🇸🇦 Arabia Saudita

Finalmente Arabia Saudita! Un viaggio in autonomia in una nazione ancora poco conosciuta che è stata chiusa fino al 2019, anno in cui ha deciso di aprire le porte al turismo. L’Arabia Saudita è un paese ricco di bellezze naturali e architetturali, di patrimoni UNESCO eccezionali, della buona cucina medio orientale, un paese ospitale con una società particolare che ha voglia di cambiamento, protratta verso il futuro e che fa passi importanti verso la modernizzazione. Abbiamo intrapreso questo bellissimo tour fai-da-te con bus, treni e taxi. Si è rivelato un percorso pazzesco, con tante scoperte e curiosità che ci hanno meravigliato e che abbiamo imparato a conoscere strada facendo. Impossibile non rimanere a bocca aperta davanti ad Al Ula, la maestosità scolpita nella storia, perdesi tra le stradine delle città di fango di Shaqra e Ushaiqer, sentire quell’odore delle spezie che pervade i suq, alzare la testa al cielo per i grattacieli di Riyadh, fare scorpacciata dei datteri provenienti dalla più grande oasi al mondo ad Al Hofuf, sentirsi piccoli nella vastità del deserto ad Edge of the World, il confine del mondo. Impossibile non visitare l’Arabia Saudita! Come? Vi spiego tutto in questo articolo.

Indice

SCHEDA DI VIAGGIO
Periodo 14 giorni 25/12/2021 – 07/01/2022
Costo 1.804€ a testa Inclusi: voli, mezzi, ingressi, hotel, cibo, tamponi, visto
Persone 2 viaggiatori
Compagnia Saudia
Valuta Riyal 1€ = 4,16 SAR
Lingua Arabo Inglese parlato da alcuni
Religioni Musulmani
Fuso orario SI +2 ore
Visto SI ottenibile online: visa.visitsaudi.com
Internet consigliato l’acquisto di una sim locale: elenco SIM card
Elettricità 230 V tipo: A, G (adattatore necessario)

Prima di partire: Purtroppo il covid-19 ha reso più impegnativa l’entrata nel paese, ma niente di impossibile, basta armarsi di pazienza. Ovviamente le disposizioni dovute al covid cambiano continuamente, quindi controllate sempre il sito della Farnesina e il sito del visto saudita.
Tuttavia, per entrare nel paese a dicembre 2021 ho avuto bisogno di:

  1. un Tampone PCR con esito negativo 72 ore prima della partenza + la Vaccinazione completa.
  2. il Visto (visa.visitsaudi.com) che, cosa molto comoda, vale un anno da quando lo acquistate. Quindi se vorrete ritornare in Arabia o se per qualche ragione il viaggio vi salta, potrete riprogrammarlo nell’arco di un anno sfruttando il medesimo visto.
  3. una Assicurazione che copra anche il covid è obbligatoria. La cosa positiva è che è compresa nel visto, quindi quando acquisterete il VISA turistico, nella stessa occasione comprerete anche la loro assicurazione medica.
  4. solo dopo aver ottenuto il visto, potrete e dovrete compilare il form di registrazione del vaccino, fruibile al seguente link: muqeem.sa
  5. una volta in Arabia Saudita, per entrare in ristoranti, stazioni, supermercati, aeroporti, ecc, dovrete sempre mostrare la schermata dell’app Tawakkalna che potrete scaricare da qui: ta.sdaia.gov
    A tal proposito vi consiglio vivamente di acquistare in aeroporto una SIM locale, altrimenti non potrete entrare in nessun locale in quanto l’app ha bisogno di internet per funzionare.

Costi: E’ una meta abbastanza economica su quasi tutti i fronti.
Per il cibo dipende dove si va. I bar-café sono spesso lussuosi e costicchiano se si vuol fare una semplice colazione. Perciò, approfittando che in tutti gli alberghi fosse presente un bollitore con té e/o caffè solubile, abbiamo preferito fare colazione in stanza accompagnando le bevande con dei biscotti o delle paste comprate fuori. I ristoranti comuni, invece, costano poco e le porzioni sono abbondanti.
Gli alberghi sono abbastanza economici, difatti, a parte Al Ula dove i prezzi sono sostenuti, la media è di 25€ a notte a persona per camera doppia. Li abbiamo prenotati tutti via Booking.com e per sicurezza li abbiamo sempre contattati pritavatemente qualche giorno prima perché la camera fosse confermata.
Gli ingressi alle attrazioni si contano sulle dita di una mano e riguardano maggiormente Al Ula, il resto è quasi tutto gratis, a meno di day-tour privati. Infine, i bus extraurbani e i treni si equivalgono come prezzi e sono decisamente abbordabili, perché vanno dai 15€ ai 20€ a seconda della distanza di percorrenza.
Di seguito il riepilogo costi del nostro viaggio:

