Se ami l’avventura, la natura, gli animali in libertà e le tribù, questo è il viaggio che fa per te! Il viaggio dei viaggi!
Abbiamo passato 23 giorni nell’Africa Australe a bordo di un camion adatto per i safari e gli sterrati, dormendo in tenda per diversi giorni, ammirando paesaggi da cartolina, avvistando animali selvatici stupendi, albe e tramonti indimenticabili e passato notti sotto cieli stellati come non mai! Abbiamo percorso circa 7.000 km passando dalle Cascate Victoria in Zimbabwe, al Delta dell’Okavango in Botswana e dai deserti della Namibia alle balene del Sudafrica. Questo e tanto altro nell’infinita Africa!
Indice
| SCHEDA DI VIAGGIO | ||
| Giorni | 23 giorni | 03/08/24 – 25/08/24 |
| Persone | 18 viaggiatori | |
| Compagnia | Ethiopian | |
| Valuta | – Zimbabwe: Dollaro statunitense – Botswana: Pula – Namibia: Dollaro namibiano – Sudafrica: Rand |
1€ = 1,15 $ (USD) 1€ = 15P (BWP) 1€ = 15 N$ (NAD) 1€ = 15 R (RAD) |
| Lingua | – Zimbabwe: 16 lingue ufficiali – Botswana: Setswana e Inglese |
– Namibia: Inglese e Afrikaans – Sudafrica: Inglese e Afrikaans |
| Religioni | – Zimbabwe: 62% cristiani – Botswana: 71% cristiani – Namibia: 90% cristiani – Sudafrica: 85% cristiani |
– Zimbabwe: 38% animisti – Botswana: 21% nessuna – Namibia: 3% musulmani – Sudafrica: 3% musulmani |
| Fuso orario | 0h senza ora legale italiana | +1h con ora legale italiana |
| Visto | Solo in Zimbabwe 30$ | |
| Salute | Nessuna vaccinazione obbligatoria in tutti gli stati | |
| Elettricità | – Zimbabwe: 220V – Botswana: 230V – Namibia: 220/230V – Sudafrica: 220V |
G: adattatore all’inglese D, M: sono adattatori da acquistare in loco |
| Internet | Wifi presenti nei camp, ma spesso poco funzionanti o a pagamento | Bassa connettività dati nei deserti |
Premessa: Non e’ un viaggio facile e comodo, ma neanche impossibile. Abbiamo viaggiato per 21 giorni in un camion attrezzato per il safari e dormito in tenda 13 notti delle quali un paio di volte senza luce, bagno e acqua corrente. Serve molto spirito di adattamento, predisposizione alla vita di gruppo e propensione a dare una mano quotidianamente. Non è una vacanza, ma un viaggio. I chilometri da macinare sono parecchi e spesso parliamo di strade sterrate.
L’Africa è spesso un punto interrogativo sulle tempistiche, perché i problemi possono incombere facilmente, come ad esempio se si buca una gomma, se si guasta qualcosa, strada chiusa, dogane lunghe, insabbiamenti, ecc, potrebbe succedere di saltare delle tappe, portare pazienza.
Il Camion: Nel camion si trasportano egregiamente (al piano di sotto): valigie, tende, materassini, tavoli e sedie, necessaire da cucina e ovviamente persone (al piano superiore). Il nostro camion è stato molto confortevole, tant’è che l’abitacolo sembrava un bus. Al suo interno avevamo due frigoriferi, un punto di ricarica USB per ogni sedile e i walkie-tolkie per parlare con gli autisti che si trovano nella cabina anteriore distaccata dalla zona passeggeri. Aria condizionata non c’era, ma non ce ne è stato bisogno, perché bastava aprire i finestrini. I fastidi maggiori che a mio avvisono si subiscono durante il tragitto sono: la strada dissestata, perchè le buche e gli scossoni si sentono tutti; e la strada sterrata, poiché la polvere è perennemente ovunque, la vedi nell’abitacolo, la senti al tatto sui vestiti, sedili e zaini, la mastichi e la respiri.
