🇦🇲 Yerevan e dintorni

Durante i ponti di Pasqua, 25 aprile e 1 maggio, abbiamo intrapreso un bel viaggio itinerante, comprendente tre nazioni: Armenia, Emirati Arabi Uniti ed Oman. L’obiettivo principale è stato l’Oman, ma abbiamo sfruttato alcuni giorni del viaggio e gli scali aerei, per visitare anche Yerevan e i suoi dintorni, più Abu Dhabi. In questo articolo mi dedicherò nel descrivere i 3 giorni passati nella capitale armena, visitando i suoi interessanti e bellissimi monasteri (e non solo), in una terra dal passato difficile e sfortunato, ma dalle bellezze rare e affascinanti.

Indice

SCHEDA DI VIAGGIO
Giorni 3 giorni e mezzo 19-20/04/2025 e 03-04/05/2025
Costo 204 € Inclusi: volo, mezzi, musei, hotel, cibo
Persone 2 viaggiatori
Compagnia WizzAir
Valuta Dram armeno (AMD ֏) 1 € = 440 ֏
Lingua Armeno e Russo Inglese molto parlato
Religioni 95% chiesa apostolica armena 4% altre religioni, 1% atro
Fuso orario +2 ore con ora legale +3 ore con ora solare
Visto NO Passaporto necessario
Elettricità 220 V Tipi di prese: C, F (adattatore non necessario)

Premessa: L’Armenia è un paese piccolo che ha tutto relativamente vicino alla capitale. Non servono perciò tanti giorni per visitarla tutta, ne bastano 5 o 6 per un viaggio completo. E’ anche possibile soggiornare quasi sempre a Yerevan e spostarsi di volta in volta con un’auto a noleggio o con i day-tour organizzati, perché se ne trovano veramente tanti in giro per la città. Tutti con prezzi esposti e molta disponibilità.
L’Armenia è anche un paese abbastanza povero, ma dalla grande dignità, difatti sono dei gran lavoratori, dai modi duri, ma gentili. Molte auto hanno il volante a sinistra, nonostante la guida sia come la nostra. Per strada troverete anche tantissime auto sovietiche come le Lada. Gli uomini, fateci caso, hanno per lo più lo stesso taglio di capelli, mentre tantissime donne hanno labbra e naso rifatti e sono in genere molto curate, a differenza degli uomini che sono più trasandati.

Costi: Fino a qualche anno fa, l’Armenia era un paese molto economico su tutti gli aspetti, ma, dopo l’arrivo e trasferimento di diversi russi (che non vogliono andare in guerra Ucraina-Russia), i prezzi del cibo ai ristoranti e delle case è aumentato gradualmente. Tutto il resto invece, costa ancora relativamente poco. Dormire può costare sui 14€ a notte per un alloggio tranquillo in centro. Gli ingressi costano al massimo 5€ e i taxi sono molto economici, soprattutto se si può smezzare la spesa con compagni di viaggio. Spesso abbiamo prezo il taxi con Yandex invece dei bus locali perché venivano a costare veramente poco.
Riepilogo tutti i costi per persona sostenuti in questo viaggio, per dare una idea di spesa:

Riepilogo costi
Voli 72 €
Alloggi 57 €
Ingressi 7,80 €
Taxi + Bus 10,50 €
Tour 19,50 €
Cibo + Acqua 37 €
TOTALE ~204€

Trasporti
Nonostante la linea dei mezzi pubblici non è molto estesa, ci si può muovere bene e a prezzi modici per Yerevan. In questo sito spiegano bene le varie fermate e le linee da prendere: t-armenia.com
Tuttavia, potete anche considerare di prendere sempre un taxi perché costano molto poco. Attenzione ai finti taxisti che vi chiedono di andare con loro, soprattutto all’aeroporto, perché non sono ufficiali. A tal proposito, vi consiglio di utilizzare Yandex Go (in Armenia non c’è Uber) che è l’equivalente di Uber, ma armeno e di tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica.
Aeroporto-Città:
Il modo più economico e relativamente veloce per raggiungere il centro di Erevan dal suo aeroporto è il Bus Express 201. Ha una frequenza di 30 minuti, il prezzo del biglietto è di 300֏ (0,70€) e impiega 30 minuti per raggiungere la fermata sul corso principale. Il servizio funziona dalle 7.00 alle 21.30. Maggiori info qui: t-armenia.com