Riepilogo costi a persona
Voli 498€ + 121€ (AlUla)
Alberghi 340€
Uber + Careem 140€
Visto + Assicurazione 129€
Ingressi 222€
Trasporti 89€
Tamponi PCR 60€ (IT) + 27€ (SA)
Alimenti + SIM Card 158€ + 20€
TOTALE ~1.804€

Trasporti: Purtroppo i mezzi pubblici nelle città non sono ottimali. Ad esempio i bus a Jeddah e Riyadh sono pochi e non copromo molte zone; nelle città più piccole ancora meno. E’ anche vero che a Riyadh stanno ultimando la costruzione della metro che corre lungo la via principale, quindi quella sarà un’ottima soluzione.
In mancanza di mezzi pubblici efficienti, non avendo un autista privato e senza noleggiare un’auto, per muoverci in città ci siamo affidati a due app che i sauditi usano tantissimo Uber e Careem. I prezzi di entrambe le app sono contenuti e funzionano praticamente alla stessa maniera, si può pagare sia in contanti che con carta. Vi consiglio di usarle entrambe per avere maggior copertura. In questo modo non siamo mai rimasti a terra o aspettato troppo per un passaggio, senza considerare che i costi delle corse venivano dimezzati essedo in due.
Per spostarsi tra le città, invece, abbiamo preso bus extraurbani della linea Saptco (link al sito: saptco.com) che ha il monopolio sulla nazione, difatti altre compagnie non se ne vedevano. E poi treni della compagnia SAR (link al sito: sar.com.sa), molto puliti e puntuali.
Il noleggio dell’auto lo abbiamo evitato per più ragioni: questione di costi, poiché dovevamo comprare la patente internazionale, aggiungendo ovviamente le spese della benzina e del noleggio stesso; questione di chilometri, avremmo macinato troppi chilometri, invece con i mezzi a terra il viaggio è risultato più rilassante e con meno preoccupazioni e soliti rischi del caso (es. incidenti).

Cibo: Se avete presente i piatti tipici dei paesi arabi e del Medio Oriente, allora conoscete già tutto. L’unico aspetto negativo è che i ristoranti sono pochissimi, infatti, abbiamo avuto spesso difficoltà a trovare locali tipici dove mangiare seduti. Vanno per la maggiore fast food americani o locali dove ordinare qualcosa da consumare poi in piedi fuori o ristoranti molto spartani dove però si mangia bene. Tornando ai piatti forti, abbiamo la carne preparata come Kebab o Shawarma servita al piatto o nel pane arabo e può essere di pollo, agnello o bovina. Lo Shakshuka, una specie di uovo strapazzato con pomodori, cipolla e peperoni. Poi ci sono le salse strepitose come l’Hummus, la Babaganoush e il Mutabal da mangiare con il pane arabo appena sfornato. I Kibbeh o Qubbah sono dei fagottini di semolino ripieni di carne speziata di solito fritti. I famosi Dolmades, foglie di vite con carne e riso. Un altro piatto tipico è il Foul, preparato cuocendo le fave in acqua con lenticchie e pomodoro. Per non parlare dei datteri, qui sono veramente strepitosi!
Infine, tra i dolci più famosi, c’è il Kunafa a base di pasta di fili sottili imbevuta di sciroppo di zucchero e tipicamente stratificato con formaggio o con altri ingredienti come kaymak o noci. Infine l’Umm Ali, un budino cremoso di sfoglia e burro.