Campeggio: Come detto prima, la maggior parte delle volte si dorme in tenda, che sono tende da 3 posti, ma dove ci si dorme in due per avere spazio al centro dove poggiare le valigie e poter starci in piedi. A noi l’organizzazione forniva le tende, ma si può anche portare una propria se si preferisce.
Per dormire in tenda ci si poggia nei campeggi con bagni in comune, aree attrezzate alla vita da camp con aree per montare le tende, postazioni per il barbeque, rubinetto per lavare le stoviglie. Questo vuol dire che è necessario montare e smontare ogni sera e mattina le tende, cucinarsi quasi sempre il proprio cibo per cene e colazioni, lavare i piatti, preparare e poi rimettere a posto le attrezzature necessarie per i pasti. Ma è anche questo che fa unica questa esperienza di viaggio.
Per accellerare i tempi, è necessario dividere il gruppo in 3 sottogruppi, in modo che ognuno di questi svolga sempre e contemporaneamente lo stesso compito: il gruppo che si dedicherà al montaggio e smontaggio quotidiano delle tende; il gruppo cucina ed infine quello che pulirà le stoviglie e metterà tutto ordine.
Periodo e Clima: Coprendo una vasta area dell’Africa Australe, abbiamo incontrato vari tipi di climi. In Zimbabwe, Botswana e nella parte interna della Namibia, il clima ad agosto era caldo-secco, con escursioni termiche durante la notte (fino a 5 gradi). Dormendo in tenda, il sacco a pelo e il pigiama/termica erano d’obbligo, durante il giorno si stava in pantaloncini e maniche corte. Il clima diventava fresco, ventoso e umido una volta arrivati sulla costa della Namibia, causa la corrente del Benguela che porta umidità, vento e foschia soprattutto al mattino. Infine, in Sudafrica ad agosto è inverno, quindi può fare parecchio freddo e piovere, come incontrare giorante miti/fresche. Il consiglio è di vestirti a cipolla se pensate di intraprendere un viaggio attraverso i 4 paesi.
I nostri mesi invernali invece sono più piovosi in Zimbabwe e Botswana, la Namibia rimane sempre abbastanza secca, mentre in Sudafrica è estate, ma non si possono vedere le balene perché non è periodo.
Cosa portare: Per l’abbigliamento ci siamo regolati con il clima citato prima, quindi “a cipolla” in modo da coprire una escursione termica 5°/25° C, un clima sia invernale che estivo, pratico e sportivo, indossabile a strati. Di seguito riporto un elenco di cose che potrebbero servire, ma dipende da come si è abituati e se si è freddolosi o meno. Io, ad esempio, alcune di queste cose non le ho portate:
– Pile o felpa leggera e pesante. Maglie e camicie a manica lunga, e mezza manica.
– Pantaloni sportivi lunghi e bermuda.
– Giacca impermeabile pesante meglio sfoderabile, contro vento e pioggia
– Piumino 100gr
– Calza maglia termica
– Pigiama o tuta per la notte
– Cappello + sciarpa + bandana per la polvere
– Scarponcini da trekking leggeri o scarpe da ginnastica
– Costume da bagno + asciugamano (alcuni Camp hanno la piscina)
I game drive partono quasi sempre molto presto al mattino e le jeep sono scoperte, richiedono un abbigliamento invernale a strati, che con il passare delle ore man mano si toglie.
