 80% cristiani
– Swaziland: 60% cristiani
– Sudafrica: 3% islamici e induisti
– Lesotho: 15% animisti, 5% islamici
– Swaziland: 30% amaZioni
Fuso orario 0h Senza ora legale italiana +1h Con ora legale italiana
Visto Non richiesto in nessuno dei 3 stati
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità Volt: 220
Prese: D, M (a volte C)
Adattatore necessario per D, M
Internet WiFi gratis negli alberghi e presenti i molti locali Copertura LTE per le SIM card locali. Scarsa nel Kruger N.P.
Siti utili Sudafrica: sanparks.org
Sudafrica: sa-venues.com
Lesotho: visitlesotho.travel
Swaziland: sntc.org.sz

Popolazione: In Sudafrica è bene parlare di etnie, ben 13! Senza entrare nel dettaglio i neri sono la stragrande maggioranza (87%) rispetto ai bianchi (13%), ma questi ultimi detengono circa il 90% delle terre (già nelle loro mani ai tempi dell’apartheid). Difatti, in quasi tutti gli alberghi dove abbiamo soggiornato, i proprietari erano bianchi. Tuttavia, il popolo sudafricano è gentile e ospitale e parlano tutti inglese. Per il discorso della lingua, stessa cosa in Lesotho e Swaziland. Con gli swazi però, dovrete avere pazienza perché hanno un modo di fare, agire e parlare, estremamente lento e rilassato.

Sicurezza: Porre attenzione soprattutto al calar della notte nelle città maggiori (Pretoria, Johannesburg, Soweto, Città del Capo) evitando luoghi isolati e bui. Durante il giorno non ho mai avvertito pericolo, ma è meglio evitare di sfoggiare oggetti di valore. In auto dicono che è diffuso il carjacking, è consigliabile non lasciate niente in auto in bella vista. Un altro aspetto fondamentale nel caso di noleggio auto, è quello di porre attenzione a tutte quelle persone che camminano sui cigli della carreggiata, soprattutto in Lesotho, perché rischiate di investirle. Stessa cosa per gli animali che attraversano la strada.

Costi: In Sudafrica, Lesotho e Swaziland la vita non è cara. L’unico settore dove i prezzi dal 2018 sono aumentati per i turisti sono gli ingressi delle attrazioni e dei parchi. In tutti e 3 i paesi, per gli alberghi, si possono trovare ottime strutture curate e pulite ad un ottimo prezzo. Difatti, una stanza doppia può costare dai 15€ ai 25€ a testa. Paradossalmente, il Lesotho è più caro da questo punto di vista. Anche per mangiare non si spende molto, basta saper scegliere; ad esempio, in media al ristorante una bella bistecca di carne da 500gr con contorni non supera i 9€. Le colazioni sono sostanziose (uova, toast, bacon) e costano sui 5€. Per un taxi dall’aeroporto a Città del Capo potrete spendere 15€ e, se siete almeno in due, il gioco è fatto. Infine, la benzina stava sui 0,90€.

Riepilogo costi
Voli 503€
Assicurazione + SIMcard 40€ + 15€
Alberghi 320€
Ingressi attrazioni e parchi 140€
Trasporti 12€ (Uber e taxi)
Autonoleggio 110€ (benzina e pedaggi)
186€ (franchigia + 2° conducente + crossing border Swaziland e Lesotho)
Alimenti  ~270€
TOTALE ~1.600€

Trasporti: Per viaggiare in lungo e in largo attraverso questi 3 stati è quasi d’obbligo noleggiare un’automobile. Le strade sono in ottime condizioni e quasi tutte asfaltate. Quelle sterrate, invece, si trovano in alcune riserve naturali e nei safari. Nei periodi non troppo piovosi è possibile percorrere anche gli sterrati senza problemi. Per andare sul sicuro, un fuoristrada sarebbe la scelta ottimale, ma noi per risparmiare abbiamo deciso di prendere una Kia Picanto e devo dire che ci siamo trovati bene, riuscendo a fare praticamente tutto quello che ci eravamo prefissati. Per scegliere quale auto prendere potete anche regolarvi in base alla stagione. Se è periodo di piogge, gli sterrati sarà meglio non farli se non avete una 4×4. La guida è a destra come in Inghilterra, ma dopo la prima curva e la prima rotatoria si prende facilmente la mano.
I mezzi pubblici invece non vi consentiranno di portarvi ovunque in Sudafrica. Anche nelle grandi città non sono il massimo del risparmio. A Cape Town, per poter prendere i bus, è necessario fare una tessera che costa più di un taxi. Bus e taxi non sono l’unica scelta per spostarsi in città, difatti, noi abbiamo provato a usare Uber, con il quale ci siamo trovati benissimo, risparmiando pure.

