🇰🇷 Corea del Sud

Una meta inconsueta alla scoperta della Corea del Sud. Sono partito con l’idea che sarebbe stata una nazione comune con qualcosa di bello da vedere, ma niente di più… e invece si è rivelato un viaggio piacevole e sopra ogni aspettativa. Palazzi reali, tombe a tumulo, villaggi tipici UNESCO, templi e lanterne rendono questa nazione decisamente interessante. Il clima nei primi giorni di giugno è stato quasi sempre variabile con umidità e con 2-3 gradi in più rispetto alle medie italiane.

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 10 giorni 02/06/16 – 12/06/16
Costo 1050€ Inclusi: voli, hotel, mezzi, attrazioni, cibo, polizza
Compagnia Aeroflot
Valuta Won sudcoreano (KRW) 1€ ≅ 1320₩ I bancomat accettano le carte estere. Prelevare dagli ATM con la scritta “Global”
Lingua Coreano – Hangul Inglese parlato da buona parte della popolazione
Religioni 47% Irreligiosi 30% Cristiani, 23% Buddisti
Fuso orario +7 estate +8 inverno
Visto NO
Salute Nessuna vaccinazione Presenza di fontanelle con acqua depurata e potabile
Elettricità 220V CEE 7/16, 7/17, 7/4
Internet WIFI gratis negli alberghi WIFI liberi sparsi per la città e spesso sui mezzi

Popolazione: I coreani sono un popolo tranquillo, sorridente, riservato, accogliente e soprattutto tecnologico. Patria della Samsung ed della LG (che ho scoperto pronunciarsi rispettivamente “semsa” ed “ezi”), i giovani, smartphone alla mano e auricolari nei timpani, sono immersi nel loro mondo virtuale e si estraniano completamente da ciò che li circonda. Per strada andavo in giro con una cartina delle città e mi è capitato di essere fermato 3 volte da persone di tutte le età per chiedermi se avessi bisogno di aiuto… il tutto in un ottimo inglese e spesso ben informati. L’istruzione d’altronde, come il lavoro, sono molto importanti, difatti i coreani studiano fino a tarda notte e i lavoratori li si vede dormire non appena si siedono sui mezzi pubblici.

Costi: Un mito da sfatare è sui costi: la Repubblica di Corea NON è una meta cara. Molte voci di corridoio mi hanno fatto credere che avrei dovuto sborsare non un patrimonio, ma quasi. Facendo due conti, per 10 giorni ho speso 1050€ tutto incluso. Certo…tutto dipende dall’offerta di volo che si trova, in quali alberghi si va a soggiornare, dal cambio favorevole e se si viaggia da soli o in compagnia. Le attrazioni come templi, musei, tombe e villaggi sono economiche, massimo 4/5€ a biglietto e molte sono gratis eccezion fatta per la visita alla DMZ che costa di più. Si mangia spendendo abbastanza poco e si ha una ampia scelta di prezzo per gli spostamenti con i mezzi: dai bus standard, a quelli delux, dai treni comuni, all’alta velocità. Per gli alberghi abbiamo pagato veramente poco con una media di 15€ a notte a testa per camera doppia e 5 hotel su 6 erano tra il buono e l’ottimo. Ad ogni modo districandosi si riesce a rimanere con un budget medio-basso.

Riepilogo costi
Voli 505€
Assicurazione 27€
Alberghi 130€
Ingressi attrazioni 58€
Trasporti 128€
Alimenti e Commissioni ~202€
TOTALE 1050€