Il bagaglio, che sia trolley, zaino o sacco, meglio se non troppo grande, perché si stiva meglio nei mezzi, ricordate un lucchetto per chiuderlo anche quando è depositato in tenda e soprattutto una sacca copri borsone/zaino per ripararli da polvere. Altra attrezzatura utile da portare:
– Sacco a pelo con temperatura confort 0°/5° C
– Torcia tradizionale o frontale + Power Bank
– Carica batterie vari, presa multipla e adattatore prese (se non si ha si compra lì)
– Coltello multiuso (da non lasciare nel bagaglio a mano in aeroporto)
– Salviette umidificate
– Carte da gioco o altri passatempi per le lunghe ore sul camion
– Borraccia o termos
– Contenitore ermetico per mettere cibo del pranzo + posate
– Spry antizanzare
– Cavo o spago per stendere i panni + qualche molletta
Cosa comprare: Una volta in Africa, ai fini della cucina, sarà necessario acquistare cibo e accessori. Ci sono diverse catene di supermercati: Choppies (più economica ma con meno scelta), Spar, Pick ‘n Pay. Si può fare la spesa a Kasane, Maun, Grootfountain, Opuwo, Henties Bay (ci sono comunque supermarket anche a Victoria Falls, Rundu e Swakopmund). Gli alcolici, sono sempre distaccati dai supermercati e si trovano in appositi negozi di solito di fronte ad ogni supermercato. Può servire della legna, che si trova anche lungo la strada e in alcuni campeggi, costa poco (4 euro per un fuoco serale, ne servono tre per un barbecue). La carne per il BBQ è molto buona ed economica (2 o 3 euro a bistecca). Abbiamo sempre acquistato l’acqua in boccioni da 5 litri, per tutti, travasandola poi in bottiglie più piccole per l’uso personale. Utile conservare alcuni boccioni vuoti da 5 litri da riempire d’acqua per lavarsi allo Spitzkoppe, al villaggio Himba e al Moreni dove si dorme lontano dai camp.
Per salvare tempo, è bene dividersi all’interno dei supermercati per la ricerca dei prodotti, avendo per esempio il gruppo colazione, gruppo cena e gruppo addetto all’acqua e altri acquisti.
La nostra spesa è stata più o meno così:
Colazione: zucchero, caffè istantaneo, tè, latte, biscotti, burro, burro di arachidi, marmellata, cioccolata spalmabile, succo di frutta, pane in cassetta, miele.
Pranzo e snack: pane in cassetta, rollè di pollo (unico affettato), salame, tonno, legumi, formaggio duro, formaggio spalmabile, pomodori, frutta, yogurt da bere.
Cena: olio di oliva, sale fino, sale grosso, uova, legumi, patate, pomodori, cetrioli, carote, mele, arance, banane, ananas, pere, mais in barattolo, olive, bistecca e salsiccia.
Varie: sacchi neri immondizia, detersivo liquido per piatti, tovaglioli carta, carta igienica, guanti, spugnette, alluminio per alimenti, piatti e bicchieri di carta (per le cene allo Spitzkoppe, al villaggio Himba ed al parco Moremi) e soprattutto guanti da lavoro per montare e smontare le tende.
Cibo: Mangiando quasi sempre con cucina da campo preparata da noi, le occasioni di provare piatti tipici sono state scarse. Abbiamo mangiato nei ristoranti una volta in Zimbabwe, una volta in Botswana, 2 o 3 volte in Namibia e 3 volte in Sudafrica. La carne va per la maggiore, si possono provare vari tipi di antilope come lo springbok, il kudù e l’orice, oppure il coccodrillo e lo struzzo. I cibi si somigliano tutti tra i 4 stati, ma un elenco un po’ più dettagliato l’ho scritto nei miei due viaggi precedenti in Namibia e Sudafrica.
