Ma quant’è bello l’Oman??! Eravamo partiti con l’idea che sarebbe stato un bel posto, ma senza troppe prestese. Invece, ci ha colpito davvero tanto, perché, nel suo piccolo, è un paese che ha parecchio da offrire e soprattutto è molto vario e ricco di tradizioni. E’ famoso per i suoi deserti, ma presenta anche montagne verdissime! Ha paesini di argilla, un mare favoloso, cibo ottimo e un popolo calmo ed ospitale. Si possono vedere le tartarughe, dalla deposizione delle uova alla schiusa, e non solo… Offre snorkeling degni di nota e, con un po’ di fortuna, si possono anche avvistare mante e squali balena! Insomma, l’Oman è stata una bellissima scoperta!!!
| SCHEDA DI VIAGGIO | ||
| Giorni | 10 giorni | 22/04/2025 – 01/05/2025 |
| Costo | 1.037 € | Inclusi: volo, mezzi, musei, hotel, cibo, assicurazione |
| Persone | 2 viaggiatori | |
| Compagnia | WizzAir | Etihad |
| Valuta | Rial omanita | 1€ = 2,30 OMR |
| Lingua | Arabo | |
| Religioni | 90% musulmani sunniti e ibaditi | 3% crisitani, 7% altro |
| Fuso orario | +2 ore (con ora legale) | +1 ore (con ora solare) |
| Visto | NO | |
| Elettricità | 240V | Tipi di prese: C, G (con adattatore) |
| Internet | Ho acquistato una simCard direttamente in aeroporto | |
Prima di partire: E’ forse uno dei paesi più tranquilli che abbia mai visitato dove la gente è ospitale e gentile. Il clima è generalmente caldo tutto l’anno con temperature più miti durante l’inverno e ovviamente sulle montagne. Il resto dell’anno è molto caldo, ma secco.
Sappiate che le chiamate WhatsApp e Messenger sono bloccate, quindi dovrete trovare un altro metodo per telefonare usando il Voip.
Se avete la possibilità di scegliere con una certa versatilità i giorni di viaggio, vi consiglio di non perdervi il mercato dei cammelli (che in realtà sono dromedari in quanto hanno una gobba sola, ma noi genericamente li chiamiamo cammelli) a Sinaw che si tiene solo il giovedi mattina presto e il mercato delle capre a Nizwa che si tiene solo il venerdì mattina. Quindi, se potete, non mancate questi due appuntamenti con i mercati e fate in modo di girare il vostro tour così da essere nel posto giusto, al momento giusto.
Portate sempre con voi un paio di pantaloni lunghi perché spesso sono richiesti in luoghi pubblici chiusi, come moschee e anche musei!
Costi: L’Oman ha prezzi accessibili un po’ su tutti i fronti. Si dorme con una media di 19€ a notte a testa per una camera doppia. Le colazioni possono costare più della media, invece a pranzo e a cena ce ne è per tutti i gusti. Abbiamo spesso speso 4€ per un piatto di carne con verdure e hummus. In tal senso vi consiglio di recarvi presso i ristoranti yemeniti che costano meno o quelli dove preparano gli shawarma.
Prendendo l’auto a noleggio è una pacchia perché le strade sono tutte gratuite e non dovrete pagare nessun pedaggio, mai. Inoltre, la benzina costa davvero poco (0,60€ al litro!!!)
Di seguito invece il riepilogo dei costi sostenuti a persona:
| Riepilogo costi | |
| Voli | 246 € |
| Alberghi | 208 € |
| Assicurazione | 36 € |
| Autonoleggio + Benzina | 155 € + 27 € |
| Ingressi + Dogana | 150 € + 10 € |
| Bus + Taxi | 27 € + 9 € |
| Alimenti + SimCard | 153 € + 16€ |
| TOTALE | 1.037 € |
Trasporti:
Parliamoci chiaro, in Oman si guida l’auto. Non esiste una rete ferroviaria e i bus sono pochi. Le città non sono ben collegate e comunque serve spostarsi tra vari paesini di argilla, il deserto, il mare e le montagne. Inoltre, più di un quinto della popolazione vive a Muscat, questo fa capire quanto siano piccole le altre città.