Cibo: La cucina sudafricana è frutto della fusione di varie culture e dell’influenza degli olandesi e inglesi. La carne è l’alimento principale, difatti, vengono cucinati vari tipi di animali (manzo, agnello, pollo, antilope, coccodrillo). Bistecche t-bone, boerewors (salsiccia) e sosatie (spiedini) vengono cotti al braai, l’equivalente della carne alla brace. In Sudafrica il braai è largamente usato, ci sono postazioni apposite anche nei giardini degli alberghi e nelle aree di sosta dove tutti possono accendere il barbecue e cucinare.
Altri piatti tipici sono il bobotie, carne macinata cucinata con una crema a base di uova e spezie; il gatsby un panino molto ricco di patatine fitte e salsiccia con altri condimenti; il boerie roll, simile all’hot-dog. Come cibo veloce ed economico non potete non assaggiare le quiche (tipica quella al pollo e funghi), le torte salate e il billtong carne speziata essiccata. Per i dolci abbiamo la melktert una torta a base di latte (è il dolce più diffuso) e i rusks molto simili ai cantucci. Non mancheranno croissant, cheese-cake e altri dolci molto buoni.

Periodi: Le stagioni sono invertite rispetto all’Europa. Il periodo natalizio rischia di essere affollato in quanto si concentrano feste di Natale, Capodanno ed estive. Questo vuol dire scuole, negozi, locali chiusi e sudafricani in ferie. In estate la parte occidentale del paese è calda/secca e quella orientale umida e con rischio pioggia.

Animali: Se non siete troppo amanti degli animali, in genere bastano 2/3 giorni nel Kruger e qualche ora nei parchi più piccoli. Nel Kruger e nell’Addo sono presenti i Big 5, mentre in altri parchi ci sono solo erbivori. Esistono anche dei posti ben precisi per vedere pinguini, balene e grandi squali bianchi. I pinguini si vedono al 100% sulla spiaggia Boulders Beach e nella riserva Stony Point. Le balene si vedono benissimo dalla terra ferma ad Hermanus ma solo da giugno a novembre. Lungo tutto la costa poi ci sono gite in barca per avvistarle. Inoltre si possono fare immersioni protette con il grande squalo bianco.

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati. Le icone blu rappresentano i mezzi con le fermate dei trasporti (bus, porti, aeroporti), quelle gialle gli alberghi e le arancio dove ho mangiato. Le icone viola sono gli animali visti, mentre quelle verdi i punti di interesse e le attività svolte:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi (km) Alberghi Valutazione
Roma – Monaco – Città del Capo Aereo
Città del Capo Ferry A piedi
– Uber Auto (150)
Greenpoint Port Guesthouse 5/5 – Ottima posizione, accogliente, ampio
Città del Capo – Bredasdorp Auto (320) House Forget Me Not 5/5 – Accogliente, terrazza, pulito
Bredasdorp – Swellendam Auto (140) Bergview 5/5 – Bello, pulito, piscina
Swellendam – Stormsriver Auto (360) Tube ‘n Axe Backpackers Lodge 4/5 – Tenda con bagno pvt, buon ristorante
Stormsriver – Jansenville Auto (330) Palm Tree Cottage B&B 4/5 – Buon compromesso, pulito, buon ristorante
Jansenville – Graaf-Reinet Auto (140) Beau & I 4/5 – Un po’ antico, ma pulito, piscina
10° Graaf-Reinet – Maseru Auto (690) Denver Echo Guest House 3,5/5 – Ampio con cucina
11° Maseru Auto (180)
12° Maseru – Butha Buthe Auto (260) Hotel Moroeroe 3/5 – Distante, pulito, prese scomode
13° Butha Buthe – Manzini Auto (580) Fairview Guest House 4,5/5 – Spazioso, pulito, terrazza
14° Manzini Auto (80)
15° Manzini – Kruger Auto (360)
Safari
Satara Rest Camp 3/5 – ristorante mediocre, una sola presa, no wifi
16° Kruger – Graskop Auto (260) Autumn Breeze Manor 5/5 – Pulito, piscina, buona colazione
17° Graskop – Johannesburg – Roma Auto (380)
Aereo