Itinerario: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi e i punti di interesse. Le icone blu rappresentano i mezzi presi, quelle gialle gli alberghi, quelle arancio dove abbiamo mangiato, le viola le spiagge e le zone con animali, mentre le icone verdi sono le attrazioni visitate:
| PROGRAMMA | ||||
| Giorno | Tratta | Mezzi | KM | Alloggio |
|---|---|---|---|---|
| 1°-2° | Roma > Addis Abeba > Cascate Vittoria | Aerei + camion | 20 | Victoria Falls Rest Camp |
| 3° | Cascate Vittoria > Kasane | Elicottero + camion | 95 | The Thebe Ribersafaris Camp |
| 4° | Kasane > Nata | Camion | 315 | Elephant Sands Camp |
| 5° | Nata > Maun | Camion | 318 | Sedia Riverside |
| 6° | Maun > Moremi | Jeep | 250 | Moremi MGR10 |
| 7° | Moremi > Maun | Jeep | 145 | Sedia Riverside |
| 8° | Maun > Rundu | Camion | 686 | Shafa Guesthouse |
| 9° | Rundu > Grootfontein > Namutomi > Halali (Etosha) | Camion | 515 | Halali Camp |
| 10° | Halali > Okakuejio (Etosha) | Camion | 100 | Okakuejio Camp |
| 11° | Okakuejio > Opuwo > Villaggio Himba | Camion | 500 | Villaggio Himba |
| 12° | Villaggio Himba > Cascate Epupa | Camion | 180 | Epupa Falls Campsite |
| 13° | Cascate Epupa > Twyfelfontein | Camion | 520 | Aba Huab Camp |
| 14° | Twyfelfontein > Skeleton Coast > Cape Cross > Henties Bay > Spitzkoppe | Camion | 482 | Spitzkoppe Rest Camp |
| 15° | Spitzkoppe > Swakopmund | Camion | 152 | Municipality Bungalows |
| 16° | Swakopmund > Walvis Bay > Solitaire > Sesriem | Camion + jeep | 318 | Nwr Campsite |
| 17° | Sesriem > Sossusvlei > Luderitz | Camion + jeep | 545 | Element Riders |
| 18° | Ludertiz > Kolmanskop > Hobas | Camion | 480 | Hobas Campsite |
| 19° | Hobas > Klawer | Camion | 640 | Highlander Lodge |
| 20° | Klawer > Capo di Buona Speranza > Città del Capo | Camion | 393 | 91 Loop Boutique |
| 21° | Hermanus | Mini van | 276 | 91 Loop Boutique |
| 22°-23° | Città del Capo > Addis Abeba > Roma | Camion + aerei | 20 | – |
ZIMBABWE
Giorni 1 – 2 – 3
Roma > Addis Abeba > Cascate Vittoria
Dopo uno scalo ad Addis Abeba, siamo atterrati direttamente nel piccolo aeroporto di Victoria Falls. Il principale e forse unico motivo del nostro soggiorno in Zimbabwe sono ovviamente le famose Cascate Vittoria. Il primo giorno le visitiamo a piedi entrando nel parco (ingresso 50$ da pagare in dollari o euro o carta di credito), sono indubbiamente una delle meraviglie naturali mondiali, lunghe 1 km ed alte 108 mt. Segnano parte del confine tra lo Zambia e lo Zimbabwe e sono dichiarate Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Il mattino seguente, abbiamo il giro in elicottero che dura 15 minuti e costa sui 175$ pagabile anche con carta di credito (maggiori info qui). E’ una esperienza secondo me da fare, perché dall’alto, ti rendi conto di come il fiume Zambesi abbia una importante portata d’acqua (soprattutto alla fine della stagione delle piogge), di come precipitando crea arcobaleni con l’acqua nebulizzata e di come si “divincoli” in curve tortuose tra le alte rocce del canyon.
BOTSWANA
Giorni 3 – 4
Cascate Vittoria > Kasane > Nata
Dopo il giro in elicottero inizia il nostro vero viaggio in camion. Lasciamo già lo Zimbabwe e attraversiamo il confine via terra per accedere in Botswana. Arrivati a Kasane, montiamo per la prima volta le nostre tende e successivamente ci spostiamo sulle rive del fiume Chobe (ingresso 190 pula), che segna in parte il confine tra Botswana e Namibia e dal quale partono alcune barche/traghetti di varie dimensioni per fare un bellissimo quanto inaspettato safari sul fiume. Un safari diverso, comodamente in barca tra coccodrilli, elefanti, ippopotami e bufali!