Bus:
Siamo entrati in Oman via bus, perché eravamo negli Emirati Arabi. L’unico mezzo che abbiamo preso infatti, è stato quello che da Abu Dhabi ci ha portato a Muscat. Dalla stazione centrale di Abu Dhabi si prende il numero 202 e si fa un cambio ad Al Ain, città degli emirati al confine con l’Oman. Chiedete bene in stazione da dove parte il bus per Muscat, perché il numero 202 non è indicato da nessuna parte. Il passaggio del confine ha un costo di circa 40 AED, che si può pagare solo in contanti.
Uber e Taxi:
Se non affittate subito l’auto, potrebbe capitarvi di prendere un taxi. Sono un fedele di Uber e velo consiglio, lo preferisco sempre ai taxi: prezzi chiari, feedback del conducente, spesso più economico dei taxi e tracciabile. In realtà in Oman si usa Yango (Otaxi) che funziona come Uber, quindi vi suggerisco di usare sempre questo in città. Noi ne abbiamo usufruito per spostarci dall’aeroporto in città e viceversa.
Cibo: La cucina omanita è piuttosto semplice e ripetitiva per certi versi, ma buona. In tutti i ristoranti e ristorantini troverete del majboos, ovvero piatti di carne (pollo, montone o vitello) accompagnata dal riso. Non è una cucina piccante, ma ci sono spesso delle spezie tra cui cumino e zafferano.
Altri piatti a base di carne sono gli shawarma, i meshkak (spiedini) e lo shuwa (piatto delle occasioni speciali, con carne tenera). Le salse non mancano mai; quelle che troverete sempre sono l’hummus, la babaganush e il mutabal. Tra i dolci, da provare la halwa a base di zucchero, datteri, miele e semola (molto dolce).
Si trova spesso il laban, una bevanda a base di yogurt. Ci sono inoltre tantissimi succhi di frutta fresca che vi disseteranno nelle lunghe e calde giornate di viaggio. L’alcol non c’è e se lo trovate costa tantissimo, dovrete accontentarvi di caffè e tè.
Itinerario: Abbiamo spezzato il viaggio in Oman visitando, sia all’andata che al ritorno, Yerevan e Abu Dhabi, visto che ci facevamo scalo. Nel programma infatti, troverete solo le tappe omanite (10 giorni), mentre il viaggio nel suo complesso è durato in totale 14 giorni.
Nella seguente mappa che ho realizzato trovate tutte le tappe con i luoghi visitati (in verde), gli alloggi (in giallo), i mezzi (in blu) e i ristoranti dove abbiamo mangiato (in arancio).
| PROGRAMMA | ||||
| Giorno | Tratta | Mezzi | Alloggio | Voto |
|---|---|---|---|---|
| 1° | Abu Dhabi > Muscat | bus + auto | City Center Hotel | 3,8/5 |
| 2° | Muscat > Sinaw | auto 183km | Hotel Ain Safnan | 3,5/5 |
| 3° | Sinaw > Manah Al Bilaad > Nizwa | auto 112km | Nima Guest House | 4/5 |
| 4° | Al Ayn > Bahla > Tanuf > Nizwa | auto 230km | ||
| 5° | Jabel Shams > Al Hamra > Misfat Al Abriyyin > Nizwa | auto 222km | ||
| 6° | Nizwa > Birkat al Mawz > Ibra > Deserto Wahiba | auto 196km | Wahiba Beduin Rustic Camp | 5/5 |
| 7° | Deserto Wahiba > Sur > Ras Al Hadd | auto 192km | Super OYO | 3,5/5 |
| 8° | Ras Al Hadd > Al Qalhat > Wadi Shab > Muscat | auto 247km | City Center Hotel | – |
| 9° | Muscat > Isole Daymaniyat | auto + barca | ||
| 10° | Muscat > Abu Dhabi | taxi + volo | – | – |
Giorni 1-2
Abu Dhabi > Muscat > Sinaw
Come scritto nel capitolo dei Trasporti, siamo entrati in Oman via terra, dopo una lunga tratta di 8 ore partendo da Abu Dhabi. Una volta a Muscat, andiamo all’aeroporto a ritirare l’auto che ci accompagnerà per tutto il viaggio in Oman. Ne approfittiamo per comprare una SimCard in aeroporto e dopo raggiungiamo il nostro albergo.