Trasporti: In Corea potrete dimenticarvi di guidare! Tra metro, rete ferroviaria e bus, i mezzi pubblici coprono praticamente tutta la penisola. Il servizio trasporti sfiora la perfezione: pulizia, puntualità e comodità di pagamento grazie alla Tmoney Card. Questa card è una specie di carta prepagata contactless che si acquista spesso nei 7-eleven e simili. Potrete usarla su qualsiasi mezzo urbano in tutta la nazione passando la card sull’obliteratore elettronico! Ricordatevi che si deve ripassare la card anche quando si scende dai bus e quando si esce dalla metro, pena il pagamento di una corsa in più. Infine con la stessa carta potete effettuare pagamenti per acquisti nei negozi e supermercati. Noi la abbiamo comprata in aeroporto da un 7-eleven appena arrivati, così da usufruirne subito per raggiungere il centro città.
Con i mezzi extra urbani potete raggiungere facilmente le altre città. Io ho preferito viaggiare quasi sempre con i bus standard e delux e una sola volta con il treno ad alta velocità. I bus oltre a essere decisamente più economici, sono anche comodi (con i delux ci si può anche sdraiare), inoltre il traffico è moderato quindi la puntualità è garantita. Molto utili, comodi e sicuri sono stati gli armadietti presenti in ogni stazione bus/metro/ferroviaria dove lasciare in custodia la valigia così da non portare inutili pesi in giro.
Consiglio spassionato: quando vi recate in biglietteria per acquistare un biglietto per bus o treno che sia, fate leggere su carta o su cellulare la vostra destinazione perché la traslitterazione vocale dal coreano all’inglese non sempre è comprensibile per noi e per loro. Difatti stavo per comprare un biglietto per quella che credevo essere Jeonju e invece la signorina al botteghino mi stava stampando un biglietto per Gyeongju. Per fortuna mi accorsi che il costo del biglietto e l’orario non tornava con quello che mi ero appuntato e quindi ho fatto leggere sul mio cellulare la destinazione che intendevo dire.
Prima della partenza, ho costruito il mio percorso di viaggio usufruendo di questo fantastico sito coreano dedicato ai trasporti dove ci sono tutti gli orari, tratte, mezzi, stazioni e prezzi: koreatransportation

Cibo: Come tutte le cucine asiatiche, anche la cucina coreana si basa su riso, verdure, pesce e carne, ma i sapori si discostano da quelli cinesi e giapponesi e devo dire che è parecchio buona e varia. Fondamentale per i coreani sono le verdure che vengono servite come contorni (banchan) in ogni pasto. Il più famoso è il kimchi che la maggior parte delle volte è a base di cavolo cinese fermentato e piccante. Il sapore è abbastanza deciso ma vi abituerete facilmente in quanto scoprirete che accompagna bene le altre pietanze. I coreani fanno largo consumo di carne (manzo, pollo e maiale) e pesce accompagnato da riso bollito. Piatti tipici (e abbondanti) a base di carne sono il bibimbap (riso+verdure+manzo+uova) e il bulgogi (controfiletto marinato con verdure fermentate e spezie). Quest’ultimo è molto appetitoso e spesso dovrete cucinarlo voi stessi nel braciere collocato al centro di ogni tavolo del ristorante. Divertente e gustoso perché scegliete voi la cottura che preferite.

Se non riuscite a fare a meno della cucina occidentale potrete trovare hamburger, pizza e pasta, ma la pasta è con il ketchup e la “pizza” costa cara…molto cara!
Per le strade troverete spesso delle bancarelle con cibo fritto e spiedini di carne, nelle città più piccole e nei villaggi potreste imbattervi in chioschi che vendono larve bollite :). Io l’ho provata ovviamente e, a parte la consistenza tra il biscotto e il maccherone al dente, sapeva di ceci secchi.
Per gli amanti dei dolci mi dispiace ma non c’è una tradizione pasticcera e dovrete accontentarvi delle catene di pasticcerie come Paris Baguette dove ci sono paste, croissant e dolci secchi surgelati, ma a mio avviso decenti per una colazione accompagnata da cappuccino o latte e cioccolato.

Cosa ho visitato: Per capire cosa era meglio visitare e cosa saltare, mi sono affidato maggiormente al loro sito per turisti con informazioni su qualsiasi attrazione con orari di apertura e chiusura, prezzi, indirizzi, come arrivare e informazioni di ogni genere: english.visitkorea
Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati. Le icone blu rappresentano i mezzi presi con l’ubicazione delle stazioni. Le icone viola e rosse sono le attrazioni visitate:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alberghi Valutazione
Roma – Mosca – Seoul Aereo + treno + metro YaKorea Hostel Dongdaemun 1/5 – Sporco, maleodorante e personale scortese. Sconsigliato
Seoul Metro
Seoul (DMZ – Suwon) Bus privato DMZ + treno Suwon
Seoul – Andong – Daegu Bus The Hanok & Spa 3,5/5 – Con piscina, struttura mediocre, camere buone
Daegu – Gayasan – Gyeongyu Bus N Motel 5/5 – Tantissimi confort, pulito e posizione favolosa
Gyeongyu – Busan Bus + metro Yellow Songdo Hostel 5/5 – Stanza ampia, pulito e bella vista su spiaggia e corso
Busan – Suncheon Bus + taxi Daehwa Motel 4/5 – Personale gentile, confortevole, camera e bagno ampi
Suncheon – Jeonju Bus Guesthouse in Picture 4,5/5 – Piccolo, ma bella esperienza dormendo in un tipico futon
Jeonju – Seoul Bus YaKorea Hostel Dongdaemun
10° Seoul – Mosca – Roma Treno + aereo