E’ qui che assistiamo anche al nostro primo ed indimenticabile tramonto africano, con le calde luci del sole che riflettono sull’acqua e tingono di giallo, arancio e rosso fiume e cielo.
A Nata alloggiamo in un campeggio che ha una pozza d’acqua dove vengono a bere tantissimi elefanti per tutto il giorno. Abbiamo vissuto anche l’esperienza di una famiglia di 3 elefanti che invadevano il camping per un grande conteiner di acqua dove erano andati ad abbeverarsi.
Al mattino, abbiamo il volo sul Delta dell’Okavango (dura 45 minuti, costa 175$ e non accettano carta di credito, solo dollari o euro), nel bel mezzo del deserto del Kalahari. Questo delta è il secondo più grande delta fluviale interno del mondo e rappresenta uno degli ecosistemi più insoliti del pianeta. È formato dal fiume Okavango, che nasce in Angola e giunge alla foce dopo un percorso di oltre 1500 km e l’incontro con numerosi affluenti. Complessivamente, il fiume porta ogni anno circa 11 chilometri cubi di acqua, che vengono scaricati dal delta direttamente nella sabbia del Kalahari, formando una pianura alluvionale di 15.000 km² di estensione caratterizzata da una complessa e mutevole griglia di canali, lagune e isole.
Giorni 6 – 7
Maun > Moremi > Maun
Da Maun, lasciamo il camion per due giorni e saliamo a bordo di jeep per vivere al meglio la Riserva Naturale del Moremi (ingresso 200 pula al giorno), in pieno Delta dell’Okavango, dove faremo safari entrambi i giorni. Purtroppo la vegetazione è parecchio alta, quindi solo nelle zone con meno boscaglia e vicino alle pozze, si vedono gli animali. Tuttavia, siamo fortunati e vediamo anche 4 leoni e parecchie antilopi, elefanti, giraffe, zebre, gnu, alligatori e uccelli.
Abbiamo fatto anche un giro nelle tipiche canoe guidate dai locali con un bastone.
La sera invece, ci aspetta la prima notte in tenda senza l’ausilio del campeggio, infatti dormiamo in piena natura nel Moremi. Qui ho visto un cielo stellato come non mai, lontano da qualsiasi urbanizzazione e modernità, senza segnale internet, telefonia, luci ed altro.
NAMIBIA
Giorni 8 – 9 – 10
Maun > Rundu > Etosha
Dopo aver macinato parecchi km, entriamo in Namibia sempre via terra a bordo dal nostro camion e dormiamo una notte a Rundu. Il giorno seguente, invece, arriviamo nel famoso Parco Nazionale dell’Etosha (ingresso 150 rand), dove passiamo due giorni col nostro track a fare safari in autonomia e dormendo in due camp diversi in modo da percorrere più strada e avere più possibilità di avvistare qualche animale.
All’Etosha gli animali si vedono meglio perché c’è poca vegetazione, è una zona desertica ma con parecchie pozze d’acqua, quindi gli animali si avvicinano per bere e i predatori sono nei paraggi. In questi giorni difatti, incontriamo rinoceronti, un leopardo, ben due ghepardi, quattro iene, giraffe e zebre, piccole antilopi, orici, gnu, struzzi ed elefanti! Assistiamo anche ad una lotta tra due antilopi damalischi alle prime ore del giorno.
