🇬🇹 Guatemala e 🇭🇳 Honduras

Il Guatemala vi sorprenderà per i colori sgargianti dei tessuti, per le bellezze naturali, per gli edifici coloniali, per le rovine Maya e per tanto altro! E’ uno di quei viaggi che considero “completi” in quanto c’è di tutto: natura, città, cultura e un po’ di mare. Vi innamorerete di Antigua Guatemala, la ex capitale coloniale, gli infiniti vulcani onnipresenti nei paesaggi guatemaltechi, la popolazione locale che veste ancora tradizionale, i mercati colorati e infine le mitiche rovine Maya come il gioiello Tikal. Se poi aggiungete anche una visita in Honduras, completerete il viaggio con il bellissimo sito di Copan, al confine con il Guatemala.

Indice

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 13 giorni 24/12/23 – 04/01/24
Persone 16 viaggiatori
Compagnia Internazionale: Iberia Domestico: Tag Airlines
Valuta Quetzal e Dollaro USA
Lempira (Honduras)
1€ ≅ 8,50 Q | 1$ ≅ 7,80 Q
1€ ≅ 27 L
Lingua Spagnolo 21 lingue maya e altre lingue indigene
Religioni Cristiani Protestanti e Sincretismo Maya
Fuso orario -7hh con ora legale italiana -6hh ora solare italiana
Visto No
Salute Nessuna vaccinazione obbligatoria
Elettricità 120V A, B (adattatore)
Internet SIM compagnia Claro WiFi sempre presente in hotel e ristoranti

Periodo e Clima: La zona di Tikal e le pianure sono miti durante il nostro inverno e caldo/afose in estate. La stagione delle piogge corrisponde alla nostra estate e autunno, tuttavia l’area centrale del Guatemala presenta un clima equatoriale e piove spesso tutto l’anno. Infine, le zone montagnose sono secche da dicembre ad aprile con temperature che variano in base all’altitudine.
Il periodo migliore per visitare il paese va da dicembre a marzo.

Popolazione e Sicurezza: Il Guatemala è un paese abbastanza sicuro, quindi basta prendere in considerazione le solite accortezze di viaggio. La popolazione è abbastanza gentile, le persone indigene che vivono in montagna possono essere a tratti poco socievoli, ma nel complesso si sta bene. Abbiate pazienza nei ristoranti perché molte volte sono lenti nel servizio. L’Honduras invece, è uno dei paesi più insicuri al mondo soprattutto per la microcriminalità armata. Tuttavia, siamo stati solo a Copan, una zona prettamente turistica, dove si può girare da soli anche la sera se si rimane in centro.

Costi: Una cosa che mi ha stupito in negativo, sono i prezzi, che negli ultimi anni sono saliti, tanto da rendere alcune zone e città più turistiche del Guatemala, un paese costoso rispetto alle nazioni che lo circondano. Ad Antigua ad esempio, una colazione completa può costare ben 15$ e anche i prezzi degli alberghi sono esosi visto il paese povero in cui ci troviamo (25$ a testa al giorno negli alberghi più bellini, 14$ in media a testa per sistemazioni scarse). I prezzi degli ingressi delle attrazioni sono rimasti gli stessi, invece in Honduras il sito di Copan è salito alle stelle…
In Guatemala si paga molto spesso con il dollaro statunitense, ma mi raccomando a portare i dollari in perfette condizioni, senza strappi, tagli, scritte e piegature, perché altrimenti non ve li accettano!

Trasporti: Avendo viaggiato sempre con bus privato, non saprei dire il costo e la qualità dei mezzi pubblici. In Guatemala sono famosi i chicken bus, vecchi autobus gialli americani che venivano usati per portare i ragazzini a scuola e che ora sono stati ridipinti dai guatemaltechi in vari colori e impiegati per il trasporto pubblico locale.