Giorni 1-2: Primo giorno di volo, arriviamo la mattina del giorno dopo, pronti per prendere l’albergo e iniziare il tour di Città del Capo. Valutate se vi conviene comprare il CityPass, noi non ne abbiamo avuto bisogno. Cape Town non è solo la capitale legislativa del Sud Africa, ma è anche la città più bella per via del suo passato, per la particolare estensione, per le attività da svolgere e per i paesaggi che offre. Immancabile è una passeggiata mattutina per il Waterfront dove c’è molta vita e si possono visitare:
– la Nobel Square: la piazza dei 4 premi Nobel sudafricani;
– il Museo Zeitz: di arte africana contemporanea;
– la Cornice: che inquadra la Table Mountain, l’imponente massiccio montuoso piatto, una delle 7 meraviglie del mondo naturale.
Mentre ci dirigevamo al Waterfront, abbiamo passeggiato dal Green Point Stadium, famoso per essere stato costruito a forma di cappello tipico africano degli Zulu. Siamo stati fortunati perché ci siamo trovati nella giornata di disputa del torneo di rugby a 7. C’era un clima gioioso per le strade e gli spettatori si vestivano quasi tutti a festa con accessori o vestiti particolari.

Visto che è una bella giornata, decidiamo di salire sulla Signal Hill per ammirare la città dall’alto e per vedere più da vicino la collina Testa di Leone e il Table Mountain sgombro da nuvole. Scendendo dall’altro lato della collina, seguiamo il percorso per avvicinarci a Bo-Kaap, la coloratissima area multiculturale di Città del Capo. È un quartiere musulmano malese con vie ciottolate e con gli edifici color pastello, moschee comprese. Nelle vicinanze si può visitare il Bo-Kaap Museum (20R|🕔lun-sab: 9-16 |sito web) che spiega la storia del quartiere attraverso immagini e pannelli.

Giorno 3: Nel secondo giorno abbiamo speso la mattinata per un tour guidato a Robben Island, patrimonio UNESCO. Per visitarla è obbligatorio prenotare una visita organizzata dall’apposito sito web (360R) e vi consiglio di farlo con largo anticipo perché i biglietti terminano subito. Nel tour è compreso il traghetto di a/r (⌛45′ e parte dal molo del waterfront), il bus e la guida (ex carcerato politico). A Robben Island venivano imprigionati solo maschi neri, asiatici e prigionieri politici nel periodo dell’apartheid. Qui rimase incarcerato per 18 anni Nelson Mandela, premio Nobel per pace.  Abbiamo visto la sua cella. La guida ci ha spiegato che i detenuti venivano prima torturati e poi imprigionati con razioni di cibo diverse in base all’etnia.

Appena tornati a Città del Capo, ci siamo diretti, tramite Uber, alla cabinovia girevole che porta in cima alla Table Mountain (290R|🕔8-19.30|sito web). E’ possibile prenotare i biglietti on-line e nel caso di cattivo tempo i soldi li restituiscono. Purtroppo la funivia la chiudono in base al vento e alla pioggia, quindi potrebbe succedere di non riuscire a salirvi. Una volta sulla vetta, si osserva il panorama di Città del Capo e vi capiterà di vedere qualche procavia e lucertola agama colorata. Dall’altro lato si può intravedere anche il Capo di Buona Speranza. Tornano in città, si può visitare il Greenmarket Square dove vendono oggetti di artigianato tipico sudafricano, oppure il Museo District Six (45R|🕔lun-sab: 9-16|sito web) usato come memoriale del movimento forzato di 60.000 abitanti di varie razze nel Distretto Sei durante l’Apartheid negli anni ’70.

Giorno 4: In questa giornata abbiamo affittato la nostra scattante Kia Picanto e abbiamo fatto una gita fuori porta presso la Penisola del Capo, sottostante la capitale. Prima tappa per un bagnetto e un po’ di sole nella splendida e caratteristica spiaggia di Muizenberg. Oltre ad avere una sabbia bianchissima e ad essere pulita e tranquilla, di particolare ha le casine a schiera colorate con tonalità vivaci (Bright Coloured Beach Houses) e vengono utilizzate come cabine per cambiarsi. Per passare una giornata di relax senza spendere niente, è l’ideale.
Ci rimettiamo in macchina per raggiungere la Boulders Beach (152R|🕔 Estate: 8-18.30, Inverno: 8-17), dove c’è una vasta colonia di pinguini sudafricani che vive tra la spiaggia e i cespugli limitrofi. Sono buffi, carini e simpatici, ma non ci si può avvicinare. Questa colonia vive qui soprattutto per nidificare e cambiare il piumaggio.