Giorno 11
Etosha > Villaggio Himba
Lasciato il parco nazionale, ci dirigiamo verso il nord del paese. Facciamo una spesa ad Opuwo per comprare qualcosa pre le prossime giornate di cucina e per fare dei regali per il villaggio Himba che ci accoglierà. Gli Himba o Ovahimba sono un gruppo etnico di circa 12.000 persone che abita nel Kaokoland a nord dal fiume Kunene al confine con l’Angola, e a sud dal fiume Hoanib, nella Namibia settentrionale. Gli Himba sono i discendenti di un gruppo di Herero che nella seconda metà del XIX° secolo migrarono dal Kaokoland verso l’Angola, attraversando il fiume Kunene per fuggire alle frequenti aggressioni dei Nama. Grazie ai pochi rapporti con gli europei, gli Himba hanno mantenuto gran parte del loro stile di vita tradizionale. I loro villaggi sono costituiti da capanne di forma conica, realizzate con frasche legate insieme con foglie di palma e cementate con fango e sterco. Sono pastori nomadi, difatti una famiglia si sposta due o tre volte in un anno.
La modernità in minima parte è entrata inevitabilmente nelle loro vite, ad esempio si vedono nelle cittadine vicine a fare delle spese al supermercato, ma sempre vestiti con gli indumenti che vedete in foto.
La popolazione Himba è facilmente riconoscibile per alcune caratteristiche ben specifiche, prima fra tutte la tradizione soprattutto femminile di cospargere corpo e capelli con l’otjize, una mistura rossa preparata con burro, ocra, erbe e resine profumate. Serve per riparare e proteggere la pelle dal sole e dal clima caldo/secco, è un buon repellente per gli insetti e, infine, viene usato per un motivo puramente estetico, conferendo alla pelle e ai capelli la particolare colorazione rossastra molto simile alla terracotta. Inoltre, per profumare in maniera naturale, si aspergono il corpo con i fumi di erbe aromatiche arse.
Siamo rimasti una notta qui accampati con le tende accanto al loro villaggio, esternamente. Qui non avevamo nè acqua corrente, nè luce, ma la sera alcuni abitanti del villaggio sono venuti da noi a farci compagnia con le loro danze, tutti intorno ad un fuoco acceso per scaldarsi e fare luce.
Raggiungiamo il punto più a nord del nostro viaggio al confine con l’Angola, ovvero le Cascate Epupa (50 rand). Qui facciamo un bel trekking lungo il fiume Cunene, dove ammiriamo un paesaggio bellissimo tra palme e baobab abbarbicati sulle alte roccie che costeggiano il fiume. E’ possibile anche farsi il bagno in una pozza sicura vicino l’ingresso del trekking.
Giorno 13
Epupa > Twyfelfontein
Iniziamo la “discesa” col nostro camion che, dalla punta più a nord della Namibia, ci porterà al sud per poi entrare in Sudafrica. Sopraggiunti a Twyfelfontein, visitiamo i suoi incredibili Petroglifi (250 rand) che risalgono a circa 6.000 anni fa e sono patrimonio UNESCO. Sono più di 2.500 le incisioni rupestri ritrovate ad oggi e rappresentano gli animali che i nomadi di allora vedevano nel territorio circostante. Le giraffe erano considerate animale sacro in quanto credevano che, con il loro lungo collo, potessero raggiungere le nuvole e portare la pioggia.
Giorno 14
Twyfelfontein > Spitzkoppe
Ci spostiamo lungo la costa per fare ingresso alla Skeleton Coast. A 7 km circa dal sopraggiungere sull’oceano, il clima cambia radicalmente e dal caldo secco e soleggiato dell’entroterra, ci ritroviamo le nuvole, umidità e vento freddo. Passiamo quindi da un paesaggio rosso e roccioso, all’oceano burrascoso, dove è sempre nuvoloso. Una costa desertica dove è proibito scendere per la presenza di diamanti! Lungo il tragitto si possono vedere anche alcuni relitti.
Noi ci siamo diretti verso l’immensa colonia di otarie di Cape Cross (150 rand)! Si possono vedere piccoli allattati, gabbiani che mangiano feti morti e sciacalli pronti ad attaccare i cuccioli. La colonia è enorme, ci sono otarie ovunque, c’è anche un gran puzzo nauseabondo!