Giorno 1: Atterrati a Incheon abbiamo prelevato i Won in aeroporto da un ATM “Global” per comprare la Tmoney Card e raggiungere il centro di Seoul con il treno (frequenza: ogni 13mm, costo: 6€ circa e percorrenza: 53mm). Lasciate le valigie in albergo nel primo pomeriggio, non abbiamo perso occasione per le prime visite in città. Incrociamo il primo dei tanti portali, il Gwanghuimun Gate e ci dirigiamo verso la piazza futuristica della città, Dongdaemun Design Plaza progettata da Zaha Hadid. L’area moderna è piena di vita, caratterizzata da negozi, qualche grattacielo, nodo metropolitano e palchi occasionali per eventi musicali. La passeggiata prosegue percorrendo un mercato fino a raggiungere un altro portale più imponente del precedente, il Heunginjimun Gate. Il programma stilato prevede la visita al palazzo reale, il Deoksugung Palace, abitato fino alla occupazione giapponese e con il suo giardino circondato dai palazzi moderni della città. Per questa visita compriamo un biglietto cumulativo da 10000₩ che ci permetterà di vedere, nei giorni successivi, anche i palazzi reali di Changdeokgung (compreso Huwon e Giardino segreto), Changgyeonggung e Gyeongbokgung. In seguito, ci incamminiamo verso la seconda piazza principale di Gwanghwamun con qualche gioco di acqua e luci. Ceniamo con un bibimbap e infine passeggiata digestiva di rientro percorrendo il canale dei ponti, il Cheonggyecheon Stream. Il ruscello è suggestivo in quanto è ricco di verde in questo periodo, pieno di gente di tutte le età ed un ottimo toccasana per estraniarsi dal trambusto cittadino.

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Giorno 2: Questa giornata è stata trascorsa interamente in città. Prima tappa al National Museum of Korea (gratis, chiuso il lunedì) che racconta la storia della nazione dall’antichità ai tempi moderni. In seguito, abbiamo assistito al cambio della guardia, che ci eravamo persi il giorno prima all’ingresso del palazzo di Deoksugung. La cerimonia è accompagnata da strumenti musicali e da guardie in splendidi costumi colorati; si svolge 3 volte al giorno (11, 14 e 15:30), si ripete dal 1996 e dura 30 minuti (chiusa il lunedì). Dopo ci siamo diretti alla visita del secondo palazzo reale, il Gyeongbokgung Palace, il più grande e bello tra i palazzi reali, costruito nel 1395 e restaurato dopo l’invasione giapponese. Da qui ci siamo incamminati verso il terzo palazzo reale (patrimonio UNESCO), il Changdeokgung Palace, innalzato nel 1405 e ricostruito nel 1611 dopo essere stato bruciato. Il suo stato di conservazione è quindi migliore degli altri palazzi e presenta anche un giardino segreto lussureggiante. Per visitarlo è necessario presentarsi alle casse per prenotare la visita guidata obbligatoria (anche se possedete il biglietto cumulativo dei palazzi). A pochi metri da questo palazzo abbiamo fatto visita anche al santuario Jongmyo Shrine anche questo patrimonio Unesco considerato il più completo e importante luogo di culto al mondo. Usciti dai vari palazzi reali facciamo un giro per la città passando per il parco ove è presente la pagoda Tapgol e ci imbattiamo casualmente in una esibizione tipica coreana, il Pungmul, dove danzano e suonano contemporaneamente muovendo vorticosamente il capo per far roteare un nastro collocato sui cappelli che calzano. La giornata volge al termine con la visita alle tombe reali Unesco Seonjeongneung (1000₩) a sud della città, molto affascinanti e uniche con la loro forma collinosa e la presenza di statue di pietra in forma animale per esorcizzare gli spiriti maligni.