Cibo: La cucina armena è molto ricca di sapori, ma soprattutto di carne, spesso cucinata in spiedini come i Khorovats o in spezzatino come il Khash. I piatti più famosi sono:
Tava Kufta: carne macinata con cipolla che viene cotta in vari modi, soffritta oppure impanata e fritta.
Lavash: il pane per eccellenza degli armeni, sottile come una piadina; viene cotto attaccando l’impsto sottile ai bordi dei forni tondeggianti. Famoso anche il pane Matnakash.
Badrijani: involtini di melanzane farciti con crema di noci, una delizia!
Ishli Kufta: polpette di carne, cipolla noci e spezie.
Lahmacun: la cosidetta pizza armena, farcita con carne tritata, cipolla e pomodori schiacciati.
Molto spesso troverete piatti che sono tipici anche della tradizione georgiana come Khinkali (ravioli al vapore o alla griglia ripieni di carne, cipolla e coriandolo) e Khachapuri (pizza ripiena di formaggio).

Cosa ho visitato: Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati (in verde), gli alloggi (in giallo), i mezzi (in blu) e alcuni luoghi dove abbiamo mangiato (in arancio).

Giorno 1
Erevan

Sorvolando la Turchia, riusciamo a vedere molto bene il Monte Ararat dal finestrino. Se siete sul lato destro dell’aereo ed il cielo è sereno, lo potrete ammirare in tutta la sua imponenza. Una volta atterrati all’aeroporto di Erevan verso le 12.00, prendiamo il bus 201 che ci porta su una delle strade principali del centro dove c’è il nostro albergo. Abbiamo quindi mezza giornata per visitare la capitale Erevan!
Una volta lasciati i nostri zaini, ci dirigiamo per prima cosa alla Moschea Blu (🕔10-13 e 15-18), l’unica moschea in tutta l’Armenia. Davvero belle le maioliche colorate con sfumature di blu e giallo.

Subito dopo, ci rechiamo al monumento Cascade, un’enorme scalinata (incompiuta) in marmo bianco, che è un po’ il simbolo di Erevan. Alla sua base, nella piazza sottostante, sono presenti anche tre statue di Botero!
Essendo aprile, non è affatto scontato che il cielo sia terso, ma siccome siamo fortunati, una volta raggiunta la cima della scalinata riusciamo ad ammirare molto chiaramente il Monte Ararat sullo sfondo della città! Ad ogni piano della scalinata ci sono varie fontane e statue, potete percorrerla tutta a piedi o entrare nelle porte che trovate sulla sinistra della scalinata che contengono una parte coperta dove sono presenti anche le scale mobili. 
Una volta arrivati alla sommità, troverete una piattaforma che ospita il Monumento ai 50 anni dell’Armenia sovietica. Guardando la stele e proseguendo verso destra, si può arrivare al Parco della Vittoria, nella cui adiacente piazza, è presente la statua di Mother Armenia protratta verso l’Ararat.
Per arrivare alla Cascade, passerete quasi sicuramente dal Teatro dell’Opera, dove vi consiglio di dare un’occhiata agli spettacoli perché magari siete fortunati e ne trovate uno riguardante i balli tradizionali armeni.

Giorno 2
Garni – Geghard – Khor Virap

Questa giornata l’abbiamo interamente spesa fuori Erevan, per visitare i dintorni con un day-tour organizzato. Abbiamo cercato su internet e ci siamo affidati alla agenzia Tranquil Holidays che, al prezzo di 8.000 AMD a testa ci ha portato nelle seguenti destinazioni: Arco di Charents, Tempio di Garni, Symphony of Stones, Monastero di Ghegard, preparazione del pane Lavash, belvedere di Azat e Monastero di Khor Virap.

Lungo la strada per Garni, ci fermiamo in uno dei passi per vedere l’Arco di Charents, voluto dall’architetto R. Israelian nel 1957, da cui si apre una vista mozzafiato sulla valle dell’Ararat, con il monte che si erge all’orizzonte (se c’è bel tempo).
Secondo stop, il Tempio di Garni (1.500 dram|🕔10-21), splendido tempio del I secolo in stile classico greco, noto per le sue colonne e i fregi ornamentali. A breve distanza dal tempio, nella Gola di Garni, si trovano pareti rocciose composte da colonne di basalto che sembrano le canne di un organo, da cui il nome: Sinfonia di Pietre (200 dram). Consiglio questa visita perché sono davvero d’impatto, possenti e incredibili. Sembrano quasi costruiti dall’uomo, invece è tutta opera della natura.