Nel pomeriggio arriviamo allo Spitzkoppe, anche qui dormiremo nelle tende senza avere luce nè acqua corrente. Tuttavia, il paesaggio è impressionante sia al tramonto che al mattino! Saliamo infatti su una alta roccia di arenaria dalla quale assistere al crepuscolo dove tutto intorno si tinge di arancio e il sole si spegne dietro le rocce più lontane.
Giorno 15
Spitzkoppe > Swakopmund
Prima di lasciare lo Spitzkoppe, visitiamo con una guida, alcune incisioni rupresti fatte dai buscemani risalenti a 2.000 anni fa.
Successivamente torniamo verso la costa per visitare la cittadina tedesca di Swakopmund. Sembra veramente di essere stati catapultati in Germania… Swakopmund, nota anche come Swakop, si trova nella regione di Erongo in Namibia. È la città costiera più grande del paese. Le origini tedesche della città sono piuttosto evidenti nei bellissimi vecchi edifici coloniali, creando un contrasto ancora più netto per questa città situata ai margini del deserto del Namib. Swakopmund è come una città tedesca del Mare del Nord con un tocco africano. Abbiamo anche trovato il festival della birra con i vestiti e balli tipici.
Giorno 16
Swakopmund > Walvis Bay > Solitaire > Sesriem
Il giorno seguente, ci avviciniamo a Walvis Bay, da dove partirà un’attività “adrenalinica” a bordo di 4×4. La prima tappa, sono le saline limitrofe alla cittadina, dove si possono osservare tantissimi fenicotteri intenti a mangiare quasi a bordo strada.
In seguito, raggiungeremo le dune gialle di Sandwich Harbor che toccano l’oceano in tempesta! Trattasi di una grande distesa di sabbia che si riversa direttamente nell’oceano, molto affascinante e suggestivo. Ricordo che tutto il grande Erg namibiano è patrimonio UNESCO!
Tornati sul camion, riprendiamo la strada che ci porta nell’entroterra e facciamo qualche breve sosta lungo la strada per:
– scattare una foto davanti al famoso cartello stradale che indica la linea del Tropico del Capricorno!
– osservare la faretra, l’albero simbolo ed endemico della Namibia.
– assaporare una epica torta alle mele prodotta a Solitaire in un forno ubicato nel bel mezzo del niente! Un luogo particolare dove ci sono solo una chiesa, un distributore ed il forno appunto!
Giorno 17
Sesriem > Sossusvlei > Luderitz
In questa giornata raggiungiamo il posto che per me è uno dei più belli del mondo: Sossusvlei (180 rand), nel deserto del Namib!
Iniziamo con la visita all’alba della duna Big Daddy! La duna più alta dell’area del mondo, di circa 390 mt, che ho avuto il privilegio e la forza di scalare alle prime luci del giorno, quando ancora non c’era nessuno! Stupendo! Con un ritmo serrato, si può raggiungere la cima in un’ora.
Dopo la scalata, scendiamo di corsa verso il lato ovest della duna (per chi non ha mai provato a correre in discesa una duna, lo faccia perché è molto divertente, è impossibile cadere e ci si impiega pochissimo tempo.
Una volta scesi dalla duna, siamo nella mitica Deadvlei, la depressione bianca che una volta era una oasi di acacie, poi il fiume che alimentava l’oasi mutò il proprio corso in seguito al movimento delle dune, prosciugandosi. Il paesaggio è uno dei più belli al mondo, caratterizzato appunto dal forte contrasto che si osserva tra i colori del suolo (bianco), degli alberi (neri), delle dune (rosse) e del cielo (blu). E’ tutto così surreale e fermo nel tempo!
Tornando verso l’ingresso di Sossusvlei, ci fermiamo alla Duna 45, un’altra duna molto famosa per la sua conformazione e per il paesaggio che si ammira dalla sua vetta. E’ molto meno faticosa della Big Daddy, quindi più alla portata di tutti. Per me, meritano entrambe una scalata fino in cima.