Società e Curiosità: Le abitudini e la società in generale, per quanto si stia progredendo, sono ancora legate alle regole dettate dalla religione, la vita dipende e si svolge sempre intorno ad essa. I negozi, come succede nei suq, vanno per “argomento”. Troverai ad esempio una via con 20 negozi di divani e neanche un supermercato. Così come troverai un’altra via con solo gommisti, o solo profumerie o soli elettrodomestici. I ristoranti sono pochissimi e frequentati quasi interamente da uomini. Varrà lo stesso discorso dei negozi che sono localizzati in determinate aree? Alcuni ristoranti hanno ancora le entrate e le sale divise per famiglie (donne) e single (uomini), nonostante dal 2018 le donne possono guidare e uscire di casa da sole senza essere accompagnate da un uomo di famiglia. Inoltre non c’è l’obbligo di velo o il burqa, ma il 95% delle donne lo usa sempre. Gli uomini e le donne sono sempre separati, se non sono famiglie non li vedrai mai mischiati in un ristorante o con gli amici a prendersi un caffè, quindi o solo donne o solo uomini o solo famiglie. Nei bus le prime 6 file sono riservate alle donne e alle famiglie, quindi un uomo non può sedersi avanti, nei treni questo non succede perché chiunque può comprare un biglietto con il posto.
La gente vive in macchina, pedoni pochissimi, strade larghe tipo quelle americane e segnaletica per pedoni ridotta all’osso. I sauditi non accettano le mance. Anche se il resto del taxi era di 0,50 centesimi, loro si impegnano fortemente per darti il resto. Le stanze degli hotel non hanno gli asciugamani, li devi quasi sempre chiedere o usare i tuoi.
In arabia 1/3 della popolazione non è saudita, è gente che proviene da altri paesi musulmani che vi si trasferisce per lavorarvi svolgere i lavori più umili che i sauditi non vogliono fare, ma nessuno di loro può in alcun modo avere la cittadinanza saudita. A parte pakistani e bengalesi, molte volte è difficile capire se ti stai rivolgendo ad un saudita o a un egiziano, siriano, ecc.

Quando andare: Il clima varia sostanzialmente in 3 punti del paese. Le coste del golfo Persico e del Mar Rosso sono sempre calde durane tutto l’anno. Al centro del paese c’è un altopiano desertico, questo comporta ad estati molto calde e ad inverni miti con qualche precipitazione e con massime di 19 gradi e minime che possono toccare lo 0 (copritevi), ma sono secchi. Le montagne del nord e del sud in inverno sono molto fredde e può nevicare. Noi ci siamo andati in inverno nel periodo natalizio, ma abbiamo beccato un’ondata di freddo anomalo, altrimenti le temperature sarebbero state più miti. Tuttavia a parte 3 giorni tra coperto/pioggia/nebbia gli altri giorni il cielo era terso. Probabilmente le nostre primavere e autunni sono i periodi migliori in cui andare, ci sono più ore di luce, non rischiate di subire lo sbalzo termico d’inverno nell’altopiano, nè il caldo eccessivo dell’estate. In termini di affollamento, complice probabilmente il covid e il fatto che ha aperto da poco, il turismo era ancora molto poco e spesso eravamo gli unici turisti.

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati (in verde), gli alberghi, le fermate dei mezzi (in blu), i ristoranti dove abbiamo mangiato (in arancio).

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alloggio Voto
Roma -> Jeddah Volo Al Murooj Kareem Hotel 4/5
Jeddah Uber
Jeddah -> AlUla Volo Flower-z 3/5
AlUla Uber
AlUla -> Ha’il Bus Orient House 3,5/5
Ha’il -> Buraydah Bus Masat Darkom 2 3,5/5
Buraydah -> Shaqra Bus Heritage Guest House 5/5 Albergo tipico stupendo
Shaqra -> Riyadh Bus Al Yamama Palace Hotel Suites 3,8/5
Riyadh -> Dammam Treno Eastward Hotel 3/5
10° Dammam -> Al Hofuf Treno SEPAR Furnished Hotel 3,5/5
11° Al Hofuf Uber
12° Al Hofuf -> Riyadh Treno Al Yamama Palace Hotel Suites
13° Riyadh Uber
14° Riyadh -> Jeddah -> Roma Volo