Il giorno seguente lo dedichiamo interamente alla visita di Muscat. La capitale non ha tantissimo da offrire, ma una caratteristica che mi è piaciuta tanto, e che la rende differenti dalle altre capitali moderne della Penisola Araba, è che non ha grattacieli, in quanto per una legge locale, nessun edificio può superare l’altezza della Grande Mosquea del Sultano Qaboos (gratis|🕔sab-gio: 8-11). Ed è proprio da questo edificio religioso che iniziamo le nostre visite. Nonostante la moschea sia moderna, è molto bella. Fu inaugurata nel 2001 e conserva il secondo tappeto intero più grande al mondo. Inoltre, i 5 minareti rappresentano i 5 pilastri dell’islam.
Arrivati in centro città, vicino al porto, entriamo prima nel mercato del pesce e dopo nel souq tradizionale. Facciamo una passeggiata per la corniche fino a raggiungere il Forte Mutrah (3 OMR|🕔8-23) dalla cui sommità si gode del belvedere di Muscat. Le case e gli edifici bianchi si fondono armoniosamente con il paesaggio.
Tornando in auto, visitiamo due edifici lontani dal centro storico. Raggiungiamo prima il Palazzo Al Alam a est di Muscat e poi il Royal Opera House a ovest. Il primo è la residenza cerimoniale del sultano, famoso per la sua facciata con colonne color oro e blu.
Nel pomeriggio entriamo in auto e raggiungiamo Sinaw, dove pernotteremo. In questa cittadina si possono vedere ancora le donne che indossano il Battoulah, chiamato anche Burqah del Golfo, una maschera tradizionalmente indossata dalle donne musulmane persiane e arabe della penisola arabica, anche se ormai si trova quasi esclusivamente in Oman e soprattutto qui a Sinaw.
Giorno 3
Sinaw > Manah Al Bilaad > Nizwa
Dormire a Sinaw di mercoledì, è la scelta migliore se si vuole assistere all’incredibile Mercato dei Cammelli del giovedì mattina! Ci si può svegliare alle 6.00 per essere al mercato alle 6.15, assistere alla compra-vendita e tornare in albergo per fare colazione e ripartire. Prima si arriva al mercato e meglio è, perché c’è più gente che acquista al mattino presto in quanto vengono venduti i dromedari migliori. Avevo visto un altro mercato dei dromedari in Sudan, ma questo è davvero bello e pittoresco! Lo consiglio vivamente. (l’ubicazione precisa del mercato la potete vedere nella mappa che ho messo sopra).
L’asta funziona più o meno così: l’acquirente è colui che stabilisce il prezzo e da lì parte l’asta dove il venditore ripete l’ultimo prezzo proposto fino alla conclusione della contrattazione. I dromedari venduti qui non sono per le corse, ma per lo più per la carne, qui molto consumata.
Se siete fortunati, a Sinaw potreste trovare anche il mercato delle armi, che si trova nel vecchio mercato dove una volta vendevano i cammelli. Di solito più che un mercato, è un gruppetto ristretto di uomini vestiti in maniera tradizionale intenti a comprare e vendere i tipici pugnali Khanjar e i fucili.
Vicino al mercato delle armi, sulla strada principale, abbiamo avuto modo anche di vedere il mercato dei tappeti o comunque un grande rivenditore di tappeti. Una scena bellissima perché alcuni tappeti sono esposti per terra uno vicino all’altro e altri sono appesi, rendendo l’ambiente davvero elegante.