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Giorno 3: Questo giorno lo abbiamo spezzato in due spostandoci nella periferia di Seoul. La mattina abbiamo partecipato alla visita guidata alla zona smilitarizzata, nel pomeriggio in treno verso la fortezza Unesco di Suwon.
Per il tour alla DMZ abbiamo prenotato dall’Italia per email presso la agenzia VIP-panmunjeomtour all’indirizzo: choi@vviptravel.com. Per 35000₩ si ha diritto a una guida in inglese e trasporto in bus privato. Non è inclusa la visita al confine tra le due nazioni ove si vedono le guardie nordcoreane, per la quale è previsto un altro tipo di tour con sovrapprezzo. Che dire, il confine con la Corea del Nord è una tappa imperdibile per vivere appieno la storia passata e presente delle due Coree. Istituita nel 1953, lunga 248km, larga 4, è una zona per lo più abbandonata tant’è che ha visto rinascere flora e fauna con diverse specie animali. Il tour inizia la mattina presto e prevede la visita a:

  • Ponte della libertà: il ponte di collegamento tra le due nazioni.
  • Parco Imjingak: ove si vedono i binari del treno che collegavano le due coree e alcuni campi agricoli nella DMZ gestiti da braccianti nordcoreani.
  • 3° tunnel di infiltrazione: visita ad uno dei 4 tunnel sotterranei costruiti dai nordcoreani per invadere il sud del paese.
  • Museo
  • Osservatorio di Dora: luogo interessantissimo munito di binocoli per osservare a distanza ravvicinata la base militare con tanto di bandiera nordcoreana e il villaggio disabitato di Kijŏngdong dove la notte accendono le luci e partono messaggi propagandistici da altoparlanti udibili fino alla Corea del Sud.
  • Stazione di Dorasan: la stazione ferroviaria ristrutturata che un tempo collegava le due nazioni.

Tornati in città ci siamo diretti verso Suwon per visitare la fortezza Hwaseong (1000₩). Dalla stazione di Suwon, la struttura è raggiungibile prendendo uno dei bus (2, 7, 7-2, 8, 13) vicini la piazza della stazione. La fortezza è stata costruita nel 1796, è protetta da ben 5km di mura calpestabili ed è composta da 4 portali e 7 archi uno più bello dell’altro. Dalle mura si gode di una ottima vista sulla città e l’arco a nord (Hwahongmun) è raggiunto da un ruscello che vi passa al di sotto, ricco di vegetazione.
Al rientro dalla gita fuori porta, il treno fermava vicino al mercato del pesce, il Noryangjin Fisheries Wholesale Market, e ne abbiamo approfittato per andarci. Con non poche difficoltà, lo abbiamo trovato, ma forse vi abbiamo fatto accesso da un’entrata secondaria, tant’è che siamo entrati dalla rampa di scale di un’uscita secondaria di un palazzo confinante. Ad ogni modo è stato meglio così, perché l’entrata al mercato è stata emozionante, difatti, siamo sbucati dalla rampa di scale balconata che affacciava al centro del mercato e offriva la vista chilometrica delle corsie con i banconi di pesce di ogni forma e dimensione! Il mercato è aperto dal 1927 e non ha orari di chiusura, si suddivide in una parte vecchia e una parte moderna, ovviamente la parte vecchia è la più interessante. E’ inoltre possibile comperare il pesce e farvelo cucinare lì stesso o nei locali limitrofi molto “arrangiati”.

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Giorno 4: Lasciamo la capitale per spostarci a sud-est della nazione. Dal Dong Seoul Bus Terminal prendiamo il bus direzione Andong (⌛ 2:50), da qui saliamo sul bus 46 (uno ogni ora circa) che porta al Hahoe Folk Village (3000₩), un bellissimo villaggio patrimonio Unesco con case tradizionali in pietra con tetti in paglia e in tegole ove è possibile notare abitanti con vestiti tipici e negozietti che vendono maschere coreane in legno ben fatte. Buona parte del villaggio è costeggiato dal fiume Nakdong, attraversandolo con una barca è possibile risalire la rupe per ammirare il villaggio dall’alto. Il villaggio è abbastanza vasto, quindi investiamo buona parte della giornata per visitarlo. Infine, torniamo sempre col bus 46 ad Andong per prendere il pullman che ci porterà a Daegu (⌛ 1:20) al terminal Dong Daegu Express Bus vicino la stazione centrale. La città è bruttina e offre poco, ma è ottima come base per avvicinarsi alle successive mete.