Cibo: La cucina guatemalteca è principalmente maya con influenza spagnola. Troviamo ingredienti base come il mais, fagioli, avocado e platano che sono onnipresenti. Alcuni dei piatti tipici sono:
Pepian de res: stufato di carne, patate e verdure in salsa reclado.
Tamales: un impasto di acqua e mais con l’aggiunta di carne o verdure che viene avvolto in foglie di banana e infine stufato.
Garnacha: dischetti di tortillas con l’aggiutan di verdure.
Pupusas: una specialità deliziosa honduregna che ha preso piede anche in Guatemala, sono delle frittelle di mais cotte alla piastra e ripiene di formaggio e/o loroco, una verdura del centro america che ricorda vagamante il sapore degli asparagi.
Salse: di avocado e di frijoles (fagioli).
– Carne: vari tipi di piatti di carne, come la chuleta (bistecca) e la bocheta (spiedini).
Ogni tanto si trova il pesce di fiume nelle zone montagnose. I dolci sono pochi, spesso a base di platano o mais. Si trova un po’ ovunque l’acqua di cocco per le strade e sono buonissime le aranciate e limonate della casa con l’aggiunta di acqua o della soda.

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Cosa vedere e visitare: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi e i punti di interesse. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, quelle gialle gli alloggi, quelle arancio dove abbiamo mangiato, mentre le icone verdi sono le attrazioni visitate:

PROGRAMMA
Giorno Tratta Mezzi Alloggi Valutazione
Roma -> Madrid -> Città del Guatemala -> Antigua Aerei + bus Casa Capirucho 4/5
Antigua + Pacaya Aereo
Antigua -> Panajachel + Lago Atitlan Bus 120km Hostal Sweet Dreams 2/5
Panajachel -> Chichicastenango Bus 40km Hotel Pop Wuj 2/5
Chichicastenango -> Quetzaltenango Bus 130km Casa Kamelot Central 3,8/5
Quetzaltenango -> El Tejar Bus 190km San Miguel 3/5
El Tejar -> Copan (Honduras) Bus 273km Berabakh B&B 4/5
Copan -> Livingston Bus 242km + barca Finca Tatin 5/5
Livingston + Playa Blanca Barca
10°-11° Livingston -> Flores + Tikal Bus 218km + 145km
12°-13° Flores -> Città del Guatemala -> Italia Aerei

Giorni 1-2
Roma -> Città del Guatemala -> Antigua Guatemala

Partendo da Roma il mattino del 24 dicembre, nel pomeriggio siamo già a Città del Guatemala da dove prenderemo il nostro minibus che ci porterà direttamente ad Antigua Guatemala. Atterrando a mezzanotte spaccate ora italiana, festeggiamo in aereo il Natale “italiano”, ma, visto che in Guatemala è ancora Vigilia, la passiamo per le strade della stupenda Antigua!
La mattina di Natale, facciamo una bella colazione in un locale con terrazza da dove ammiriamo per tutto il tempo il Vulcano de Aqua che sovrasta la città. Dato che per la festività è quasi tutto chiuso, facciamo un day-tour per la prima meta del viaggio, ovvero un’escursione sul Vulcano Pacaya (ingresso 100Q), alto 2.552mt, ancora attivo e con eruzioni prevalentemente stromboliane. Escursione facile, paesaggi molto belli, sole e temperatura gradevole.
Al ritorno ci fermiamo nel paesino di Santa María De Jesús, perché ci aveva colpito all’andata per la quantità e qualità di murales che aveva sugli edifici; per la maggior parte volti di persone locali con vestiti tradizionali e in particolare il grande murales di Rigoberta Menchú Tum, premio Nobel per la pace 1992.