Lasciamo Sinaw e ci dirigiamo verso ovest. Facciamo sosta al Museo Oman Across Ages (5 OMR|🕔ven: 13.30-19 e sab-gio: 9-17|sito web), un museo moderno e dal bel design, ubicato in mezzo al nulla. Racconta la storia dell’Oman dalla preistoria ad oggi.
Successivamente, visitiamo il vicino Manah Al Bilaad Historical Village (gratis|🕔dom-gio: 8-14), un paesino di fango abbandonato che stanno pian piano ristrutturando. Eravamo praticamente soli; consiglio di non perderlo perché è stato uno dei più belli visti in tutto il viaggio.
Nel pomeriggio arriviamo a Nizwa per pernottare e visitare il suo centro murato. La città è completamente rifatta in cemento, ma conserva lo stile tipico nella forma della cittadella. Belle le mura e il Forte di Nizwa (5 OMR|🕔8-11.30 e 13.30-20), con il bastione centrale imponente che sovrasta la città.
Giorno 4
Nizwa – Al Ayn – Bahla – Tanuf
Ogni venerdì mattina presto a Nizwa, ha luogo il Mercato delle Capre! A differenza dele mercato dei cammelli, qui i venditori girano intorno ad un souq circolare e propongono le loro capre, montoni e caprette. I clienti lanciano sassolini ai venditori per attirare l’attenzione e contrattare il prodotto. L’avevo sottovalutato, ma anche questo mercato ha il suo fascino. In questo caso non c’è bisogno di presentarsi al souq alle 6 del mattino, ma si può andare con più calma anche verso le 6:45-7:00.
Anche a Nizwa abbiamo trovato il mercato delle armi. Un gruppo considerevole di omaniti si era posizionato non lontano dalla torre principale, dentro le mura, intenti a sfoggiare pugnali e fucili.
Successivamente entriamo in auto e raggiungiamo un posto poco battuto dal turismo, il piccolo villaggio di Al Ayn, che ospita una superba collezione di necropoli dell’età del bronzo. Il fascino delle Tombe di Al Ayn risiede nella loro spettacolare posizione, disposte lungo una stretta cresta e con lo sfondo spettacolare del profilo scosceso del Jebel Misht (“Montagna del Pettine”, così chiamato per la sua cresta frastagliata), una delle più grandi tra le varie “esotiche” geologiche che punteggiano questa parte dell’Oman. Ci sono 21 tombe in totale, la maggior parte delle quali ben conservate. Sono patrimonio UNESCO!
Non lontano da qui facciamo un salto anche al Wadi Damm, un canyon di un fiume dal paesaggio suggestivo, ma che abbiamo trovato con poca acqua, quindi non abbiamo fatto altro che fare un piccolo trekking (senza fare il bagno) per visitarlo per poi tornare indietro e proseguire il viaggio.
Ci rechiamo quindi al Forte di Bahla (4 OMR|🕔8-19), costruito in una posizione strategica su una collina rocciosa che domina l’oasi circondata da palme. È il più grande forte del Sultanato dell’Oman, costruito con mattoni di fango e strutture in terra su fondamenta in pietra. Considerata la sua importanza nella storia del Sultanato e l’impressionante livello di conservazione, il Forte di Bahla è stato il primo sito del patrimonio culturale dell’Oman iscritto dall’UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 1987.
Sulla strada del ritorno verso Nizwa, facciamo un’ultima sosta per le rovine di Tanuf. Una volta era un villaggio di fango, ora è rimasto ben poco.