Giorno 5: Per andare al tempio Unesco di Haeinsa (3000₩) prendiamo un intercity bus (uno ogni 40mm) che parte dal Daegu Seobu West Terminal (⌛ 1:30). Ubicato in un lussureggiante parco nazionale, viene conservata dal 1200 la Tripitaka, 81.340 tavole di legno incise con le sacre scritture Buddhiste, una delle più complete al mondo. Per entrare nel tempio bisogna scalzarsi e non è possibile scattare foto.
Terminata la visita, torniamo a Daegu e ci spostiamo nuovamente al terminal Dong Daegu Express Bus per prendere il bus che ci porterà a Gyeongju (⌛ 1:00). L’albergo prenotato ha una pozione perfetta, è vicino al terminal dei bus e affaccia al parco con le tombe imperiali a tumulo, figo! Notiamo che il motel affitta le biciclette… Inutile dirlo, le abbiamo affittate. La scelta si è rivelata vincente, perché la cittadina è a dir poco unica e tra una pedalata e l’altra sbucano prati con le tombe imperiali a forma di collina altissime che sovrastano tutto il resto. Piste ciclabili in ogni dove, prati curatissimi, ordine e pulizia, un vero piacere, tant’è che il giro si protrae fino a sera, riuscendo a vedere il Daereungwon Tomb Complex (2000₩), l’antico osservatorio astronomico, la scuola confuciana e il ponte moderno in stile coreano. La serata si conclude ai piedi di un mercato dove tanta gente, tra amici e familiari, consuma un pasto da street food (spiedini di carne e bibimbap) comperato in uno dei tanti chioschi posizionati a schiera.

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Giorno 6: Dallo stesso bus terminal, prendiamo uno dei bus locali tra il 10 e l’11 per raggiungere il tempio Unesco di Bulguksa (⌛ 1:00, 5000₩), di origine Silla del VII secolo, davvero affascinante con i suoi gradoni e con fiumi di lanterne dai colori vivaci che accompagnano i corridoi porticati. Dopo l’invasione giapponese è stato rinnovato 40 volte fino al 1805. Finita la visita, dopo una lunga attesa e senza l’ombra di un taxi, saliamo sul bus 12 per raggiungere il Seokguram Grotto (5000₩). E’ un tempio Unesco in granito realizzato su un monte che contiene al suo interno la statua di un Buddha (Bonjon) seduto con un fiore di loro in mano. Al ritorno condividiamo con una coppia locale un taxi fino al tempio Bulguksa e rientriamo con il bus 10 in città. Prima di ripartire diamo una rapida occhiata al Gyeongju National Museum. Lasciamo Gyeongju per arrivare al mare a Busan (⌛ 1:00), il punto più a sud della nostra vacanza. Preso possesso dell’albergo con vista spiaggia (non un granché), usciamo per cena facendo una passeggiata sul lungomare pieno di locali che vendono e cucinano pesce.

Giorno 7: La giornata prevede una sola visita al tempio sul mare, il Haedong Yonggungsa Temple, il tempio di per se non è un granché, recentemente ricostruito con statue d’orate parecchio “vistose”, ma la sua peculiarità è la posizione sul mare tra le rocce della costa. Difatti decidiamo di saltare la visita al tempio di Beomeosa per guardare qualcosa di diverso, dato che tutti gli altri templi coreani sono costruiti sulle montagne. Arrivare al tempio non è facilissimo in quanto bisogna scendere alla fermata metro di Haeundae e poi aspettare il bus 181 che non passa spessissimo, infine percorrere circa 1 km a piedi. Il tempo di scattare qualche foto dalla costa e torniamo in taxi fino alla fermata metro così da non attendere il bus. Raggiungiamo la stazione Busan Seobu Intercity Bus Terminal e ci dirigiamo verso Suncheon.
Prima di concludere la giornata, chiediamo indicazioni per le mete del giorno seguente in due centri informazioni differenti di Suncheon. Le attrazioni da visitare sono 3 (tempio, dolmen e villaggio) e difficili da raggiungere in termini di tempistiche e tratte da percorrere. Reperire informazioni non è stato facile in quanto i numeri dei bus e il relativo percorso in nostro possesso erano discordanti rispetto a quanto detto nei due punti informazione (a loro volta discordanti tra loro).