Continuando lungo la strada che porta a Ghegard, il driver svolta direzione Monastero di Geghard (🕔9-18.30). Il monastero è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, fu fondato agli albori del cristianesimo in Armenia. La chiesa principale in pietra, Surp Astvatsatsin, fu costruita nel 1215 e ospita una cappella con acqua di sorgente sacra che la gente del posto fa la fila per assaporare. Si vede proprio il percorso dell’acqua incanalata all’interno del monastero. In questo luogo vedo per la prima volta i tanti Khachkar di pietra commemorativi (croci armene scolpite nella pietra) e una tomba del XIII secolo scavata direttamente nella roccia grezza.

Siccome è ora di pranzo, chiediamo al driver se c’è un posto dove cucinano il pane lavash, nei tipici forni interrati. Difatti, proprio vicino al monastero, ci fermano in un ristorante lungo la strada del ritorno. Due signore preparano una caterva di pane lavash nei tipici forni, decidiamo quindi di mangiarne uno appena sfornato, accompagnato da formaggio e semplici verdure fresche (ho segnato il ristorantino direttamente in mappa).
Il viaggio prosegue e, dopo una breve sosta al belvedere del lago Azat, raggiungiamo l’ultima tappa del day-tour, il Monasterdo di Khor Virap. Arroccato su un piccolo sperone roccioso in un paesaggio prevalentemente brullo, al confine con la Turchia, vicino al monte Ararat, Khor Virap (che significa “fossa profonda”) non è solo uno dei monasteri più importanti dell’Armenia, ma anche un sito di enorme rilevanza per l’intera storia del cristianesimo! San Gregorio l’Illuminatore fu imprigionato qui, nell’omonima fossa profonda, per 13 anni da re Tiridate III per i suoi sforzi nella predicazione del cristianesimo. Fu rilasciato solo dopo aver guarito Tiridate da un attacco di follia inflitta da Dio, ciò ispirò Tiridate ad adottare il cristianesimo come religione di stato armena nel 301 d.C., il primo paese al mondo a farlo. È tutt’oggi possibile scendere con una scala ripidissima nella fossa di Gregorio, profonda 6 metri! La fossa contiene un’icona dello stesso Gregorio ed è un importante luogo di pellegrinaggio.

Giorni 3-4
Echmiadzin – Erevan

Nell’ultimo giorno di visita, ci spostiamo con Yandex verso la limitrofa Vagharshapat (o Echmiadzin), qui è presente la Cattedrale di Echmiadzin (🕔10.30-17), considerato essere il “Vaticano Armeno”, ovvero la chiesa più importante dell’Armenia, che fu costruita per la prima volta da S. Gregorio l’Illuminatore, poco dopo la sua liberazione dalla fossa comune di Khor Virap. A seguito di distruzioni e abbandoni, riacquistò gradualmente valore nel 1945, tanto da diventare recentemente patrimonio UNESCO.

Nella stessa cittadina, ci sono altre due chiese da visitare: i resti della Chiesa Shoghakat (significa Effusione di Luce), dove i fedeli ci vanno ancora nonostante non ci siano altro che 4 pietre in piedi; e la Chiesa di Santa Hripsime. Proseguendo lungo la via che riporta a Yerevan, troverete sulla sinistra una colonna moderna con su scolpita la Mano di S. Gregorio. Infine, sempre sulla stessa strada, si incrocia sulla destra l’ingresso alle rovine di Zvartnots (1500 dram|🕔10-17).  Era una cattedrale i cui resti risalgono alla metà del VII secolo ed hanno come sfondo il maestoso monte Ararat. Fu costruita sul luogo in cui San Gregorio l’Illuminatore incontrò Re Tiridate III e prende il nome da un gruppo di angeli noti come zuartunks.

Usciti da Zvartnots, prendiamo un altro taxi Yandex per farci lasciare davanti al Museo del Genocidio Armeno (🕔10-17|info qui). Prima di entrare, vedrete il Monumento al Genocidio, poco più avanti si scendono le scale e si entra al museo. Se non sapete niente del genocidio armeno vi consiglio di leggere qualcosa a riguardo… Tuttavia all’interno è ben spiegato e, purtroppo, è da visitare per capire un po’ questo popolo e il difficile passato che ha vissuto. 

Merci Armenia!

Yerevan
Yerevan


2 risposte a "🇦🇲 Yerevan e dintorni"

Lascia un commento