Giorno 5
Jabel Shams – Al Hamra – Misfat Al Abriyyin
Inizialmente eravamo titubanti se andare o meno a Jabel Shams, perché la strada per un certo tratto è tutta dissestata con salite e discese. Non avendo un’auto 4×4, ma una semplice berlina, non ci volevamo azzardare per evitare beghe con l’autonoleggio. Tuttavia, ci avevano consigliato di recarsi al punto in cui la strada finiva di essere asfaltata perché lì si posizionano alcune persone del posto con le loro jeep. Contrattando con uno di loro, per 15 OMR totali, ci siamo fatti dare un passaggio con la sua 4×4 sulle ripide e sterrate strade che corrono sui fianchi del Jebel Shams (3009 m), la montagna più alta dell’Oman. La vista sul canyon che si presenta davanti ai nostri occhi è impressionante. E’ anche possibile fare il trekking a piedi per arrivare fino giù, ma noi non avevamo tempo e voglia e ci siamo limitati al paesaggio.
Tornati sull’asfalto e a quote più basse, raggiungiamo la magica Al Hamra, una delle città antiche meglio conservate dell’Oman, con un dedalo di vicoli pietrosi e disseminati di macerie, fiancheggiati da infinite case tradizionali in mattoni di fango che scendono a strapiombo dal pendio fino all’idilliaca oasi sottostante; è incredibilmente fuori dal tempo, sebbene, come in tutto il resto dell’Oman, queste antiche abitazioni vengano ora sistematicamente abbandonate. La città e i palmeti sono circondati da Falaj, ovvero il sistema antico di irrigazione e distribuzione dell’acqua.
Successivamente arriviamo al sonnolento Misfat Al Abriyyin, uno dei villaggi tradizionali più belli dell’Oman, un pittoresco agglomerato di antichi edifici in pietra color ocra di 300 anni che, da certe angolazioni, ricorda un po’ un villaggio medievale italiano in collina. Tra i vicoli tortuosi, sbucano i falaj che portano acqua non solo per irrigare, ma anche per l’uso quotidiano.
In ultimo visitiamo anche il bellissimo Castello di Jabreen (3,15 OMR|🕔7.30-21) costruito in tempi di pace. Presenta pareti affrescate, incisioni di versi cornici nelle volte e un palmeto tutto intorno al suo esterno.
Giorno 6
Nizwa > Birkat Al Mawz > Ibra > Wahiba Desert
Lasciamo Nizwa, direzione deserto. Lungo la strada incrociamo altri due villaggi di fango dove fare sosta. Il primo è Birkat Al Mawz, che presenta un bel paesaggio poiché incastonato nella roccia e circondato da palme da dattero. Qui si vedono molto bene i Falaj ancora funzionanti.
La seconda città in rovina prima del deserto è Ibra. Si arricchì grazie alla sua posizione lungo l’importante rotta commerciale tra Muscat, Sur e Zanzibar. La dozzina di torri di controllo, che si ergono a guardia delle colline frastagliate che dominano gli accessi alla città, ricorda l’antica importanza strategica di Ibra.
Nel primo pomeriggio arriviamo nel paesino di Bidiya, alle porte del deserto del Wahiba Sends. Qui abbiamo appuntamento con il proprietario del camp tendato, che ci viene a prendere con il suo fuoristrada. La nostra berlina infatti, non è adatta al deserto e l’abbiamo lasciata parcheggiata in città per un giorno.
Sono le 15.00 circa e c’è il classico caldo secco del deserto pomeridiano. Il nostro campo alleva anche capre e qualche dromedario, che ovviamente andiamo a fotografare. Il padrone del camp ci dice che la mattina seguente avremmo potuto mungere una dromedaria. Intorno al camp non c’è nulla, solo sabbia e silenzio.
Attendiamo che si avvicini l’ora del tramonto per scalare le dune limitrofe. Dopo qualche foto e video, attendiamo il calar del sole sulla cima di una duna e assistiamo allo spettacolo. I tramonti nel deserto hanno sempre il loro fascino. Visto che siamo nel deserto, è previsto il servizio di mezza pensione, quindi abbiamo la cena a buffet inclusa con carne di pollo e dromedario alla brace, più pane, verdure, riso, acqua, té e caffè inclusi.