Giorni 1-2
Jeddah

Atterrati a Jeddah alle 21.30, ritiriamo del denaro da un ATM dell’aeroporto perché ci serve subito per comprare una SIM card locale (non avevano pagamento con carta). Per andare in albergo proviamo Uber per la prima volta, funziona, perfetto, a mezzanotte siamo già in hotel.
Il mattino dopo iniziano le visite, partendo da Al Balad, il centro storico di Jeddah, nonché il quartiere più affascinate della città con i suoi palazzi bianchi con finestre e balconi tipici di legno di colore marrone, verde o blu. A tratti è fatiscente, perché alcuni edifici sono malconci, anche se molti sono in ristrutturazione, ma il tutto rende il centro affascinantissimo, tanto da essere stato dichiarato patrimonio UNESCO. La mattina abbiamo trovato molti esercizi chiusi e solo alle 11 siamo riusciti a fare colazione in un bellissimo café in un palazzo ottocentesco tipico degustando una torta ai datteri buonissima e tè con foglie di menta (vi ho segnato il café nella mappa).

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Una delle cose da fare a Jeddah è passeggiare lungo la Cornice, il lungomare che affaccia sul Mar Rosso. La parte più interessante inizia dalla Middle Cornice a salire, fino ad arrivare al parco-museo Project for a Monument, dove sono presenti alcune sculture di Joan Mirò, Arnaldo Pomodoro e Henry Moore.
La sera, passato il caldo della giornata, la città pulula di gente, soprattutto nel quaritere storico con il souq di Al Alawi nel quale aprono tutti i negozi. Ecco perché durante il giorno non avevamo trovato un granchè. L’odore delle spezie ogni tanto pervade le stradine strette, si sente che siamo proprio in Medio Oriente!

Giorno 3
Jeddah -> AlUla

In questa giornata, avevamo la mattina da spendere in città prima di dover prendere l’aereo per Al Ula nel pomeriggio. Quindi abbiamo approfittato per vedere alcune cose secondarie di Jeddah. Con Uber/Careem siamo andati alla ricerca di alcune opere open-air che ci ispiravano (in questo sito web, potete vedere tutte le opere open-air che sono sparpagliate a Jeddah, così se volete le potrete raggiungere più facilmente: sculpturesofjeddah.com). La maggior parte sono rotatoie, noi abbiamo visto la Cube Cars, le Teiere e The Globe. Nei pressi di quest’ultima, si può visitare la Moschea Al Rahma, una moschea costruita su una piattaforma che sta sull’acqua.

Giorno 4
Al Ula
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Per visitare Al Ula vi consiglio di comprare i biglietti dei tour con un notevole anticipo, perché se andate in biglietteria il giorno stesso quasi sicuramente non trovare un solo posto. Noi li abbiamo comprati online dall’Italia qualche settimana prima di partire. Il sito è ben fatto e ci sono tutte le attrazioni e gli eventi che si possono prenotare: experiencealula.com. La maggior parte dei tour sono guidati purtroppo, non ci si può muovere liberamente con i propri mezzi, difatti c’è un bus che vi accompagna. I più interessanti sono Hegra, Dadan, Old Al Ula e tutti quelli che riguardano un trail o un trakking; tutti gli altri sono molto costosi. Poi ci sono alcune attività gratuite che si possono fare in autonomia di cui vi parlerò dopo.

Indubbiamente, il tour da non perdere è Hegra (95 sar |🕔09-17 in inverno |⌛2 ore), il sito più bello dell’intera Arabia Saudita! Qui un tempo passava la via dell’incenso dove si ergono affascinanti testimonianze di antiche civiltà: tombe, cattedrali e sculture dormono qui da tempi immemori. Fino a poco fa, questi tesori erano inaccessibili, ora non più. Il tour vi porterà a vedere solo 5 tombe delle tante che vi sono ad Hegra, però sono meravigliose ed è il sito da non perdere in assoluto.

Nel primo pomeriggio, abbiamo fatto il tour di Dadan/Jabal Ikmah (60 sar |🕔08-15 in inverno |⌛2 ore) dove ci sono migliaia di petroglifi! Le iscrizioni sono incise, dipinte e in rilievo e comprendono l’aramaico, il tamudico, il dadanitico, il minoico, il nabateo, il greco, il latino e l’arabo. Questo fu un luogo sacro per i Lihyaniti, ma anche per i viaggiatori che passavano per AI Ula e che vennero ispirati a scolpire un “registro” dei loro viaggi, pellegrinaggi e offerte. La maggior parte delle iscrizioni sono scritte in dadanitico, il cui alfabeto è stato scritto da destra a sinistra, con 28 forme di lettere. Una linea verticale o due punti posti uno sopra l’altro venivano usati per separare le parole.