Giorno 3
Antigua -> Panajachel

Dedichiamo la mattinata alla visita della città più bella di tutto il paese: Antigua Guatemala! Fu fondata all’inizio del XVI secolo. Costruita a 1.500 m sul livello del mare, in una zona a rischio sismico, fu in gran parte distrutta dal terremoto del 1773 ma i suoi principali monumenti sono ancora conservati come ruderi. Nell’arco di meno di tre secoli la città, costruita secondo uno schema a griglia ispirato al Rinascimento italiano, acquisì una serie di splendidi monumenti. La maggior parte degli edifici civili, religiosi e civici sopravvissuti risalgono al XVII e XVIII secolo e costituiscono magnifici esempi di architettura coloniale nelle Americhe. A seguito dell’ultimo terremoto, le autorità ordinarono il trasferimento della capitale in una regione più sicura, che divenne Città del Guatemala , la moderna capitale della contea.
Da non perdere sono le rovine di Antigua, tra i resti di chiese e monasteri rimasti ancora in piedi e sparsi per il centro storico, come il Convento Capuchinas (40Q |🕔9-17) e il Convento Santa Clara (40Q |🕔9-17). Per non parlare delle strade acciottolate e degli edifici colorati in stile coloniale come l’Arco di Santa Catalina e la Iglesia della Merced (20Q |🕔9-17).

Lasciamo Antigua per dirigerci verso il Lago Atitlan, tra paesaggi bellissimi circondati da vulcani e vegetazione rigogliosa. A metà del tragitto, facciamo visita al primo sito archeologico della vacanza: Iximché (50Q |🕔8-16| sito), che fu la capitale del regno dei Maya Kaqchikel dal 1470 fino al suo abbandono avvenuto nel 1524.
Prima di arrivare a Panajachel dove dormiremo, passeggiamo nel Mercato di Sololá, tra bancarelle di vestiti tradizionali cuciti a mano e cibo di vario genere. Fuori al mercato, nei pressi della piazza principale, c’è anche un capolinea di chicken bus coloratissimi e fantasiosi, che ci permette di osservarli più da vicino nelle loro particolarità. In serata arriviamo a Panajachel.

Giorno 4
Panajachel -> Chichicastenango

Questa giornata è interamente dedicata alla visita dei paesini che si affacciano sul Lago Atitlan. Per via del fuso orario, ci svegliamo molto presto e ne approfittiamo per attendere l’alba al molo. La nebbia si dirada e lascia spazio ad un bellissimo panorama tra le placide acque del lago e lo sfondo mozzafiato delle sagome dei vulcani Atitlan, Toliman e San Pedro.
Con un tour in barca da 20$, attracchiamo e salpiamo varie volte per passeggiare nei seguenti paesini:
– San Marcos La Laguna
– San Juan La Laguna
– San Pedro La Laguna
– Santiago Atitlan
A San Juan assistiamo ad un’interessante dimostrazione in una delle cooperative di donne guatemalteche che producono tessuti che colorano con prodotti naturali come foglie o semi di diverse piante. Le foglie e i semi vengono bolliti ed il cotone lavorato viene immerso prima nell’acqua colorata bollita e successivamente nell’acqua di foglie di banane che ne funge da fissante. Il cotone viene colorato immediatamente e non stinge.

Un’attività da fare sicuramente a Santiago Atitlan, è la “caccia” al Maximón, una divinità locale rappresentata da una statua che viene collocata ogni tot di tempo in una casa diversa. Per sapere dove si trova, dovete necessariamente chiedere ad una persona del posto o ad una guida locale che trovate spesso al molo (abbiamo pagato 100Q per un tuk-tuk che ci portasse in giro per Santiago Atitlan). Noi siamo stati davvero fortunati perché, una volta raggiunta la casa ospitante il Maximón, avevano da poco iniziato un rito di sincretismo religioso maya-cattolico! Davvero particolare!