Dopo cena, il figlio del padrone, un ragazzo di 25 anni, accende un falò sulla sabbia e chiama a raccolata gli ospiti del camp (siamo solo in 4, noi due e una coppia di amici cinesi). Il giovane ci racconta la vita nel deserto per un beduino nell’era moderna, come studiano e si aggiornano pur mantenendo le tradizioni beduine. Racconto molto interessante dove abbiamo imparato alcune loro tradizioni e metodi di sopravvivvenza nel deserto.
Giorno 7
Wahiba Desert > Sur > Ras Al Hadd
Al mattino, ci svegliamo presto per assistere anche all’alba; dal nostro camp il sole fa capolino dietro le dune. Subito dopo colazione, come promesso, il padrone del camp ci porta alla mungitura dei dromedari. Non avevo mai munto nessun animale prima d’ora e questa è stata davvero un’esperienza interessante per me. Ci è stata spiegata l’importanza dei dromedari per i beduini nel deserto e come essi vivono con e senza la presenza dell’uomo. Mi ha stupido che i cammelli sono in semi-libertà, difatti, li lasciano liberi in determinati periodi dell’anno, perché tanto poi tornano.
Salutiamo il deserto sabbioso, ci riappropriamo dell’auto e lasciamo definitivamente l’entroterra poiché ci dirigiamo verso la costa e il mare che ci accompagnerà per tutto il resto del viaggio. Visitiamo quindi Sur e le sue insenature frastagliate dove il mare è molto calmo. Un tempo la città era un vivace porto e centro commerciale, le cui tradizioni marittime rivivono nell’affascinante cantiere di costruzione dei dhow (barche tipiche), l’unico del suo genere ancora esistente in Oman.
In seguito, raggiungiamo Ras Al Hadd, il punto più a est dell’Oman. Ci sistemiamo in albergo e passiamo un paio d’ore al mare. Essendo spiagge protette dove le tartarughe depongono le uova, abbiamo chiesto all’albergatore se era possibile fare il bagno. Ci ha spiegato che la spiaggia a nord è balneabile fino alle 18.00. Mentre la spiaggia sul lato est è pericolosa per le correnti fortissime, difatti c’è il divieto di balneazione. Nella spiaggia a nord invece non c’è proprio nessuno, l’acqua è calda, calma e bellissima.
In serata, tramite la struttura della Ras Al Jinz Turtle Reserve, abbiamo acquistato una visita guidata per cercare di vedere la deposizione e la schiusa delle uova di tartaruga! Questa struttura è l’unico modo legale per vedere le tartarughe in Oman, difatti non è possibile andare in autonomia perché le spiagge sono chiuse dopo il tramonto ed inoltre sono sorvegliate dai ranger (essendo riserva naturale chi viola la legge è costretto a pagare ingenti multe).
Pur non essendo la stagione ottimale per vedere le grandi tartarughe verdi deporre le uova, abbiamo tentato la fortuna, anche perché il periodo migliore va da giugno a settembre e noi eravamo a ridosso di maggio. Sicuramente non ci aspettavamo il tappeto di tartarughe riversarsi in spiaggia per deporre le uova, ma abbiamo sperato di vederne almeno una… e così è stato!!! Una scena incredibile vedere come questo enorme carapace così pesante e lento, riesca con caparbietà a scavare una fossa enorme dove deporre e seppellire le uova. Inoltre, siamo stati ancora più fortunati perché abbiamo assistito anche la schiusa di un uovo proveniene da un altro nido! La tartarughina con appena qualche minuto di vita correva più che poteva lungo la spiaggia per cecare di raggiungere l’oceano… Indimenticabile!
La visita ci è costata 12 OMR a testa (circa 27,50€) e si possono scegliere tra due orari di visita: alle 21.00 o alle 05.00 del mattino (orari in cui le spiagge sono chiuse), è anche la fascia oraria in cui le tartarughe vengono a deporre. Non è possibile prenotare in anticipo, quindi bisogna recarsi lì in anticipo. Tuttavia, tutte le spiegazioni su come acquistare, i prezzi, quando e dove recarsi, sono riportate nel sito ufficiale della riserva: rasaljinz-turtlereserve.com. Se ci sono dubbi o domande è possibile anche scrivere loro via WhatsApp (i numeri sono indicati nel sito).