Giorno 5
Al Ula -> Ha’il
alula

Il giorno seguente siamo partiti sempre con Uber/Careem per vedere qualcosa del deserto di Madain Saleh, perché ha delle rocce pazzesche. La prima tappa è stata la Elephant Rock che è gratuita, basta avvicinarsi per fotografarla. Anche le rocce limitrofe, erose nei millenni, sono spettacolari per la loro imponenza, il colore e le varie forme che assumono.

Un’altra chicca stupenda e che volevo assolutamente vedere, era il Maraya Concert Hall! Il più grande edificio di specchi al mondo, costruito nel canyon desertico della valle di Ashar, progettato per mimetizzarsi nel paesaggio circostante, si erge dalla sabbia come un miraggio. L’effetto scenografico è impressionante, sembra di stare in una seconda dimensione, qui la bellezza che ci circonda è così elevata che merita di essere riflessa grazie ai 9.740 pannelli a specchio che rivestono l’edificio. Quando ci siamo andati noi, c’erano dei lavori in corso per il concerto di fine anno, ma con un sotterfugio siamo riusciti ad eccedere e visitarlo esternamente. Al Maraya (che signifia”specchio”) è possibile assistere a dei concerti o eventi, solo che nei giorni che c’eravamo noi non c’era alcuno spettacolo in programma.

L’ultimo tour che abbiamo comprato è stato Old Al Ula (70 sar |🕔08.30-16.30 in inverno |⌛1 ora), la città vecchia costruita con fango e legno di palma, una città oramai abbandonata dove, nel corso dei secoli, pellegrini, viaggiatori e coloni permanenti vi si radunavano.
Finite le visite prendiamo il nostro primo bus della Saptco (99 sar |⌛5 ore) da Al Ula direzione Ha’il.

Giorno 6
Ha’il -> Buraydah

Ha’il è una città-oasi del Najd a 1.000 mt sul livello del mare, fredda durante le notti d’inverno. Qui visitiamo il piccolo mercato delle pulci e due edifici molto belli. Il Palazzo Al-Qishlah ha lo stile architettonico più interessante della città. Fu costruito nel 1362 durante il regno del re Abdul Aziz come fortezza militare. È un edificio a due piani costruito in argilla, pietra e legno, secondo lo stile architettonico conosciuto nell’area di Najd. Ci sono otto Torrioni di difesa a forma di cilindro, due grandi porte, 142 camere e una moschea.

La seconda struttura che vediamo è il Forte A’Arif, che fu costruito alla fine del XI° secolo anche questo con fango e argilla ed è grande circa 40×11 metri. In seguito furono aggiunte le torri di guardia per la difesa e salvaguardia della città. Non sappiamo per quale motivo, entrambi gli edifici visitati erano chiusi, forse serviva qualche tipo di autorizzazione a noi ignota. Tuttavia siamo riusciti ad entrarci gratuitamente perché, nello stesso momento e per entrambe le strutture, è arrivato un gruppo di turisti italiani con guida locale che ha aperto loro le porte e che ci hanno fatto entrare con loro.

Nel primo pomeriggio prendiamo il bus (60 sar |⌛3 ore) che ci porterà a Buraydah. Questa città non ha molto da offrire e diciamo che è stata una città di passaggio per spezzare il viaggio del giorno dopo. Tuttavia, essendo arrivati di pomeriggio, abbiamo avuto modo di visitare esternamente il Museo di Buraydah che è stato costruito in stile tipico e la Torre di Buraydah, una torre con in cima una mega sfera di pietra che simboleggia il monumento all’acqua.

Giorno 7
Buraydah -> Ushaiqer -> Shaqra

La mattina presto prendiamo il bus (60 sar |⌛3,5 ore) che ci porterà a Shaqra. Una volta sistemati nel bellissimo albergo cotruito in stile tipico della zona (stupendo ve lo consiglio), iniziamo la visita della vicina Ushaiqer. Un villaggio incantanto alle porte del deserto, una delle città più antiche della regione del Najd che era un importante punto di sosta per i pellegrini provenienti dal Kuwait, dall’Iraq e dall’Iran per eseguire l’Hajj o l’Umrah e dirigersi alla Mecca. L’importanza storica del villaggio è che i suoi edifici di fango sono molto antichi e ancora intatti. Pertanto, è considerata una delle aree storiche più attraenti della regione.