Giorno 8: Dato che la frequenza dei bus è molto scomoda e le informazioni erano contraddittorie, abbiamo cercato di interpretare i riscontri ottenuti e ridurre all’osso i tempi di attesa, tenendo conto degli orari dei bus che ci hanno dato. Con titubanza saliamo sul bus 111 (⌛ 0:50) con prima tappa al Songgwangsa Temple (3000₩), suggestivo per il suo collocamento sul letto di un ruscello. Il tempio conserva tre tesori: un ampio contenitore di riso per i monaci, due grandi alberi cinesi di ginepro e un piatto finemente disegnato. L’atmosfera è avvolgente in quanto il posto è stracolmo di donne (credo in pellegrinaggio) che si cercano un posto dove sistemarsi per pregare. Terminata la visita, con molta calma torniamo alla fermata. Avremmo dovuto aspettare che il bus ripassasse dopo un’ora/un’ora e mezza, ma miracolosamente si avvicina l’unico taxi che abbiamo visto in tutta la tratta. Contrattiamo un po’ il prezzo e riusciamo a fargli capire, con le poche parole di inglese che conosceva e a gesti, che volevamo che ci portasse prima ai dolmen e poi al villaggio. Giunti al Goindol Dolmen Park (700₩), diamo un rapido sguardo a questi 140 dolmen dell’età paleolitica e torniamo dal nostro amico taxista. Ultima tappa quindi al Naganeupseong Folk Village (2000₩), un affascinante villaggio all’interno del quale vivono ancora un centinaio di famiglie che indossano vestiti tradizionali e svolgono mansioni quotidiane dell’epoca passata. E’ caratterizzato inoltre dalla sua cinta muraria lunga 1410 metri calpestabile, che permette di godere di un’ottima vista sul villaggio.
Per tornare in città saliamo sul bus che il centro informazioni e il bar di fronte la fermata ci dicono di prendere (⌛ 0:50). Infine ci dirigiamo verso l’ultima meta, Jeonju (⌛ 1:20), dove dormiremo in un tipico letto futon. La sera ci facciamo trasportare dalla vitalità della cittadina e ceniamo in un tipico locale dove ci si siede sul pavimento e si consuma un bibimbap.

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Giorno 9: Uscendo per colazione, ci imbattiamo casualmente in un gruppo di dipendenti di un negozio di elettronica posizionati sul marciapiede all’ingresso che gridano una specie di motto di incoraggiamento. Scopriamo che in Corea è abitudine che i dipendenti si diano la carica prima di iniziare la giornata lavorativa.
Durante la mattinata girovaghiamo alla scoperta dell’Hanok moderno di Jeonju (2000₩)… una chicca. Per strada si respira aria serena e tranquilla, poche auto, pulizia, cordialità ed edifici con tetti tipici ben tenuti. La maggior parte della gente veste ancora tradizionale e si diverte ad andare in giro per scattarsi foto in comitiva.
Infine torniamo nella capitale (⌛ 1:30) e prima di concludere la vacanza diamo un rapido sguardo al War Memorial of Korea struttura molto interessante.

Giorno 10: Il ritorno è stato molto rilassante, orario comodo che, grazie al fuso orario, ci ha permesso di tornare nello stesso giorno di partenza. Ahimè, la vacanza è finita, domani si torna a lavoro… Kansa Hamnida Korea!

Conclusioni: Il viaggio si è rivelato sopra le aspettative, l’ho già detto, ma mi piace ribadirlo. I curiosi che decideranno di visitare questa terra rimarranno piacevolmente colpiti in ogni aspetto. Una nazione simile al Giappone, con influenze cinesi, ma con un proprio carattere forte, con tanto verde, bei monumenti e rispetto per i turisti. Se avete a disposizione qualche giorno in più si può pensare a una sosta sull’isola di Jeju per un po’ di mare e vedere la scultura di pietra lavica harubang. Oppure combinare il viaggio in Corea con il vicino Giappone, lasciando per ultime le visite alle meraviglie nipponiche.


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