Il Maximón, conosciuto anche come Rijlaj Mam (il Bisnonno), è una divinità ancestrale antica quanto l’esistenza dei popoli indigeni ed è venerato come il “guardiano protettore” perché si ritiene che abbia il potere di mediare tra il terreno e il divino. Si crede che il potere principale di Maximón sia quello di guarire, ma anche di attirare l’amore delle persone, proteggere dal pericolo e riuscire negli affari. Quando le persone arrivano alla figura di Maximón, donano varie offerte per garantire l’adempimento delle loro richieste. Tra queste offerte ci sono denaro, liquori, candele, tabacco e cibo. La divinità di Maximom è costituita dalla dualità del bene e del male, quindi coloro che lo venerano, lo adorano e lo temono allo stesso tempo.

Giorno 5
Chichicastenango -> Quetzaltenango

Arrivati a Chichicastenango la sera prima, ci svegliamo in questo gande Mercato, un tripudio di colori! Se venite in questa cittadina, dovete farlo il giovedì o la domenica, dove c’è molta più gente locale che vende i propri prodotti. Alcuni vendono anche galline e tacchini ancora vivi e li tengono in mano o in sacchi. Le donne vestono tutte con abiti tradizionali e qualche uomo indossa un cappello. Io non sono amante dei souvenir, ma devo ammettere che qui avrei comprato di tutto, perché i tessuti sono ben fatti, con colori che trasmettono positività.
A proposito di colori, non perdetevi il Cimitero di Chichicastenango, che si trova a poche centinaia di metri a ovest del mercato. La caratterisitca è che le lapidi, le croci e le cappelle sono tutte colorate come se fossero strutture coloniali. Non un cimitero comune, insomma.

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Un’altra cosa da fare in questa piccola cittadina è visitare le due chiese bianche che affacciano sul mercato: la Capilla del Calvario e soprattutto la Iglesia de Santo Tomás. Cercate di vedere una cerimonia o una processione e anche le persone che pregano in ginocchio indietreggiando o che bruciano dei ramoscelli al di fuori della chiesa.
Terminate le visite, lasciamo Chichicastenango per dirigerci verso Quetzaltenango. Ma prima, per spezzare il viaggio, ci andiamo a rilassare qualche oretta alle sorgenti naturali di Fuentes Georginas (56Q |🕔8-17) non molto distanti dalla nostra meta finale. Le sorgenti sono immerse nella natura e l’acqua calda del fiume converge in alcune piscinette con varie temperature. Ci sono armadietti a pagamento e bagni per cambiarsi. Infine, con un sovraprezzo, ci sono le piscine private che sono più piccole e silenziose dove i bambini non possono accedere.

Giorno 6
Quetzaltenango -> El Tejar

A pochi chilometri da Quetzaltenango, troviamo San Andrés Xecul, dove ci sono due chiese coloniali coloratissime ed imperdibili. La facciata della Iglesia del Calvario è un’affascinante decoro pittoresco, unico nel suo genere, con più di 200 fra dipinti e sculture di angeli, figure umane, giaguari, frutta e piante. All’interno, come tutte le chiese coloniali, non presenta nulla di interessante, perché è l’esterno ciò che affascina. Stessa cosa per la Capilla del Calvario, ubicata poco più in altura di San Andres Xecul, una piccola cappella gialla e verde con vari decori.

Successivamente, ci dirigiamo a San Francisco El Alto a 2.600 mt, dove c’è un altro Mercato anche questo immenso, che si dirama per tantissime vie della cittadina, per culminare in un grande piazzale polveroso dove il venerdì vendono anche animali come maiali, galline, oche, cani, gatti e conigli. Senza trascurare tessuti, frutta e verdura.
Lasciamo questi due paesini e in bus andiamo a pernottare nei pressi di Antigua Guatemala, per avvicinarci pian piano all’Honduras.

Giorno 7
El Tejar -> Copan (Honduras)

Giornata di trasferimento dove non visitiamo niente, anche perché impieghiamo 6 ore di bus per raggiungere il confine con l’Honduras dove perdiamo anche altri 90 minuti alla dogana. La fila è molto lunga anche per via delle festività. Per fortuna avremo abbastanza tempo l’indomani mattina per visitare il più bel sito archeologico dell’Honduras.
Arrivati nel pomeriggio a Copan, riusciamo comunque a girellare per questa città in stile coloniale. Essendo al confine, accettano anche la moneta guatemalteca, ma non i dollari.