Nel pomeriggio visitamo Shaqra. Le mura esterne del villaggio sono uno dei punti di riferimento più importanti della città vecchia. È circondata da tutti i lati da 5 km di mura e contiene più di 45 compartimenti militari, alcune case e qualche moschea. Alcuni edifici rimasero distrutti, altri furono restaurati a partire dal 2009. Il materiale di costrizione è sempre lo stesso, l’argilla e il legno. A Shaqra passeremo l’ultimo giorno del 2021, il nostro albergo affaccia anche sul tramonto. La notte di capodanno, abbiamo passegiato da soli a Shaqra, una città di argilla in mezzo al deserto, è stata una esperienza indimenticabile.

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Giorno 8
Shaqra -> Riyadh

Il mattino dopo, girelliamo ancora un po’ per Shaqra e a mezzogiorno prendiamo l’ultimo bus (60 sar |⌛3 ore) del viaggio per catapultarci nel contemporaneo, arriviamo nella capitale: Riyadh.
Arrivati che era già buio e pioveva, ne abbiamo approfittato per vedere una biennale di arte ad accesso gratuito previa registrazione sul sito: ucca.org. La Diriyah Contemporary Art Biennale, è la prima biennale d’arte contemporanea saudita. Con oltre 60 artisti acclamati dall’Arabia Saudita e da tutto il mondo, la Biennale mette in mostra il lavoro in un’ampia varietà di mezzi, dalle commissioni site-specific a celebri opere di importanti artisti contemporanei. La Biennale prende il titolo dal concetto di “Crossing the River by Feeling the Stones”, uno slogan emerso negli anni ’80 come metafora dell’azione in un momento di trasformazione sociale ed economica. È suddivisa in sei sezioni: Crossing the River, Experimental Preservation, Peripheral Thinking, Going Public, Brave New Worlds e Riguardo allo spirituale.

Giorno 9
Riyadh -> Dammam

Il mattino seguente usciamo per visitare il centro e i grattacieli di Riyadh, la capitale del Regno della Arabia Saudita.
Molto particolari ed eleganti la Kingdom Tower di 302 metri e il Al Faisaliah Center di 267 metri. Saliamo sulla Kingdom Tower per ammirare il panorama sulla città, contrariamente a quanto si possa pensare, Riyadh non è tutta grattacieli, anzi sono pochi e si concentrano tutti lungo un’asse viario. Invece che salire sullo Sky Bridge e pagare l’ingresso, si può salire qualche piano più in basso gratuitamente al ristorante Café Spazio dove la vista è altrettando bella.

Nel pomeriggio prendiamo il primo treno del tour (86 sar |⌛4 ore) che ci porterà a Dammam. I treni sono buoni, puntuali e puliti e, a differenza dei bus, non c’è separazione uomo-donna.

Giorno 10
Dammam -> Al Hofuf

Arrivati a Dammam sul Golfo Persico, il golfo del petrolio, incontriamo inaspettatamente uno stormo di fenicotteri rosa, alcuni aironi e cavalieri d’Italia. Ne approfittiamo quindi per un po’ di birdwatching. Di fronte a noi a una sola strada in mezzo al mare c’è il Bahrain e, molto più lontano, anche l’Iran. Qui sfociano il Tigri e l’Eufrate congiunti in un unico fiume. In Bahrain non ci siamo andati perché ci volevano altri due tamponi e il visto, non mi pareva il caso.