Guidando ancora più a sud, ci si spinge fino al famoso Capo di Buona Speranza. In passato era considerato un luogo maledetto perché affondavano molte imbarcazioni. Contrariamente a come molti credono, il Capo di Buona Speranza non è il punto più a sud dell’Africa. L’ingresso al parco costa 152R (🕔ott-mar: 6-18, apr-set: 7-17|sito web) e prevede un trekking per arrivare fino al faro collocato sulla punta del capo. Per il ritorno decidiamo di percorrere la strada che fiancheggia la costa ovest del capo. I paesaggi che si presentano sono molto belli tra salite e discese sulle rocce a picco sull’oceano. Ci fermiamo ogni tanto per scattare qualche foto e decidiamo di cenare a Camps Bay per l’ultimo tramonto sul mare a Città del Capo.

Giorno 5: Lasciamo definitivamente la capitale più bella del Sudafrica per iniziare a esplorare il paese. Percorrendo la panoramica Route 44, giungiamo a Bettys Bay, ove è presente la Stony Point N. R. (25R|🕔8-16.30). Qui vive un’altra colonia di pinguini africani, ma è possibile avvistare anche cormorani e oche egiziane. Tornati al volante, arriviamo ad Hermanus, una piccola cittadina famosa per il whale-whatcing. E’ uno dei migliori punti al mondo dove poter avvistare le balene dalla terraferma. Il periodo per vederle va da giugno a novembre. Essendo andati a dicembre non le abbiamo viste, ma abbiamo voluto comunque fare un tentativo visto che erano i primi giorni del mese. Per consolarci sostiamo in una pasticceria per assaggia quiche e dolci tipici. Proseguendo il nostro tragitto, in mezzo alle campagne di grano e ai vigneti  sudafricani, sbuca Elim, una sorprendente e piacevolissima cittadina in stile olandese con tutti i cartelli in solo Afrikaans (ovvero la lingua dei bianchi sudafricani, un antico dialetto olandese) con i tetti di paglia anche per la chiesa.

Nel pomeriggio prendiamo possesso del nostro appartamento a Bredasdorp e ci dirigiamo subito a Cape Agulhas, il punto più a Sud del continente africano, dove si dividono ed incontrano gli oceani Indiano ed Atlantico! Abbiamo trovato vento fortissimo e mare in burrasca, lo stesso clima che in passato faceva affondare tante navi in questo luogo! Nel punto preciso, oltre al monumento con la targhetta che indica dove i due oceani si dividono, ci sono: una miniatura dell’intero continente africano e il faro bianco e rosso dove si può salire (13,70R|🕔9-17|sito web).

Punta Agulhas

Giorno 6: Questa giornata è interamente dedicata alla vicina De Hoop Nature Reserve (50R|🕔7-18 (ven 7-19)|sito web), patrimonio UNESCO. Ci sono svariate attività da svolte e persino soggiornare nei camp. Una volta pagato l’ingresso, dirigetevi al De Hoop Camp Office per farvi dare una mappa e/o per prenotare una attività. Noi abbiamo gironzolato in autonomia vedendo tanti fenicotteri rosa in una laguna, mentre per strada abbiamo incrociano struzzi e antilopi bontebok.

Con la nostra auto ci siamo diretti fino all’area di Koppie Allen, dove abbiamo parcheggiato e iniziato a scalare qualche duna. Dietro al fynbos, si presentano le dune di sabbia bianca alte fino a 90 metri e che si riversano nell’oceano Indiano. Il paesaggio è stupendo e vagare senza meta è quasi d’obbligo. In riva al mare si possono vedere il pellicano, il gabbiano e la beccaccia di mare nera africana. Nel pomeriggio usciamo dal parco per andare a dormire a Swellendam, dove si mangia benissimo a prezzi modici.