All’imbrunire arriviamo nella città costiera di Luderiz.
Giorno 18
Ludertiz > Kolmanskop > Hobas
Luderiz è una piccola città che affaccia sull’oceano Atlantico e viene chiamata la “Monaco del deserto” (München in der Wüste) per le sue strutture d’arte tipicamente bavaresi. Si visita in pochissimo tempo, unica cosa interessante sono gli edifici colorati.
A pochi chilometri da Luderiz però, c’è Kolmanskop (300 rand), la città fantasma inghiottita dalla sabbia! Venne costuita dai tedeschi dal nulla, dopo aver capito che era una zona ricca di diamanti. Si spopolò dopo la I^ guerra mondiale e venne abbandonata nel 1954. Le dune di sabbia l’hanno pian piano invasa!
Nel pomeriggio sopraggiungiamo presso Hobas, per visitare il Fish River Canyon (150 rand) e qui terminano i tramonti namibiani. L’indomani si passerà l’ultimo confine del viaggio per entrare in Sudafrica!
SUDAFRICA
Giorni 19 – 20
Hobas > Città del Capo
Passata la frontiera, siamo in Sudafrica, dove il paesaggio cambia radicalmente: molto più verde, ci sono già i primi vigneti. Difatti, dormiamo in altura, in una struttura vicino Klawer dove producono vini.
Il giorno dopo arriviamo a Città del Capo, ma proseguiamo oltre per visitare i dintorni. La prima tappa è la Boulders Beach (190 rand), dove c’è una colonia di pinguini che nidificano! Proseguendo a sud con il camion, raggiungiamo Cape Point ed il famoso Capo di Buona Speranza (376 rand), il punto più a sud-ovest del continente africano e zona patrimonio UNESCO! Il paesaggio è molto bello e si può raggiugnere la cima a piedi o con una navetta a pagamento.
Alla fine del giro, torniamo a soggiornare a Città del Capo.
Giorni 21 – 22 – 23
Città del Capo > Hermanus > Italia
Visto che Città del Capo l’avevamo già visitata in estate qualche anno addietro, al mattino del penultimo giorno di viaggio, decidiamo di visitare prima il vicino, caratteristico e coloratissimo quartiere islamico di Bo-Kaap e successivamente di spostarci con dei mini-van privati ad Hermanus. In questa cittadina, si possono fare dei tour in barca per tentare di avvistare le balene! Per fortuna ne riusciamo a vedere un paio dalla barca mentre emergono dall’acqua per respirare e fare la scodata finale con la pinna per reimmergersi.
Il mattino seguente è il giorno della partenza, riusciamo a passare le prime ore della giornata in giro per il centro di Città del Capo, la capitale legislativa del Sudafrica. La Table Mountain (una delle nuove 7 meraviglie del mondo naturale) era chiusa, quindi vediamo il porto e la piazza dei 4 Premi Nobel del Sudafrica: Albert Lutuli, Desmond Tutu, F. W. de Klerk e Nelson Mandela. Torniamo in albergo e lasciamo definitivamente il nostro camion che ci ha accompanato per ben 7.000 km!
Ke a leboga Zimbabwe e Botswana! Dankie Namibia e Sudafrica!

Grande Ivan. Oggi avevo una brutta giornata. Grazie al tuo racconto mi è tornato il buon Umore.
Ottimo Lavoro.
Ciao Federico
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Grazie Federico. Sono contento che ti sia tornato il buon umore. D’altronde viaggiare fa stare bene 🙂
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ciao, ho scoperto le tue pagine, fantastiche. Questo è esattamente il viaggio che vorrei fare , potresti dirmi che agenzia internazionale hai utilizzato? Grazie
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Ciao Maria. Grazie! Quando vado in gruppo, ci vado con Avventure nel Mondo
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Grazie per la veloce risposta. Ancora complimenti per i tuoi viaggi!
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