Successivamente, ci spostiamo nel posto più interessante e davvero spettacolare di Dammam, ovvero Ithra: The King Abdulaziz Center of World Culture, un progetto pionieristico dell’innovazione, della cultura e della conoscenza fondato da Saudi Aramco (la famosa ditta del petrolio). L’edificio è stato progettato dallo studio di architettura norvegese Snohetta e rappresenta una raccolta di pietre che simboleggiano l’unità. È stato progettato con un’espressione mirata del tempo; con la torre che rappresenta il futuro, i componenti del piano terra rappresentano il presente e i componenti sotterranei preservano il passato.
L’iconico Centro è diventato un’architettura iconica nello skyline di Dhahran, l’edificio e le sue strutture coprono oltre 80.000mq. L’imponente struttura comprende la Biblioteca di quattro piani, la Torre Ithra di 18 piani, l’Idea Lab a tre piani, la mostra sull’energia, il Museo di cinque gallerie (35 sar), il Cinema da 315 posti, il Teatro delle arti dello spettacolo da 900 posti, la Sala Grande di 1.500 mq e il Museo dei bambini.
La realizzazione della struttura è composta da tubi di acciaio inossidabile, intricati e individualmente formati e piegati, che avvolgono l’edificio. La tecnica moderna implementata è supportata da una tecnica più antica: la terra speronata. La base della terra battuta costituisce uno spazio ignifugo, insonorizzato e ben isolato utilizzando materiali naturali altamente compressi come sabbia, ghiaia e argilla provenienti da tutto il Regno dell’Arabia Saudita.

Nel tado pomeriggio torniamo in stazione per salire sul treno (28 sar |⌛1 ora e 15 minuti) che ci porterà ad Al Hofuf.

Giorno 11
Al Hofuf

Ad Al Hofuf ci sono tante cose interessanti da visitare. La Al-Qarah Hill (50 sar |🕔08-21), patrimonio UNESCO, si trova sull’estremità orientale dell’altopiano di Shadqam, che collega il Kuwait e l’Iraq a nord e il deserto di Rub Al Khali a sud. Le sue curve strette e le grotte sono il risultato di un fenomeno noto come alterazione sub-aerea, in cui la roccia calcarea è stata creata dalla pioggia e dai fiumi piuttosto che dalle acque sotterranee. Ciò ha portato alle straordinarie forme simili a funghi, ai canyon stretti e alle alte pareti interne. Un’altra particolarità delle grotte è il modo in cui le alte pareti, il calcare e la brezza si combinano per regolare la temperatura, rendendo queste caverne fresche d’estate ma calde d’inverno.

Dall’alto della collina Al-Qarah si può apprezzare la vista della immensa oasi Al-Hasa di color smeraldo e circondata dalla sabbia. Con oltre 160 km di oasi e circa 3 milioni di palme da dattero, è la più grande oasi al mondo, tanto da diventare patrimonio UNESCO. Queste palme, i loro frutti e l’acqua che scorre sotto l’oasi, sono le ragioni per cui Al-Hasa è stata in grado di ospitare civiltà precedenti all’Islam, con testimonianze archeologiche di alcuni dei più antichi insediamenti nella penisola arabica risalenti fino al 5.000 a.C. Qui si producono ogni giorno 5 tonnellate dei migliori datteri Khalas del mondo!

Ai piedi della Al-Qarah si trova anche la Floating Rock, un masso calcareo che sembra fluttuare nell’aria visto che poggia solamente in un paio di punti. Vicino all’oasi invece merita una visita veloce alla Jawatha Mosque, una delle prime moschee costruite nell’Arabia orientale, un’epitome del patrimonio culturale e islamico.

Giorno 12
Al Hofuf -> Riyadh

Cosa altro fare ad Al Hofuf? C’è la visita al Palazzo Ibrahim, nel quartiere di Al-Kout, che di giorno offre un bellissimo contrasto con le mura color sabbia e il cielo azzurro. Di notte invece, le sue pareti si prestano ad un interessante gioco di luci e suoni. Era il principale centro governativo nella storica Al-Hasa, è costituito da una moschea, una caserma, la residenza dei comandanti, l’armeria e il bagno turco. Anche questo lo abbiamo trovato chiuso, ha aperto solo la sera.

Il suq di Al Hofuf è stato uno dei più belli della vacanza, molto coinvolgente. Se di giorno sono sommariamente chiusi, la sera aprono le botteghe che si popolano di gente, mentre tra i corridoi pervade quell’odore di spezie che tanto mi mancava da un viaggio in Medio Oriente.

L’ultimo treno (63 sar |⌛2,5 ore) del viaggio ci riporterà a Riyadh.

Giorni 13-14
Riyadh

Non potevamo che concludere con una delle meraviglie dell’Arabia Saudita: The Edge of the World, ovvero “La Fine del Mondo” (il suo vero nome è Jebel Fihrayn). Prende il soprannome dalla vista ininterrotta dell’orizzonte che si ammira dalla cima delle sue scogliere alte 300 metri e che si affacciano sulla pianura circostante. Fa parte della scarpata Tuwaiq, molto più lunga, e che scende a circa 305 metri in un antico fondale oceanico. Dalla cima delle scogliere, si vedono fiumi secchi che si intrecciano nel terreno.