Giorno 7: La mattina dedichiamo un’oretta alla visita di Swellendam, antica e calma cittadina con edifici in tipico stile olandese del Sudafrica. La chiesa ottocentesca è bianchissima, quasi accecante, mentre molte case hanno il tetto composto dal tipico fynbos, particolari arbusti che si trovano in queste zone. Tornando sulla costa, percorriamo la panoramica Garden Route e ci fermiamo a Knysna, una piccola città che però non ha molto da offrire, se non la sua enorme laguna, che è anche la foce ad estuario dell’omonimo fiume. Per vedere un bel panorama della laguna, bisogna salire in macchina sull’East Head View Point e poi percorrere un breve tratto a piedi che affaccia sull’oceano. A fine giornata arriviamo al camp di Stormsriver, che sarà il nostro punto di partenza per la visita dell’indomani.

Giorno 8: La mattinata la dedichiamo allo Tsitsikamma National Park (235R|🕔6-22|sito web). Si estende per 80 km di costa e il significato del suo strano nome è “molte acque” per via delle frequenti piogge che vi cadono. Nel parco vediamo tante roulotte, camper e tende di sudafricani. La guida all’ingresso ci spiega che ci sono tante attività da fare per chi rimane più giorni. Noi abbiamo scelto di fare solo il trekking che porta al bellissimo ponte sospeso lungo 77 metri. Si divide in tre sezioni e, una volta attraversato, si fa una scarpinata per arrivare fino in cima all’altro promontorio per godere di un eccellente panorama sull’oceano. Durante il trekking troviamo anche una vipera soffiante al lato del percorso.
Il parco è stata l’ultima tappa oceanica del viaggio, difatti lasciamo la Garden Route e la costa per dirigerci nel caldo altopiano sudafricano. La notte la passeremo a Jansenville, un paesino polveroso che sembra essere di frontiera. Nel bar dell’affittacamere ci sono i pappagalli in giro per la sala e i proprietari hanno insegnato loro a dire le parolacce in afrikaans.

Giorno 9: Jansenville ci è servita solo per spezzare il viaggio, difatti di prima mattina ci dirigiamo a Graaf-Reinet. Il territorio è radicalmente cambiato, ci troviamo nell’area arida, desertica e caldissima del Karoo. Graaf-Reinet è una cittadina bianchissima che vede i suoi confini delimitati dagli argini del fiume Sundays River, ora in secca. Anche qui le architetture sono classiche coloniali olandesi, e come punti di interesse ci sono: la grande Chiesa Metodista e la Reinet House.
Oltre alla città, siamo venuti a vedere il Candeboo National Park (122R|🕔6-20|sito web). La visita si divide in due grandi aree, una panoramica e una dedicata al safari.

Partiamo dai paesaggi mozzafiato della Valley of Desolation con 36° secchi e sole pieno. I 2 punti panoramici sono facilmente raggiungibili in auto con delle belle salite asfaltate. Il Toposcope view point, affaccia su Graaf-Reinet e su tutta l’area circostante. Tra qualche anno da questo punto si potrà vedere la più grande bandiera al mondo (sito). Il Lizard trail invece è un percorso ad anello che porta a due punti panoramici molto belli.
Usciamo dalla Valle della Desolazione per completare la visita del Candeboo. Dopo qualche chilometro, entriamo al Riverdale Game Reserve, dove ci aspetta il nostro primo safari ricco di animali erbivori. Riusciamo a vedere una grande varietà di animali: gnu dalla coda bianca (endemici), springbok, kudu, babbuini, cercopitechi verdi, aironi e struzzi.

LESOTHO

Giorno 10: Questo giorno abbiamo guidato per 630 km quindi non abbiamo visitato nulla in particolare se non i paesaggi e qualche sosta in piccoli paesi lungo la strada. Siamo però giunti in un altro stato, il regno del Lesotho. E’ grande 1/10 dell’Italia ed ha circa 3 milioni di abitanti. Assieme a San Marino e Città del Vaticano sono le uniche nazioni ad essere enclavi di un’altra nazione. E’ completamente montagnoso, tant’è che è l’unico stato al mondo ad essere completamente esteso oltre i 1.400 mt di altezza fino ad un massimo di 3.400 mt. Un cartello al confine con il Sudafrica dice: “The Kingdom in the sky welcomes you”.
Alla frontiera potreste trovare fila per entrare. Con l’auto dovrete pagare una tassa di ingresso. La moneta è parificata al Rand, quindi non ci sarà bisogno di cambiare denaro. Attenti però a non tenervi i maloti quando uscirete dal Lesotho, perché non vengono accettati in Sudafrica.
Sembrerà uno scherzo, ma in Lesotho il popolo si chiama Basotho e parla il Sosotho.
Varcando la frontiera dal lato nord-ovest, ci si trova praticamente già nella capitale, Maseru. Una città bruttina, che al calar della sera, nelle zone di mercato, non incute tutta questa sicurezza.