Giorno 8
Copan -> Livingston

Visto che non abbiamo tantissimo tempo, sfruttiamo le prima ore di apertura dell’area archeologica, per visitare le Rovine di Copan (35$ |🕔8-17). Purtroppo il sito ha alzato i prezzi in maniera vertiginosa rispetto all’anno precedente, infatti abbiamo dovuto scegliere cosa vedere, altrimenti i dollari non sarebbero bastati. Ogni macro zona ha un biglietto integrativo a se, noi abbiamo scelto l’ingresso al sito (20$) + il tunnel (15$) che comunque sono sufficienti per visitare tutto il sito. Inoltre, abbiamo preso una guida ufficiale che è stata molto brava ed esaustiva.

Ciò detto, le rovine sono impressionanti, tanto da essere state dichiarate Patrimonio Archeologico dell’Umanità dall’UNESCO nel 1980! Copan fu la capitale di un importante regno Maya tra il V e il IX secolo. Le vestigia della città e le imponenti piazze rivelano i tre periodi principali del suo sviluppo, prima che la città fosse abbandonata all’inizio del IX secolo d.C. La Piazza delle Scale Geroglifiche ha una scalinata monumentale, una delle strutture eccezionali della cultura Maya . Sui gradini larghi 10 metri si trovano più di 1.250 glifi individuali, che costituiscono l’iscrizione Maya più lunga conosciuta. Dopo che la città fu abbandonata, fu inghiottita dalla giungla, cosa che ne aiutò la conservazione.
Costruirono piramidi come simboli di montagne, piazze come laghi e portali come caverne. Gli artisti di Copán scolpirono immagini della dinastia regnante su colonne di pietra per rappresentare una “foresta di re”. Il gioco della pelota, i tunnel e le stele sono imperdibili! Nel sito sono anche presenti molti pappagalli ara che vivono in queste zone.

Finita la visita, ci aspettano 5 ore di bus per raggiungere Rio Dulce, caricare le valige, prendere una barchetta e arrivare in un’ora al nostro eco-alloggio Finca Tatin, dove festeggeremo l’arrivo del nuovo anno.

Giorni 9-10
Livingston -> Flores

Durante il primo giorno dell’anno nuovo, facciamo una escursione giornaliera in barca lungo il Rio Dulce per ammirare la sua natura verde lussureggiante. Alla foce del fiume ci troviamo nel mare caraibico, dove facciamo 3 stop per visitare:
Siete Altares (20Q): ovvero “Sette Altari”, una successione di sette laghetti d’acqua dolce dove è possibile bagnarsi.
Playa Blanca (35Q): la spiaggia più bella del piccolo lembo di terra guatemalteca che affaccia sul mare.
Livingston: città che si trova sull’estuario del fiume ed abitata ed influenzata da diversi gruppi etnici quali Garifuna, Maya, Indiani e Ladinos.

Lasciamo il Rio Dulce e la sua natura, ed in bus raggiungiamo Flores. La città vecchia di Flores si estende su un’isola del lago Peten ed è collegata solo da un ponte con la parte moderna. Anche in questa città, spiccano i colori pastello e l’atmosfera coloniale. L’isola è piena di locali ed è molto caratteristica, una chicca di questa regione.