Come organizzare Edge of the World: Per raggiungere questo luogo (90 km da Riyadh) così remoto e con un suolo difficoltoso, è necessaria una persona esperta, quindi è meglio prenotare un day-tour con una agenzia locale. Inizialmente avevamo trovato informazioni discordati su questo posto perché per via di un incidente mortale di 2 italiani avvenuto lungo questa tratta nel 2021, avevano chiuso la strada. Tuttavia su internet qualche agenzia che ci andasse l’abbiamo trovata e, per essere sicuri che ci portasse veramente, le abbiamo contattete tutte per whatsapp :). Inizialmente avevo trovato la GhaziTours, ma organizzava il tour solo di venerdì (noi c’eravamo solo il giovedì), inoltre era molto costosa (950 sar a testa!!) ed era necessariamente di gruppo. Quindi poi ne abbiamo trovata un’altra, la EdgeOfTheWorldRiyadh, che costava 1000 sar in tutto e potevi scegliere tu il giorno e l’ora in cui farla. Anche qui sarebbe stato di gruppo, ma noi abbiamo chiesto di pagare la stessa cifra per essere solo noi due. In generale, tutte le agenzie che abbiamo trovato offrono un pacchetto standard con cibo, bevande e trasporto. Alcune vanno lì per l’alba, altre per il tramonto. Noi non avevamo pretese particolari e quindi abbiamo scelto di andare di giorno :).

The Edge of the World è parte del deserto roccioso saudita che un tempo (240 milioni di anni fa!!) era un antico fondale oceanico, difatti, si possono trovare tantissimi fossili di conchiglie, coralli e spugne di mare. La nostra guida era molto esperta del territorio e ci ha portato appositamente in queste zone di fossili. Le abbiamo apprezzate molto perché erano lì deposte naturalmente sul suolo da 240 miloni di anni senza che nessuno le avesse mai toccate da allora!

Tornati in città da quesa bellezza indiscussa, proviamo a raggiugnere il quartiere Al-Turayf vicino Diriyah , ma era ancora chiuso per restauro. Sarebbe interessante una visita in quanto è stata la prima capitale della dinastia saudita, fondata nel XV secolo e dichiarata patrimonio UNESCO.
Cambiamo programma e decidiamo di salire sulla terrazza del Globe, il ristorante a forma di globo del grattacielo Al Faisaliah Center (65 sar). Sia il tramonto che la notte sono uno spettacolo perché vedi la città sia con la luce del giorno che con le luci della notte.

In ultimo, ci spostiamo verso la Masmak Fortress, dove per caso troviamo il Festival di Riyadh con musiche e danze tradizionali. Chi lo avrebbe mai detto che in Arabia Saudita organizzassero un evento con show di luci e musiche dal vivo di artisti provenienti da tutto il mondo. Il Nabd Al-Riyadh è un evento creato per esplorare la storia, il patrimonio e la cultura dell’Arabia Saudita. Incredibile vedere delle donne occidentali senza velo che suonavano musica lounge su un palco davanti a tutti i sauditi!

Conclusioni

E’ stato stupendo poter tornare a viaggiare fuori dall’Europa e con una meta così insolita e poco conosciuta come l’Arabia Saudita. Tra i vari siti UNESCO c’è da segnalare anche Jubbah vicino Ha’il e Hima vicino Nejran dove visitare le incisioni rupestri. Noi non le abbiamo fatte perché alcune se ne vedono ad AlUla durante il tour.
Con più giorni a disposizione si può andare verso il nord a Tabuk per vedere il Wadi Disah, un bellissimo canyon ricoperto da rigogliose palme. Al sud invece, c’è Abha con il villaggio di Rijal Alma’a composto da circa 60 palazzi costruiti in pietra naturale, argilla e legno. Oppure le isole Farasan di fronte a Jisan. Un altro posto di mare con spiagge di sabbia corallina di Umluj vicino Medina.
PS: Per il periodo covid, ricordatevi di fare il tampone PCR in tempo utile. Ho segnalato un paio di cliniche private che lo facevano a Riyadh.

capoeira_arabia


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