Giorno 11: La mattina andiamo nell’area di Thaba Bosiu dove si possono visitare 3 cose:
Thaba Bosiu Cultural Village: (🕔8-17, sab:9-17, dom:9-13|sito web) composto da un anfiteatro, un museo (60R) e una riproduzione di villaggi tipici Basotho (40R) con stili diversi di costruzione in base all’epoca di realizzazione. Si può prendere anche una guida.
– King Moshoeshoe I Royal Graves: posto di fronte al villaggio culturale, è la Montagna Sacra con la Tomba del fondatore dello Stato, il Re Moshoeshoe I il Grande vissuto per gran parte dell’800 che riunificò tutto il popolo Basotho sotto un solo comando. Ci si può salire solo con guida.
Monte Qiloane: il simbolo del Lesotho è il cappello conico, la cui forma fu scelta dal Re Moshoeshoe I che si ispirò guardando il monte Qiloane (1 km a nord del Thaba Bosiu Cultural Village). Il cappello lo si trova sulla bandiera, sulle targhe delle auto, sui tetti delle case e soprattutto viene indossato dai pastori Basotho.

Torniamo in auto e guidiamo per 80 km tra salite, discese, pastorizia, coltivazioni, piccolissimi villaggi e paesaggi incantevoli. I monti sono verdeggianti e durante il tragitto incontriamo alcuni montanari che si riscaldano il corpo indossando una coperta simile a un plaid. Giungiamo alla fine alla Mohale Dam, una imponente diga sul fiume Senqunayane. Al ritorno ci fermiamo in un ristorante panoramico e poi torniamo a Maseru.

Giorno 12: Lasciamo la capitale per dirigerci a nord del paese. Tutti questi paesaggi bellissimi ci hanno fatto constatare che il Lesotho è completamente diverso dal Sudafrica, anche se lo circonda per intero, e pensare che qui non c’è neanche mai stato l’Apartheid!
La prima fermata della giornata è alle Kome Caves (43R|🕔8-17), abitazioni rupestri composte da 5 case grotte di fango (le uniche mai esistite in Lesotho) tuttora abitate e costruite sotto le pareti sporgenti di una roccia. I pochi abitanti vivono a stretto contatto con maiali e galline. La strada che porta all’ingresso (1 km) è pessima, ma con estrema lentezza vi arriviamo.
Nel pomeriggio prendiamo la strada che porta alla Katse Dam, un’altra importante diga. Poiché si scatena un fortissimo temporale e le strade sono asfaltate ma ripidissime, decidiamo di arrivare fino al passo Mafika Lisiu dove si assiste a una bella vista sulla vallata.
Mentre guidiamo sulla via del ritorno, sui bordi della strada vediamo per puro caso un gruppo di Basotho dell’etnia Bale. Abbiamo chiesto chi fossero e hanno detto che provengono dalle montagne e che erano intenti in danze e musiche tradizionali del Lesotho.
Giunti a Bhuta-Bhute ceniamo velocemente in un KFC e andiamo a letto perché in questa città non c’è veramente niente, neanche un ristorante.

SWAZILAND

Giorno 13: In questa giornata abbiamo percorso 540 km per passare da un regno all’altro… Lasciato il Lesotho, siamo rientrati e usciti di nuovo dal Sudafrica per accedere infine nel regno dello Swaziland! Se la frontiera del Lesotho ci era sembrata lenta… quella dello Swaziland ci ha fatto invecchiare! Passato il confine siamo andati diretti al nostro appartamento. Il cielo è coperto e il panorama non si vede, ma la cosa che ci è rimasta impressa è che dalla frontiera fino a Manzini, la strada è in continua discesa!
Come in Lesotho, anche qui la moneta è parificata al Rand, ma non portate o i lilangeni in Sudafrica perché non sono accettati. Lo Swaziland ha due capitali Lobamba e Mbabane e 2 milioni di abitanti. Il re Mswati III è monarca assoluto dal 1982 ed ha 14 mogli e 24 figli (dato del 2018). Una qualunque vergine del paese può aspirare ad essere sua moglie. Poiché il 25% della popolazione è malato di AIDS, dal 2001 al 2005 ha imposto per legge il divieto di rapporti sessuali per i minorenni, ma già 2 mesi dopo il suo decreto reale, si era sposato per la tredicesima con la moglie di 17 anni di età! Il 2018 il re ha deciso che per il suo 50° compleanno e per il 50° anniversario dalla indipendenza del regno dalla Gran Bretagna, lo Swaziland si chiamerà eSwatini, perché secondo lui il nome attuale ricorda troppo la Switzerland!