Giorno 8
Ras Al Hadd > Al Qalhat > Wadi Shab > Muscat
Lasciamo il sud-est del paese e risaliamo gradualmente verso Muscat costeggiando il mare. Superata Sur, facciamo una sosta ad Al Qalhat, che un tempo era un’antica città strategica per questa regione. Degli oltre 240.000 metri quadrati di estensione, gli unici resti conservatisi fino ad oggi sono quelli del Mausoleo Bibi Maryam, che fa parte dell’UNESCO dal 1988!
Proseguendo verso nord, facciamo un trekking/torrentismo nel bellissimo Wadi Shab. Si può raggiungere facilmente l’ingresso del wadi con un’auto qualsiasi in quanto la strada è asfaltata fino al relativo parcheggio. Una volta scesi dall’auto, si prende una barchetta (1 OMR in contanti a testa) per arrivare dall’altro lato del fiume, da dove inizierà il trekking. Non serve particolare allenamento o doti sportive, basta andare al proprio ritmo, anche in base a quanto caldo fa. Se potete, andate al mattino presto se non sopportate il caldo (seppur secco). Noi ci abbiamo impiegato circa 45 minuti per raggiungere le prime pozze e altri 15 per arrivare alla grotta con la cascata principale (molto bella). Portatevi sacche o borse impermeabili perché dopo le prime pozze si dovrà per forza nuotare per arrivare alle cascate. Noi abbiamo lasciato tutto in uno zaino deposto sulle rocce limitrofe e ci siamo affidati alla fortuna sperando nessuno ci rubasse niente.
Dopo il wadi, torniamo infine Muscat. Lungo la strada potrete fermarvi anche in qualche spiaggia per fare un bagno. Ce ne sono varie lungo il percorso e il mare è spesso calmissimo e l’acqua calda.
Giorni 9-10
Isole Daymaniyat – Muscat
Questa giornata la spendiamo interamente sulle Isole Daymaniyat. Tutta l’area delle isole è una riserva naturale, non ci si può sbarcare da maggio a ottobre compresi e non si può andare in autonomia, ma bisogna prendere un tour in barca. Noi abbiamo cercato su GetYourGuide e abbiamo scelto un tour di 4,5 ore al prezzo di 56€ a testa tutto compreso. Ci sono anche tour di 8 ore dove vi portano su un’isola in più e fanno barbeque.
Le isole sono brulle e basse, ma hanno un mare accezionale. Un ottimo snorkeling dove sicuramente vedrete le tartarughe e i pesci pelagici. Con un po’ di fortuna si avvistano anche squaletti, razze, mante e squali balena (per questi ultimi serve andare nella stagione giusta).
Con le isole terminano le nostre visite, il giorno dopo riconsegnamo l’auto e lasciamo Muscat.
Shukran Oman!
Conclusioni
Il tour di 10 giorni consente di vedere solo la parte nord-orientale del paese. In questo tour però abbiamo saltato Jebel Akhdar , una zona montuosa dell’area di Nizwa molto verde per la sua altitudine. Prima di risalire la montagna c’è un blocco della polizia per strada dissestata, ma è possibile chiedere nei paraggi ad un locale con una 4×4. Noi l’abbiamo saltata per questioni di tempo e di priorità.
Con un tour di più giorni invece, è possibile raggiungere il deserto nel centro del paese (con una 4×4 e guida esperta) e/o la parte sud-occidentale dell’Oman, ovvero Ṣalāla, con la sua bellissima natura. Noi non siamo potuti andare non solo per questioni di giorni, ma anche perché non era la stagione giusta.

2 risposte a "🇴🇲 Oman"