Giorno 11
Tikal – Yaxhá

Flores è un ottimo punto di partenza per visitare i vicini siti Maya. Abbiamo iniziato dal favoloso sito di Tikal (150Q |🕔6-18), immerso nella giungla con templi e rovine di cerimoniali Maya risalenti all’800 d. C. e ntauralmente è patrimonio UNESCO.
È il più grande insediamento preispanico del Guatemala, la cui popolazione potrebbe aver raggiunto i 100.000 abitanti durante il suo massimo splendore. Conta circa 5.000 edifici in un’area di circa 16 km², di cui solo il 5% sono restaurati e visitabili. La città rappresenta un’antica capitale che dominava un vasto territorio durante il periodo Classico. Il nome Tikal significa “Città delle Voci”.
I templi sono a forma di piramidi a gradoni come il Grande Giaguaro (Tempio I), il Tempio delle Maschere (Tempio II), il Tempio del Serpente a due teste (Tempio IV) e Tempio delle Iscrizioni (Tempio VI), così come piazze, complessi commemorativi del Mondo Perduto, giochi con la palla, complessi piramidali gemelli, un’enorme collezione di monumenti scolpiti e un gran numero dei siti periferici che li circondano.

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Dopo questo splendore, passiamo ad un sito limitrofo meno conosciuto, ma decisamente affascinante: Yaxhá (80Q |🕔6-18), che fa parte di un complesso di città Maya che si stabilirono sulle rive delle lagune Yaxhá e Sacnab. È uno dei pochi siti archeologici che conserva ancora il suo nome originale, che significa Yax (verde) e Ha (acqua).
Le famose rovine di Yaxhá rappresentavano un tempo la cosmopoli in cui erano centralizzate le attività politiche e i rituali spirituali. I suoi abitanti costruirono circa 1.000 strutture durante il suo sviluppo, di cui oggi solo 14 sono state ben restaurate. Yaxhá è una delle più antiche città Maya nelle pianure del Guatemala e con templi incredibili, una storia magnifica e un patrimonio unico.
Ci sono 35 strutture preispaniche e la sua importanza durante lo sviluppo dei Maya fu molto elevata a causa della sua posizione strategica sulle rive delle lagune. La geografia politica era definita dalla presenza dell’acqua nella zona. I bacini d’acqua furono utilizzati fin dai Maya come vie migratorie e commerciali, allo stesso tempo formavano confini naturali che permettevano una divisione più ordinata all’interno delle città-stato.
Abbiamo avuto anche la fortuna di visitare il sito con un particolare “sottofondo musicale”: le grida delle Scimmie Urlatrici! Un verso impressionante, ma una esperienza davvero particolare.

Giorni 12-13
Flores -> Città del Guatemala -> Italia

Inizia la fase di rientro dal viaggio. Volo interno da Flores, per Città del Guatemala e breve visita del centro. La capitale è una città pericolosa, quindi meglio rimanere nel centro e non allontanarsi troppo. Le visite si limitano a Palza de la Costitucion, il Palazzo Nazionale della Cultura e la Chiesa Metropolitana. Un museo che invece non dovreste perdervi è il nuovo Museo Nazionale d’Arte Maya di Archeologia ed Etnologia (🕔10-19), il maestoso museo di storia e cultura guatemalteca, con esposizioni educative e manufatti dei Maya. Ci sono tanti pezzi originali dei siti che abbiamo visitato nei giorni passati.
Le visite sono terminate, andiamo in aeroporto, si torna a casa.

Gracias Guatemala y Honduras!

Conclusioni: Il Guatemala è una meta bellissima che in pochi prendono in considerazione, ma che secondo me è perfetta per chi vuole spaziare dalla natura alla cultura.
Purtroppo, per via di una brutta perturbazione, abbiamo dovuto saltare le famose pozze di Samuc Champey, molto famose per la loro conformazione e per il paesaggio, quindi abbiamo dovuto ripiegare su Quetzaltenango e visitare i suoi dintorni (altrettanto interessanti e belli).
Se siete amanti dei vulcani in eruzione e di escursioni, allora potreste sostituire la visita del Vulcano Pacaya con il trekking sul Vulcano Acatenango dalla cui vetta si ammirano le eruzioni del Vulcano de Fuego (chiedete se ci sono escursioni in giornata).


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