Giorno 14: Di prima mattina andiamo al vicino Mercato di Manzini (🕔7-18) aperto nel 1983. E’ suddiviso in due piani, frutta e verdura al piano terra; artigianato locale e del confinante Mozambico al piano superiore. Qui potrete sbizzarrirvi con oggetti tipici locali, sono molto belli ed economici.
Successivamente visitiamo lo Swazi Cultural Village (100R|🕔8-17) all’interno del Mantenga N. R.. Il villaggio è composto da capanne di paglia legate con corde, alcuni swazi vi abitano ancora e il capofamiglia può avere più di una moglie. Queste ultime devono avere almeno 3 capanne, una utilizzata per cucinare. Dopo la visita al villaggio ci spostiamo per assistere alla Danza Tradizionale Swazi, la Sibhaca (gli spettacoli sono due al giorno: alle 11.15 e alle 15.15). La danza e i canti li ho trovati straordinari, una energia fortissima trasmessa da ognuno di loro. Battono le mani, suonano il tamburo, sorridono, alzano le gambe al cielo e le sbattono violentemente al suolo… Wow!

Dopo questa botta di energia, ci spostiamo nel vicino Mlilwane Wildlife N. R. (55R|🕔6-18|sito web) per fare un safari. In questa riserva è possibile anche dormire, inoltre è bene sapere che non ci sono felini, ma si vedono molto da vicino vari tipi di antilopi e zebre. Questi sono gli animali che abbiamo visto: coccodrillo, zebra, kudu, gnu, impala, blesbok, facocero, cercopiteco verde, uccello tessitore, uccello vescovo rossogruccione frontebianca.

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KRUGER N. P.

Info principali:
– Se avete intenzione di dormire nel Kruger, prenotate con largo anticipo il camp;
– il costo di ingresso al parco è di 372 rand;
– è obbligatorio rispettare gli orari di ingresso e uscita del gate e del camp (qui gli orari) pena una multa;
– i distributori di benzina sono presenti nei principali camp, appuntatevi i numeri di emergenza del parco, in caso di serbatoio a secco o guasto del vostro veicolo;
– il limite massimo di velocità sull’asfalto è di 50 km/h e di 40 km/h sullo sterrato;
– non uscire MAI dall’auto, non gettare rifiuti e non dare da mangiare agli animali.
– Consultate il sito ufficiale per tutte le altre info e per prenotare un posto al camp.
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Giorno 15: Ci svegliamo all’alba per arrivare il prima possibile al Kruger N. P.. Dovremo affrontare la frontiera per uscire dallo Swaziland, percorrere 200 km per arrivare al gate di ingresso al parco dove poi affronteremo la fila per il check-in. La giornata è migliore della precedente e riusciamo a vedere come è il paesaggio swazi. Dopo la fila infinita alla dogana, siamo nuovamente in Sudafrica. Percorriamo una strada che costeggia il confine col Mozambico e riusciamo ad ascoltare radio e musica portoghesi da oltre frontiera. Infine giungiamo alla nostra entrata, il Crocodile Bridge Entrance Gate.
Dalla mappa vediamo che pochi metri dopo l’ingresso, sulla sinistra, c’è la Hippo pool, dove ci dicono esserci di solito gli ippopotami. Ci avviamo ma non ne vediamo manco uno, in compenso vicino a noi ci sono alcune splendide giraffe! Ritornati sul percorso principale, percorreremo la strada sempre dritta verso nord fino al nostro camp, con qualche deviazione su piccoli sterrati. 

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Un altro punto interessante dove ci sono sicuramente animali, è il ponte del Sabie river, dove vediamo gli ippopotami e la vicina pozza chiamata Sunset Dam dove incontriamo altri ippopotami, coccodrilli, aironi e cicogne. Entrambi questi punti si trovano vicino al Lower Sabie Camp.
Durante tutto il tragitto osserveremo una infinità di impala e di elefanti, e spesso si incontrano facoceri, cobi, giraffe, galline faraonekudu e tartarughe leopardo.
E’ vero che siamo stati poco, ma con poca difficoltà abbiamo anche trovato gnu, marabú, bucorvo cafrobabbuini, zebre, oribi, aquila di bateleurghiandaia marina pettolilla, storno splendente del Capo e bucocero beccogiallo

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In questa giornata siamo riusciti a vedere 4 dei big five. Elefanti tantissimi, un leopardo di sfuggita scomparso subito nel bush, 3 giganteschi rinoceronti sul ciglio della strada e infine una piccola mandria di 7 bufali che ha attraversato la strada avanti e dietro la nostra auto! Poiché non siamo riusciti a vedere i ghepardi e leoni, al rientro dal nostro self-safari, decidiamo di chiedere al nostro camp la disponibilità e il prezzo per un safari guidato per il tramonto o per l’indomani all’alba. Per fortuna c’è disponibilità e costa solo 21€ a testa. Il prezzo è molto ragionevole rispetto agli altri safari in giro per l’Africa, lo compriamo.

Giorno 16: Ben prima dell’alba e nel buio più assoluto, entriamo nel fuoristrada con il ranger nella speranza di avvistare i felini. Non appena albeggia, riusciamo a vedere 2 iene che ci passano d’avanti! Dopo alcuni elefanti, zebre e struzzi, quando avevamo ormai perso le speranze, riusciamo a vedere il re della foresta! Anzi, i re! C’erano 3 leoni maschi adulti sdraiati uno vicino all’altro che sonnecchiavano. Uno alla volta si sono svegliati e con calma si sono alzati per andar via. Ultimo regalo stupendo!
Tornati al camp, abbiamo fatto i bagagli e ci siamo diretti all’uscita preso l’Orpen Gate, il che ci ha consentito di fare un altro ultimo safari in autonomia fino all’uscita, sperando di avvistare il ghepardo, ma purtroppo non è successo. Non appena siamo usciti dal parco abbiamo incrociato anche uno scarabeo stercorario.

A 50 km in linea d’aria dal Kruger, si torna al verde intenso in montagna con clima arido e caldo. L’ultima tappa della giornata è il Blyde River Canyon, il 3° più grande canyon al mondo lungo 20 km. A ovest della strada regionale R532, ci sono vari ingressi che portano ad alcuni punti di osservazione panoramica. Il più famoso è senza dubbio il Three Rondavels view point (30R|🕔7-17), dal quale si vede la roccia composta da 3 enormi cerchi di pietra erosi nel tempo, somiglianti a delle capanne zulu.
A sud del Canyon, poco prima di arrivare a Graskop, ci sono altri due punti di osservazione interessanti: The Pinnacle Rock e The God’s Window.
A fine giornata giungiamo a Graskop, cittadina fondata per le miniere d’oro, dove passeremo l’ultima notte e l’ultima cena col focolare acceso.

Giorno 17: Giorno di rientro. Poiché Johannesburg, Pretoria e Soweto li avevamo già visitati in passato, ci dirigiamo direttamente in aeroporto per il volo di ritorno. Per non rendere la giornata completamente vuota, avevamo intenzione di visitare le cascate Mac Mac, ma la foschia e la nebbia erano talmente fitte che non si vedeva a 3 metri di distanza, così rinunciando, siamo andati diretti all’aeroporto riconsegnando la nostra Kia Picanto.

Conclusioni: Dopo ben 4.298 km salutiamo il Sudafrica, il Lesotho e lo Swaziland, paesi che si vivono on-the-road. Sono state mete molto varie e soddisfacenti. Ovviamente non abbiamo visto tutto, ma siamo riusciti a toccare quasi tutte le regioni. Con più giorni o in un altro viaggio ci si può spingere a nord di Città del Capo fino al Kalahari oppure guidare lungo la costa che va da Durban a St. Lucia visitando così anche la regione degli Zulu
Thank you so much South Africa, Lesotho and eSwatini!


Una risposta a "🇿🇦 Sudafrica 🇱🇸 Lesotho 🇸🇿 Swaziland"

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